0
0
0
s2smodern

Consiglio comunale2017 Delegato Sicurezza Sauro FontanesiAltri parametri ma uguali risultati: la nostra città boccheggia in settori ed argomenti di una importanza incredibile. Lo studio emesso da Sole 24 Ore considera altri fattori, rispetto a quello di Italia Oggi ( LEGGI LA CLASSIFICA DI ITALIA OGGI ), ma racconta più o meno la stessa novella: negli indicatori economici, di ricchezza materiale, andiamo alla grande. In quelli che indicano lo “spirito” di una collettività, andiamo una schifezza. Il 90° posto nella categoria generale della Sicurezza racconta parecchio.
La posizione complessiva, nel ranking, è di 22ima città in Italia, superata da mezzo nord, ed in regione da Bologna (14° posto, con 6 posizioni perse per Merola), Reggio Emilia (16° posto, ne ha guadagnati 11) e Forlì (18° posto, +7 rispetto all’anno precedente).
Ad essere sinceri la classifica in questione è meno “gradevole” di quella di Italia Nostra per due ordini di motivi: il primo riguarda la scelta delle categorie, che mescola sovente mele con pere , il secondo perché si limita a fornire il dato numerico, che va preso in quanto tale, senza grandi possibilità di verifica, controllo o analisi. Il che non va bene.
Emerge quindi che siamo al 6° posto per Pil pro capite, 11imi per depositi bancari, al 5° posto per tasso di occupazione e al 2° per tasso di disoccupazione, al 4° posto per Ecosistema Urbano (ma l’indice arriva da Legambiente, da tempo lontana dall’imparzialità), e questo è bene.
Però siamo al 97imo posto per canoni di locazione, 73imi per consumo di suolo e che soprattutto si ripropone intorso il tema della sicurezza. Anche per il Sole 24 Ore, infatti, è questo l’argomento nel quale i nostri amministratori si dimostrano più incapaci di dare risposte: siamo all’ 83° posto per numero di rapine, al 102° posto per scippi e borseggi, al 74° per le truffe, all’85imo per i furti in abitazione, e all’ 81imo posto per la rapidità del sistema giudiziario, intendendo il numero di cause pendenti per oltre 3 anni.
Insomma, andiamo bene negli indicatori che ci vedono eccellere da sempre (Parma è una città ricca da decenni, lo è storicamente), precipitiamo in quelli che evidenziano la capacità dei nostri amministratori di individuare e predisporre risposte efficaci. Se siamo 102imi per scippi e borseggi significa che in almeno 101 città su 110 in tutta la nazione hanno saputo individuare soluzioni più efficaci di quelle proposte da Cristiano Casa.
Il che ci riporta dritti dritti alla nostra opinione sulla banda di Pizzarotti. I suoi componenti passano le giornate a darsi delle gran pacche sulle spalle e a dirsi “bravo” l’un con l’altro.
Cosa ne pensiamo noi? Bé, mettiamola così: nel 2008 Parma era al 10° posto, nel 2009 era al 16° posto, nel 2010 era al 13° posto, nel 2011 era al 13° posto, nel 2012 era al 6° posto. Le classifiche si riferiscono all’anno precedente, perciò è nel 2013 che si comincia a vedere la mano di Federico Pizzarotti, e Parma è piombata al 16° posto. Nel 2014 è scesa al 19° posto, nel 2015 è risalita al 13° posto, nel 2016 è crollata al 22° posto, nel 2017 si è confermata al 22° posto. Al netto delle chiacchiere e dello stuolo di comunicatori-tirapiedi che lo circondano, l’unico dato reale è quello numerico. Il resto è fuffa.

