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Federico Pizzarotti Tommaso Ghirardi sala stampa del TardiniFa un po’ ridere ed un po’ piangere, la polemica relativa all’appello di Pizzarotti sull’aeroporto Verdi, soprattutto se sei un quotidiano che ha riportato fedelmente dichiarazioni e atti decisionali da almeno 3 anni in qui.

L'A Seventh of Mayor ( lo abbiamo soprannominato così perché votato solo da un parmigiano su sette ) sta usando soldi dei cittadini parmigiani per sostenere un’azienda detenuta da una banca austriaca e dallo stesso “circolo” di industriali locali che da sempre vi fa pagare le proprie voglie e traversie economiche. Non si capisce bene dove stia la novità, in effetti: quando intervistammo Rastelli, amministratore delegato di Sogeap, che si starà leggendo gli articoli da Las Vegas (città in cui ora lavora), il dirigente usò termini chiari che più chiari non si potrebbe: la struttura, con quell’impianto economico e con la forma mentis alle spalle, non poteva reggere. La motivazione era di tipo meramente tecnico, e si può riassumere così: le compagnie aeree, Raynair su tutte, si fanno pagare, per fare scalo in una determinata città piuttosto che in un’altra. Qualcosa tipo un euro a passeggero, anche se ovviamente il “listino prezzi” varia moltissimo a seconda della città e della compagnia. Ne deriva che fino ad un certo punto, per un singolo scalo, i passeggeri non sono un ricavo ma un costo. Quel punto è di switch, e si può considerare attorno al milione di arrivi: è quello il limite per il quale ciò che spendono sul territorio tutti i viaggiatori supera quanto dato alle compagnie aeree, ed in cui le istituzioni coinvolte vanno in attivo.
GUARDA UN INTERVENTO DI RASTELLI IN COMMISSIONE PRIMA DELLE DIMISSIONI

GUARDA UNA VIDEOINTERVISTA DI ALLORA

GUARDA LA VIDEOINTERVISTA AD UNA LAVORATRICE NELLA PRECEDENTE CRISI

GUARDA LA DISCUSSIONE TRA FEDERICO PIZZAROTTI ED I LAVORATORI DEL VERDI , MOLTO MOLTO INCISIVA
L’ex amministratore delegato individuò un percorso molto preciso, di grande coinvolgimento del territorio e degli imprenditori. Questi ultimi erano chiamati ad una scelta duale: o ci mettevano i soldi, tanti e per un periodo almeno quinquennale, o non ce li mettevano. Qualunque soluzione intermedia sarebbe risultata vana. Come andò è agli atti: Rastelli rassegnò le dimissioni, gli industriali scelsero un tizio che in termini di performances vincenti lasciava parecchio a desiderare. Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti: terminati i soldi stanziati anni fa, siamo punto e a capo, con i dipendenti che attendono il 5 dicembre per capire se saranno chiusi o no. Quando si dice “Buon Natale un ca..o”.
Due considerazioni conclusive:
A) IL PARMA CALCIO: fa bene Federico Pizzarotti a riferirsi al Parma Calcio, nel paragone con l’aeroporto. In effetti grossa parte del cda del Parma FC, quello di Tommaso Ghirardi, prevedeva gli stessi industriali presenti nel cda di Sogeap. Identici identici. E proprio come allora questi dannati geni della finanza mondiale paiono intenzionati a far pagare ai cittadini di Parma le proprie scemate/disonestà (a seconda dei casi).

Perciò, volendo riassumere: l’aeroporto è privato, loro fanno le nomine che preferiscono, il piano industriale poteva anche essere titolato “Mo co vot, pensa par ti”, ma i 5 milioni di euro in infrastrutture arriveranno dal bilancio comunale. Da parte, oltretutto, di quella giunta che dichiara finiti i soldi per i bimbi disabili, ma poi stanzia 250 mila euro per alcune ore di musica , una parte in cui si assisterà anche all’esibizione di Fedez dal palco. Notevole.

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B) IL PARMA CALCIO: il Parma FC è un buon paragone anche in merito al ruolo dell’informazione in questa città. Dieci mesi prima di quel crac questa testata, allora neonata, cominciò a martellare Ghirardi e Leonardi rispetto ad incongruenze di bilancio ai nostri occhi macroscopiche. Come conseguenza ottenemmo simpatici post sui blog dei tifosi dai titoli enigmatici e di difficile interpretazione del tipo “Antonino vuole il male del Parma calcio”, “Rosso Parma odia il Parma” e via dicendo. I commentatori erano gli stessi che oggi fanno partire il coro “Ghirardi, Ghirardi...la senti questa voce?”. L’altra conseguenza è che non entrammo più nella sala stampa del Tardini (dalla quale stiamo lontani comunque, non essendo un “giro” particolarmente interessante). Poi le cose precipitarono e tutti ci superarono nella critica antighirardiana.
Con l’aeroporto è all’incirca la stessa situazione: a cosa è servito scrivere due o tre anni fa quale sarebbe stata la road map e quale l’esito finale, se poi comunque in città tutti giocano a cascare dal pero? A cosa serve andare a cercare atti dirigenziali, delibere di giunta, riassunti di commissioni comunali, se poi in città un politico può dire tutto ed il suo contrario senza che nessuna associazione o nessun cittadino comune gli faccia un "mazzo così" sul piano etico? In una città che gnola continuamente sull’informazione, ha davvero senso farla, l'informazione? Forse hanno ragione quelli che si limitano a svegliarsi presto, a leggere la Gazzetta riassumendone gli articoli più interessanti e che in virtù di questo si ritengono “iscritti all’Ordine dei Giornalisti”. Perchè altrimenti non si spiega.

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