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Foto tep 2016 03 21 Pizzarotti Folli inaugurazione linea 1 filobus 3Ci siamo anche beccati un paio di querele, da Mirco Rubini di Tep, per l’aver sostenuto la sua inadeguatezza al ruolo, peraltro estesa all’esponente di espressione pagliariana Antonio Rizzi, nomina voluta da Filippo Fritelli. Tutto quel carrozzone di limoni con lingua, parecchia lingua, tra Federico Pizzarotti e Giorgio Pagliari, Stefano Bonaccini officiante, ha determinato una cosa sola: la morte di Tep. Certo, non è ancora certificata, ma vi invitiamo a guardarla da questo punto di vista: se Smtp, che offre il servizio ed è una partecipata 50% Comune di Parma e 50% Provincia di Parma, ha deciso che l’offerta di Busitalia fosse accoglibile almeno temporaneamente, anche se ciò va a discapito di Tep, che gestisce il servizio ed è una partecipata 50% Comune di Parma e 50% Provincia di Parma, significa che alle spalle ci sono degli uffici legali che hanno detto qualcosa del tipo: “l’omo, se non fai così andiamo tutti dentro, e mia moglie ci porterà le arance nell’ora di visita mensile”.
A fare la figura degli incompetenti (chissà come mai) proprio il duo di nomina Pizzarotti/Pagliari, cioè Rubini e Rizzi. La nostra disamina partiva da un assunto molto semplice: mettere ai vertici di un’azienda un uomo passato alla storia come parte di un crac epocale ed un professore universitario che si e no che ha la patente (ciò non gli impedisce di sparlare di Ti-Bre, se richiesto), forse non era il modo migliore di garantire il benessere del nostro trasporto pubblico. A volerla stringere ci trovavamo di fronte alla situazione in cui Cencelli aveva di nuovo battuto la meritocrazia. Ovviamente con le querele di Rubini ci… diciamo che non ci preoccupano particolarmente, ecco. Del resto non ci preoccupano in generale, figuriamoci.
Che aggiungere? Ce l’hanno fatta: l’eredità che lasciano a Parma è di essere riusciti nell’impresa di far scomparire un trasporto pubblico locale gestito da un’azienda dai conti rigogliosi. E hanno pure il coraggio di parlare. Quello che segue, infatti, è il loro comunicato di commento: lo riportiamo in forma integrale.
Postilla: auguriamoci che almeno abbiano quel minimo di dignità da inchiodare tutto con il ricorso a qualche Tar, altrimenti saremmo di fronte proprio a gentaglia. E speriamo che alcuni singoli sindacalisti infami smettano di tifare contro la città per obbedienza a ordini dal proprio “nazionale”: anche di loro, ci occuperemo, che ne siano consapevoli. I parmigiani conosceranno con completezza nomi e cognomi di tutti i protagonisti a vario titolo della morte di Tep, e per tutti intendiamo proprio tutti.
TEP Rubini Folli PizzarottiPER APPROFONDIRE LEGGI LEGGI LEGGI LEGGI LEGGI LEGGI LEGGI LEGGI LEGGI LEGGI

LE REAZIONI DI AZIENDA, COMUNE DI PARMA E PARTI POLITICHE:

TEP: NON CI SOTTRAIAMO AL COMPITO DI VERIFICARE LA SOSTENIBILITA’ DELL’OFFERTA PROVVISORIAMENTE AGGIUDICATARIA, PER TUTELARE I CITTADINI, L’AZIENDA E I LAVORATORI

E’ stata comunicata da SMTP la conclusione della fase istruttoria sulle offerte di gara svoltasi negli ultimi 4 mesi, che assegna in via provvisoria all'Associazione temporanea di imprese (ATI) Busitalia/Autoguidovie la gestione dei servizi di trasporto pubblico nel bacino di Parma.
Da quanto riportato recentemente dagli organi di stampa, le verifiche di anomalia non si sono esaurite con la prima richiesta di chiarimenti, né con la seconda. Sembra si sia giunti all’audizione finale, necessaria per legge prima di escludere un’offerta anomala.

Già in fase di apertura delle buste relative all'offerta economica, nel segnalare la presunzione di anomalia TEP aveva evidenziato come i numeri presentati dall'ATI suscitassero notevoli perplessità sulla tenuta del piano economico finanziario.
TEP conosce perfettamente un mercato come quello del trasporto locale di Parma, avendovi operato per quasi 70 anni.
TEP sa perfettamente quanto l’offerta che lei stessa ha presentato fosse già impegnativa e sfidante, ma comunque sostenibile dal punto di vista economico e finanziario.
TEP sa anche che investimenti che sembrerebbero quasi doppi e ribassi sul prezzo di gara superiori del 25%, avrebbero reso il raggiungimento del pareggio di bilancio pura utopia. Un comportamento irresponsabile sarebbe stato quello di voler vincere a tutti i costi, presentare numeri finti, insostenibili, e scaricare il problema sulle gestioni future. Non è stato fatto, né mai l’idea ha lontanamente sfiorato l’azienda.

