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PC in sequenza BELLAParma , quattro persone S. C. nata a Carpi ma residente nel parmense classe 67, L. M. classe ’56 nato a Bergamo residente in provincia di Brescia, B. P. nato a Milano ma residente a Parma classe ’61, e A. A. parmigiano classe ’62, tutti pregiudicati, sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per i reati di truffa aggravata in concorso, sostituzione di persona in concorso e tentata truffa.
I quattro hanno agito a Parma lo scorso anno ai danni di una ditta di vendita materiale informatico operante in città.

Il tutto è cominciato quando S. C. ha effettuato un primo ordine di merce dal valore di quasi 13.000 Euro, millantando di essere la dipendente di una società di Parma la “T* S.R.L”. L’ordine riguardava diversi computer, tablet e telefoni. Dopo qualche settimana, la vittima si è visto recapitare un secondo ordine di merce, questa volta da un sedicente studio tecnico con sede a Parma “R* I* M* G* S.R.L.”, per il valore complessivo di oltre 29.000 Euro. In entrambi i casi gli ordini erano stati preceduti da un fitto scambio di email tra la vittima ed i truffatori, con tanto di preventivi e rassicurazioni di vario tipo sulla serietà e la robustezza delle aziende compratrici. Nel secondo caso era stato addirittura costruito un sito che pubblicizzava le attività dell’aziende e le varie collaborazioni tra le quali era citato anche l’Expo di Milano. Consegnata la merce è stato poi atteso invano il pagamento concordato che sarebbe dovuto avvenire in entrambi i casi entro 30 gg.
Denunciate le due truffe, dopo qualche mese, è arrivata una terza richiesta di fornitura. Questa volta a contattare la vittima era la sedicente responsabile della società “S*. d* G*.” con sede in provincia di Parma ed anche il questo caso l’ordine riguardava diversi computer e telefoni, attuando il medesimo “modus operandi” delle precedenti truffe.
Questa volta alla consegna della merce, concordata presso la sede della vittima, ad attendere i “compratori” c’erano anche alcuni agenti della Questura di Parma che al momento della cessione degli articoli da ritirare, si sono qualificati identificando i truffatori.
Dalle indagini effettuate si è potuto accertare che a comporre la “banda” erano almeno 4 persone, con a capo una donna, S. C. ed era proprio lei a contattare le vittime, spacciandosi per addetta agli acquisti o per responsabile delle varie società fantasma, effettuare gli ordinativi e concordare i pagamenti. Gli altri complici si occupavano invece di ritirare la merce ed aprire e chiudere le società fantasma ed i siti internet, il tutto per rendere credibili i vari ordini effettuati. In alcuni casi, per rendere ancora più efficaci le trattative, i 4 millantavano collaborazioni con società reali, ovviamente ignare dei fatti e per tale motivo non menzionate, per le quali avevano lavorato in passato e dalle quali avevano attinto anche i dati fiscali e societari. Questi dati servivano per “schermarsi” da eventuali verifiche poste in essere dalle vittime quali, ad esempio visure camerali e P. IVA. Tra queste anche una nota società che gestisce diversi ristornati sul territorio nazionale.
I quattro soggetti sono stati deferiti all’A.G. per i reati di Truffa Aggravata in Concorso, Truffa Tentata in Concorso e Sostituzione di Persona.

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