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Froneri di Parma cartelli piazza GaribaldiFinalmente un atto politico degno di nota, a Parma: inseguimento e tentativo di linciaggio di un dirigente d’azienda intenzionato a licenziare 180 esseri umani, protetto dalla Digos e costretto ad una precipitosa fuga da lavoratori refrattari al farsi fare il servizietto.
Era previsto per stamane il tavolo istituzionale in Comune, a Parma: allo stesso hanno seduto membri dell’amministrazione comunale, l’assessore regionale alle Attività Produttive Paola Costa , i rappresentanti sindacali e i dirigenti della Froneri / Nestlè Svevo Valentinis e Pietro Monaco, che è l’amministratore delegato della società.
All’uscita, mentre i membri della delegazione stavano rendicontando rispetto all’andamento dell’incontro, dalla porticina dell’Albo Pretorio sono stati fatti uscire i dirigenti della multinazionale, presto riconosciuti dai lavoratori. Costoro, giustamente esasperati dall’atteggiamento dell’azienda, che perdura da molti anni, hanno pensato bene di inseguire gli stessi e di dire loro esattamente cosa pensassero del loro progetto, dell’essere licenziati e della reputazione delle relative madri (ahi, questo è poco corretto: linguaggio di genere...attenzione!). Nel parapiglia il “compagno Stefanì”, come da anni è stato affettuosamente soprannominato dai compagni un dirigente della Digos particolarmente bravo a curare i servizi d’ordine nelle manifestazioni, è stato travolto ed è ruzzolato a terra. Il buon Daniele (Stefanì), a sua volta rsu della Cgil nel settore della Polizia di Stato, ne ha viste di ben peggiori, in tanti anni di onorato servizio. Casomai il suo problema sarà sopravvivere al cazziatone della moglie, a sua volta in servizio in piazza, notoriamente più abile ed avveduta (come accade quasi immancabilmente alle consorti) nello svolgimento del ruolo.

I lavoratori hanno quindi costretto ad una rapida fuga i dirigenti, fatti salire su una Punto azzurra in fretta ed in furia, accompagnati da sibillino monito “e questo è solo l’inizio”.
Ovviamente l’atto è stato condannato da tutti gli esponenti istituzionali. A nostro avviso è stato l’unico veramente degno di attenzione di una giornata che per il resto non ha portato a molto altro di davvero rilevante: i nostri esponenti politici hanno, per il resto, preso atto della determinazione dell’azienda, già nota a chi in fabbrica ci lavora. Dei lavoratori che finalmente reagiscono ad una decisione padronale: non si vedeva da anni, c'è da lucidarsi gli occhi increduli.
La Cgil ha annunciato di voler denunciare la società per il reato di truffa, considerando completamente disattesi gli accordi di luglio di quest’anno. Non sarebbe male cominciare ad organizzare delle "moral dissuasion" nei confronti dei prodotti Nestlé a livello cittadino: se loro trattano così le famiglie dei nostri concittadini, perché non far sapere cosa ne pensiamo in quanto parmigiani? Nel prossimo futuro, permanendo così la situazione, non sarebbe una cattiva idea. Ragioniamoci, compagni.
PER APPROFONDIRE LEGGI DELLA CRISI
PER APPROFONDIRE LEGGI LA TESTIMONIANZA DI UNA DIPENDENTE STORICA DELL’EX ITALGEL

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