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ZFoto Patti Smith con Borghi Franceschini PizzarottiLo fa un giornale, quindi è una richiesta che arriva attraverso mezzi inopportuni: Loris Borghi deve rassegnare le dimissioni.

Lo fa un giornale perché non lo sta facendo nessuno: nessun partito politico, nessuna forza sindacale, nessun esponente della società civile parmigiana.
Il Magnifico Rettore è stato già nel recente passato coinvolto in una alquanto vergognosa faccenda di nomine e promozioni riguardanti la sua compagna di vita, Tiziana Meschi ( LEGGI ), giunta in Consiglio comunale e, a quanto risulta, oggetto delle attenzioni della Guardia di Finanza. Oggi è nuovamente al centro dell’attenzione della magistratura, le accuse paiono riguardare l' abuso di ufficio: secondo gli inquirenti avrebbe “confezionato” un bando su misura per il braccio destro di Fanelli ( LEGGI DELL’INCHIESTA SULLA FARMACEUTICA ), Massimo Allegri.
Il pm Giuseppe Amara, che coordina le indagini di Pasimafi ( ma Pasi-mafia non sarebbe più adatto, come nome?) e che quindi sta facendo luce sul giro di denaro che ha collegato pezzi di Università di Parma, di Ospedale Maggiore e di case farmaceutiche, ritiene questi abbia fatto e brigato con lo stesso Fanelli e con Pierfranco Salcuni, direttore del dipartimento di scienze chirurgiche e con altri due dipendenti della stessa struttura, per far sì che Massimo Allegri approdasse a Parma da Pavia.
Le intercettazioni tra Fanelli e Borghi sono esaustive, e non si prestano a troppe interpretazioni.
A questo punto è necessario che qualcuno lo faccia, e lo facciamo noi, da comunisti e da anarchici (la nostra è una redazione mista): che Loris Borghi se ne vada. Per salvaguardare la dignità del ruolo che ha ereditato, quello dell’Università che regge e anche, volendo, il buon nome di una città che sta macchiando con il proprio agire. In ottima compagnia, da questo ultimo punto di vista.
Con lui se ne vadano anche gli altri coinvolti, e possibilmente quella pletora di leccaculo, talvolta infilati nelle rappresentanze accademiche degli studenti, altre volte in giornali particolarmente contingui con l’Università di Parma, che a dispetto delle evidenze da sempre sostengono l’attuale Magnifico Rettore di Parma. E’ ora che questa città passi da una Rivoluzione normale ad una Rivoluzione vera e propria, possibilmente proletaria ed in ogni caso etica.
La foto è stata scelta per ricordare a tutti che un Ateneo, così come una città nel suo insieme, è qualcosa di più che panem et circenses.

LEGGI DEI GRONDELLI E DEI VIGNALI

DALL’ UNIVERSITÀ DI PARMA:
"OPERAZIONE PASIMAFI: L’UNIVERSITÀ DI PARMA È AL FIANCO DEGLI INQUIRENTI E CONTRO OGNI SPECULAZIONE A DANNO DEI PAZIENTI"

I vertici accademici e amministrativi dell’Università di Parma collaborano con gli Inquirenti e mettono a disposizione della Magistratura ogni elemento utile a chiarire le dinamiche dei fatti oggetto dell’inchiesta.

L’Ateneo è quotidianamente impegnato nel garantire trasparenza, etica e controllo della propria azione scientifica, politica e amministrativa con il solo fine di mettere al centro lo studente, la ricerca e l’alta formazione a vantaggio dell’intera comunità.

L’Università di Parma rigetta derive e illeciti di singole persone che ne distorcono l’immagine e ne infangano il nome, i princìpi dello Statuto, l’attività, lo studio e la professionalità di tutti i suoi docenti, studenti e personale tecnico e amministrativo.

L’intera Comunità Accademica di Parma ringrazia la Magistratura e le Forze dell’Ordine per l’attività che stanno svolgendo e auspica un rapido esito delle indagini al fine di chiarire le responsabilità di ognuno a qualsiasi livello.

Indipendentemente da ogni esito giudiziario, l’Università di Parma ritiene inaccettabile e stigmatizza ogni speculazione a danno dei pazienti e della Sanità pubblica.

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