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Non ci sto piu dentro con Giobbe Covatta IAttore, comico, scrittore, Giobbe Covatta ha rappresentato e rappresenta a tutt’oggi un modo di intendere se stessi nel mondo prima ancora che un artista tout-court.
Parlare di politica con lui è naturale, non tanto per le sue esperienze di esponente dei Verdi, quanto per le sue posizioni esplicite e le sue battute indimenticabili sulla Lega Nord, che sovente fanno parte ancora oggi delle sue performances.
L’intervista è stata fatta in punta di sorriso, ma si presta a qualche riflessione intensa, che speriamo avrete voglia di condurre.
“Che cosa mi ha spinto a partire tanti anni fa per l’Africa? Bé, la Polizia, che mi cercava – ci racconta ridendo - . Più seriamente: quello che mi ha spinto, tutta la vita, sempre, è la curiosità. Pure ora che tengo 60 anni e andare in giro è una faticaaaaaaaaaa… ma io sono tossicodipendente di questa cosa,non riesco a stare fermo”.
“Aiutiamoli a casa loro: come ti senti ad aver anticipato il programma di Matteo Salvini?”, gli chiediamo tra il serio ed il faceto. Risate di entrambi, il clima è gioioso, è complicato fare un’intervista canonica. Soprattutto considerando il nostro anticlericalismo.
“Oh, adesso vi spiego questa cosa, che mica la sanno tutti – ci racconta facendosi serio -: io ho lavorato nella cooperazione internazionale per parecchi anni. Questo è vincolato ad un contratto che investe il 7 per 1000 del PIL, che per l’appunto sarebbe da destinare alla cooperazione internazionale. Secondo voi l’Italia, di questo 0,7% quanto ha pagato? NIENTE! E’ facile dire “aiutiamoli a casa loro”: bisogna farlo, però! Non basta semplicemente dirlo. Questa cosa andrebbe sostenuta : è vero, aiutiamoli a casa loro, nel senso che abbiamo un contratto scritto, e quindi aiutiamoli a casa loro. Anche perché da casa loro ci siamo portati via quasi tutto. Non sarebbe in senso stretto una logica bizzarra, ma bisognerà pure che qualcuno da qualche parte cominci, e non mi pare che Matteo Salvini sia il più adatto”.
Insomma, a trarre le fila del discorso il punto centrale non è tanto il “come” quanto che il tema Africa, e migratorio in senso lato, è popolato da cialtroni che disconoscono evidenze di cui sono perfettamente consapevoli per poter speculare anche sulla pelle dei poveretti in cerca di pane e di casa.
Le soluzioni sono semplici: o smettiamo di “ciulargli” tutte le materie prime e i beni essenziali, o in cambio facciamo fede ai trattati sottoscritti. Ciò che stiamo facendo ora, come giustamente detto da Giobbe è NIENTE.

GUARDA LA VIDEOINTERVISTA
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