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Parma Giardini di San Paolo lucchettoLa Parma delle promesse e la Parma delle baby gang. La nostra è una città nella quale gli effetti di anni di annunci fondati sul nulla e di mancate politiche sociali cominciano a farsi sentire pesantemente.


Un esempio? I giardini di San Paolo. Piccolo scrigno di bellezze cittadine, l’area è degradata da almeno 5 anni: come sanno bene gli utenti delle biblioteche Internazionale e Guanda, nei giardini si radunavano giovani con abitudini piuttosto “al limite”. Come è per certi versi naturale che sia, in un’età, quella adolescenziale, sperimentativa per definizione.

E quindi? E quindi a destare sorpresa non è la presenza di giovani con eventuali problematiche relazionali, bensì l’assenza di adulti con soluzioni e possibilità da porgere.
Parma Giardini di San Paolo cartello chiusoLa nostra amministrazione comunale cos’ha fatto, per dirimere la questione? Ha per caso incentivato economicamente lo svilupparsi di progettualità “di strada”? No: ha chiuso i giardini.

In una strana perversione mentale qualcuno deve aver ritenuto che chiudendo quel luogo i ragazzi sarebbero forse spariti. Sono gli stessi giovani (un paio li conosciamo, e il termine “stessi” è fisicamente adeguato) che oggi gironzolano per il centro, “indignando” gli adulti del centro città e infastidendo, questa volta senza ironia, i commercianti.
Nel 2015 Michele Alinovi ha annunciato il suo recupero, da allora sono stati annunciati (il verbo è ripetuto volutamente) milioni di euro in pensieri, parole, opere e omissioni, poi però è arrivata solo la chiusura.
I CCV della zona (votati da ben il 2% dei parmigiani) chiesero la serrata dell’accesso su borgo Giordani, lateralina di strada Garibaldi, a Cristiano Casa non parve vero di fermare tutto e mettere lucchetti.
Parma Giardini di San Paolo II A tenere “marcato” l’argomento sono state le opposizioni non leghiste e non filo-pizzarotti, che il 15 dicembre scorso organizzarono una conferenza stampa proprio al di fuori della Camera della Badessa del Correggio, che a sua volta balzò agli onori della cronaca per la propria chiusura (perché ricordatelo: siamo capitale 2020!). Dalla loro visita alcune conseguenze, la principale fu una presa d’atto del degrado diffuso in quella zona che i giornali mainstream raccontavano in via di restauro.
Da allora siamo passati quotidianamente da quel luogo, e possiamo attestare che solo pochissime occasioni abbiamo trovato un furgone e personale al lavoro: come già per l’Ostello della Gioventù ( LEGGI ), l’ex Ostello della Gioventù ( LEGGI ), la piscina dietro l’Efsa ( LEGGI ) e altre aree cittadine, a fronte di annunciati lavori (ed aree transennate) da parte di Michele Alinovi non sono documentabili (e sfidiamo il Comune di Parma a farlo, dato che abbiamo alcune centinaia di files tra foto e video, e le stesse foto di questo articolo sono state scattate in giorni differenti...Rosso Parma lavora così) azioni concrete vere e proprie.
I Consiglieri Eramo, Pezzuto e Lavagetto, autori della conferenza stampa, hanno chiesto conto della situazione anche un mese fa, Michele Alinovi ha risposto che i Giardini verranno riqualificati assieme a tutto il complesso di San Paolo nei prossimi due anni, e che all’interno sarà previsto un caffè letterario. Pareva impossibile che rimanesse uno spazio pubblico e scevro da incassi, viene da pensare.
ZFoto Fedez Pizzarotti Guerra e SelettiPerciò ecco che ciò che abbiamo sono Giardini splendidi e inaccessibili, strutture culturali aperte in maniera discontinua e insoddisfacente (le Camere) e adolescenti che, abbandonati a se stessi, brancolano per la città senza luoghi accoglienti e gratuiti cui riferirsi.

This is Parma, tutto il resto è comunicato stampa e dibattito sulle baby gang.

PER APPROFONDIRE SULLA TEMATICA GIOVANILE LEGGI E VAI A RITROSO NEI LINK

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