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Fondazione Tommasini Marcella Saccani al Seminario MaggioreParecchi capelli grigi, in sala: è questo l’unico vero neo di un incontro, quello che si è tenuto presso i Missionari Saveriani di viale San Martino, che ha raccolto in una sala quasi tutti i volti decenti di questa confusa e anaffettiva città. Perché questa è la fase storica che stiamo vivendo, è bene essere chiari nel dircelo.
Ad organizzare la riunione è stata la Fondazione Tommasini, che ha voluto raccogliere attorno a sé gli amici di sempre per annunciare le novità e le iniziative che caratterizzeranno il 2018.
“ Innanzitutto – ha spiegato il presidente Bruno Rossi alla platea – avremo una nostra sede: per molti anni siamo stati ospiti di altri, e a loro va certamente la nostra gratitudine, ma adesso scegliamo di avere una sede propria. In secondo luogo da quest’anno avremo un tesseramento, ad offerta libera, attraverso il quale raccoglieremo i fondi necessari alle nostre attività. Terza novità importante riguarderà il sito internet, che diventerà ancora più contenitore di ricordi e memorie dell’esperienza di Mario Tommasini: a tal proposito chi avesse foto e filmati potrebbe prestarceli affinché noi li possiamo duplicare, e aumentare quella documentazione”.
Molto ricco anche il programma di appuntamenti già fissati: nei primi dieci giorni di luglio, per esempio, la Fondazione sarà in quelle Case di Tiedoli, nate dal progetto innovativo di Esperidi, che “segnano la differenza tra come si curava degli anziani Mario e come avviene nella maggior parte dei casi oggi”, dirà sempre Rossi.
Terminato il proprio intervento è stata la volta degli interventi dal tavolo e dalla platea. Piuttosto intrigante quello di Pietro Pellegrini, Direttore del Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale Dipendenze Patologiche dell'AUSL di Parma, che ha narrato di aver conosciuto Tommasini quando era molto giovane, e che anche grazie alle sue spinte innovative ha scelto di diventare medico e psichiatra. Quale il compito del psichiatra oggi? Quelli, ha spiegato, di inclusione e di salvaguardia del benessere della persona indicati da Mario trent’anni fa.
Fondazione Tommasini Bruno Rossi al Seminario MaggioreCarlo Baroni ha invece svelato il lato umano e personale di Tommasini, narrando aneddoti di vita quotidiana di quegli anni ruggenti. Patrizia Bonardi ha raccontato della passione che ha determinato la nascita di Sirio e della passione necessaria a farla crescere. Maria Teresa Ferrari ha invece descritto la nascita, ed il percorso esperienziale di Tiedoli, le case per anziani di cui ha accennato Bruno Rossi.
Tanta carne al fuoco, quindi, con quel punto interrogativo all’incipit di queste righe: quei capelli bianchi, quei visi vergati dal tempo, raccontano certamente di una Parma che seppe lottare (a differenza dell’odierna), ma forse anche di un’incapacità di raccontarsi alle nuove generazioni, e a questa Parma, che è invece meticcia e che l’esperienza tommasiniana l’ha ereditata. Tommasini come scrigno dei ricordi, perciò, ma anche come sfida per una Parma che dall’antico costruisce il futuro. Dal 2018 della Fondazione quindi una risposta su quanto consistente e concreta sia la possibilità di resurrezione etica e sociale della nostra collettività.

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