ZFoto Schermata del 2017 11 28 04 16 18L'ARTICOLO DI CARATTERE NAZIONALE:

La miglior qualità della vita? Si respira in montagna, sulle Alpi. Da Belluno, che si aggiudica la 28a edizione dell’indagine annuale realizzata dal Sole 24 ore, e passando a zig-zag tra cime e tornanti attraverso Aosta, Sondrio, Bolzano, Trento fino ad arrivare a Verbano-Cusio-Ossolain Piemonte. Nei primi sette posti della classifica che misura il benessere, non solo economico, delle province italiane ci sono ben sei province alpine, a cui si aggiunge Trieste.
42 GLI INDICATORI ESAMINATI, TRA CUI GLI ACQUISTI ONLINE
Sei macro aree e 42 indicatori, tra cui quest’anno entrano anche gli acquisti online, il gap retributivo di genere, la spesa per i farmaci, il consumo del suolo, gli anni di studio degli over 25 e l’indice di litigiosità nei tribunali, sono l’elemento portante dell’analisi che Il Sole 24 Ore realizza per stilare la classifica della Qualità della Vita nelle 110 province italiane. Arretrano alcune grandi città: Milano che, nella classifica generale perde 6 posizioni e scivola all’ottavo posto; Roma, che scende al 24° rispetto al 13° del 2016, e Torino, che retrocede al 40° posto.
MILANO RESTA AL TOP PER RICCHEZZA E CONSUMI
Nelle vittorie di tappa per singola macro area, Milano è sempre al top nell’ambito Ricchezza e consumi, conquistando il primato nel Pil pro-capite, nell’importo medio delle pensioni e nei depositi bancari. I voti migliori per il consumo di suolo e l’emigrazione ospedaliera vanno invece a Sondrio, che guadagna il podio dell’area ambiente e servizi. Aosta sale sul podio nella densità abitativa e nelle acquisizioni di cittadinanza, mentre per giustizia e sicurezza è la provincia di Verbano Cusio Ossola a guadagnare la prima posizione. Firenze, invece, supera Roma e si aggiudica il primo posto per cultura e tempo Libero. Ma la grande sorpresa del 2017 è Ascoli Piceno, che vince la medaglia d’oro nella categoria Lavoro e Innovazione.
LA MAGLIA NERA E’ DI CASERTA; MALE ANCHE TARANTO E REGGIO CALABRIA
In coda alla graduatoria complessiva, invece, finiscono soprattutto le aree di Campania e Puglia: ben otto nelle ultime dieci posizioni, con Caserta maglia nera 2017 eTaranto al penultimo posto. Al terz’ultimo c’è Reggio Calabria.
SI ALLARGA DIVARIO TRA NORD E SUD, LA PRIMA IN CLASSIFICA E’ AL 52° POSTO
A sancire il verdetto è il trend di fondo, che mostra, attraverso i risultati dei singoli indicatori, come il divario tra Nord e Sud del Paese tenda sempre più ad ampliarsi, tanto che per trovare la prima provincia del Sud e Isole bisogna scendere fino al 52° posto di Oristano. Le aree centro-settentrionali, infatti, non solo ribadiscono i loro primati storici negli indicatori economici (dalla ricchezza al lavoro), ma guadagnano spazio anche nei ranking – come demografia e tempo libero – un tempo appannaggio dei territori del Sud. Non mancano comunque le buone prestazioni: la stessa Oristano conquista il terzo posto nella macro-area Giustizia e sicurezza, Matera sale al 6° posto nella categoria Ambiente e servizi e le province del Mezzogiorno occupano in blocco i primi 14 posti nell’indicatore legato alla diffusione della banda larga.
di Alfonso Raimo, giornalista professionista

Sostieni Rossoparma con una donazione

06 RossoParma banner

07 RossoParma banner

01 RossoParma banner

02 RossoParma banner

03 RossoParma banner

04 RossoParma banner

05 RossoParma banner

06 RossoParma banner

07 RossoParma banner

01 RossoParma banner

06 RossoParma banner

07 RossoParma banner

01 RossoParma banner

02 RossoParma banner

03 RossoParma banner

04 RossoParma banner

05 RossoParma banner

06 RossoParma banner

07 RossoParma banner

01 RossoParma banner