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ZFoto Open Shop 24 ParmaSolo un completo imbecille può ritenere di combattere il degrado e la microcriminalità in Oltretorrente (piuttosto che in altre zone della città) semplicemente chiudendo degli open shop, quegli anfratti ricavati nei palazzi che poi vengono riempiti da macchinette del caffè e per le merendine. Il discorso non muta di un grammo riferendosi alle panchine nei luoghi di aggregazione e socialità.

Il motivo è semplice: se anche attorno ad essi fossero gironzolati brutti ceffi, gli stessi semplicemente si spostano appena più in là, mantenendo intatte le medesime brutte abitudini. Cosa che sta in effetti avvenendo in via Bixio: al civico 6 Cristiano Casa e Federico Pizzarotti hanno chiuso un localino dedicato alle macchinette (l' Open Shop 24 LEGGI L'ANNUNCIO FESTANTE DELLA CHIUSURA ), e le persone che lo frequentavano (intendendo nel senso fisico delle stesse identiche persone) hanno semplicemente attraversato la strada e, percorsa una decina di metri a piedi, si sono sedute sul gradone alla base del monumento dell’ “inculato” (come è popolarmente chiamata la statua dedicata a Filippo Corridoni). E per le panchine in Stazione si sono spostati sotto il monumento a Vittorio Bottego ( PER APPROFONDIRE LEGGI ).
La società che ha patito il danno, la Omen sas di Cantarelli Gianluca, ha presentato ricorso contro la decisione del Comune di Parma, che in realtà ha fatto seguito anche “all’“esposto” a firma di residenti e titolari di esercizi commerciali, richiamato nella suddetta nota della Questura di Parma Cat. 10.A./2017/P.A.S. del 18.07.2017 e pervenuto a quest’ultima in data 25.05.2016” e agli allegati alla “segnalazione” di cui al precedente punto 3), costituiti da fotografie e video contenuti in chiavetta USB allegata alla citata segnalazione”. Con la determina dirigenziale 3374 Salvatore Caroppo, messo da Pizzarotti a capo dell’ufficio legale del Comune di Parma, assegna a sé stesso e alle sempiterne Laura Maria Dilda e Francesca Priori la difesa dell’ente innanzi al Tar. Il tribunale di piazzale Santafiora ha accolto la richiesta di istruttoria e dovrà decidere rispetto al ricorso presentato dal proprietario di “Open Shop 24”.
“Chissenefrega?”, penserete forse voi. Bé, mica tanto: ci sarebbe una particina che recita: “nonché per la condanna del Comune di Parma … al risarcimento dei danni patiti e/o patiendi dalla ricorrente per effetto dei provvedimenti impugnati…”. Se Cristiano Casa ha commesso un illecito o violato i diritti di Cantarelli Gianluca, chiunque egli sia, a pagare il risarcimento sarete voi con le vostre tasse. Con tutto che i ceffi filmati e fotografati nei pressi dell’open shop li trovate, come detto, di fronte al negozietto chiuso. Le solite situazioni “alla Casa”.

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