Ora che, come prevede la legge, sarà possibile effettuare l’accesso agli atti, sarà quindi interessante capire i dettagli dell’offerta temporaneamente aggiudicataria e su che voci i concorrenti intendono realizzare le economie. Personale? Manutenzioni? Sicurezza?
Sarà interessante capire l’esito delle due richieste di chiarimenti, come mai sembrerebbe essere stato necessario giungere all'audizione finale e cosa sia stato prodotto di così rilevante durante l’audizione stessa.

Sicuramente sarebbe molto più semplice per il Consiglio d'Amministrazione dimettersi, come invocato da qualcuno addirittura già all’apertura delle buste, e lasciare la questione in mano a malcapitati catapultati su un treno in piena corsa.
Oppure galleggiare, lasciare che le cose facciano il loro corso, senza fare accesso agli atti e eventuali ricorsi, in modo da chiudere rapidamente una fase di transizione durata sicuramente fin troppo – ma non certo per colpa di TEP – arrivare ad aggiudicazione definitiva all’ATI e portare in liquidazione l’azienda, con una dote di svariate decine di milioni di euro da dividere tra i soci

Il CdA invece non esiterà ad assumersi le sue – e solo le sue - responsabilità e ad assicurare l’impegno che questa delicata fase richiede. Effettuerà l’accesso agli atti, verificherà la legittimità dell'assegnazione e, qualora ne ravvisasse le condizioni, intraprenderà tutte le azioni necessarie affinché gli interessi della città e del territorio vengano tutelati.
Il fatto è che offerte eccessivamente al ribasso possono poi avere pesantissime ripercussioni sul servizio, sugli utenti che pagano il biglietto, e sui lavoratori, sia quelli coperti che quelli purtroppo non coperti da clausola sociale.

E’ per senso di responsabilità, quindi, che l’attuale management continuerà a lavorare duro, e a fare tutto il possibile per tutelare il patrimonio che quest’azienda, con una storia alle spalle lunga quasi settantanni, rappresenta per la città, il territorio, e i lavoratori
Parma, 20 febbraio 2017

ROBERTO GHIRETTI: Tep a forte rischio, che finalmente venga ascoltato il mio invito a nominare un amministratore fiduciario

Per cinque anni ho speso parole inascoltate sull’indirizzo intrapreso dai vertici Tep, e sono stato irriso, schernito e nella migliore delle ipotesi considerato pretestuoso o demagogico. Nella vita da parecchi decenni faccio l’ imprenditore, qualcuno dice anche di buon successo: la mia critica a quegli “inciuci” non era dettata da semplice vis polemica, bensì dalla convinzione che essa avrebbe prodotto disastri, che infatti sono giunti. In un’azienda l’amministratore delegato ed il suo cda svolgono il compito principale di garantire la sopravvivenza del gruppo stesso, e costoro hanno fallito. Non esigo dagli stessi scuse per i tanti campanelli d’allarme che ho sollevato e che sono stati presi come attacchi ad personam, ma almeno che lascino il posto a qualcuno di più adeguato al ruolo. I motivi sono i medesimi che ho elencato con nota ufficiale il 5 novembre e che ripeto qui: “questo Cda è totalmente responsabile della sconfitta di Tep in una gara dove l'azienda pare essere rimasta indietro su tutti gli elementi messi in gioco. Con un tale biglietto da visita non vedo proprio quale rapporto fiduciario possa esserci ancora tra proprietà e Cda di Tep”.
Agli inizi di agosto dell’anno scorso il presidente Antonio Rizzi rispose ad un mio rilievo, sempre con nota ufficiale, affermando: “Se le mie capacità siano all'altezza lo diranno i fatti, sicuramente può contare sul mio massimo impegno”. Gentile presidente, a causa del suo modo di operare l’azienda è destinata a scomparire: quali altri fatti le servono per lasciare il posto a quell’amministratore fiduciario il cui arrivo io auspicavo?
Le preoccupazioni rispetto al futuro del servizio i cittadini le hanno ascoltate già tante volte in Consiglio comunale: innanzitutto riguardano la tenuta occupazionale, garantita per appena altri due anni, e riguardante le famiglie di miei concittadini, di persone che qualche volta abitano solo a pochi metri da me, e quindi l’utenza. L’esclusione dei due soci istituzionali dall’asset che gestisce il servizio coinciderà, io ritengo, con un livellamento verso il basso del servizio stesso, a tutto svantaggio delle fasce deboli, dei nostri anziani e dei nostri disabili. Bus Italia non avrà nessun particolare interesse a mantenere la peculiarità del panorama parmigiano, né sarà vincolato all’ascolto delle istituzioni: l’esperienza della vicina toscana insegna.
Federico Pizzarotti e Gabriele Folli, così pronti a magnificare il wi-fi sui mezzi entrati recentemente in circolazione, con un grave ritardo chiedono le dimissioni di un cda che loro hanno contribuito a nominare: mi pare anche questo spiegare il perché della scomparsa di Tep, e quale differenza vi sia tra un imprenditore prestato alla politica e delle persone che nella poltrona hanno trovato una condizione di benessere.
L’incombenza che questi signori lasciano al loro successore, che io spero essere Paolo Scarpa, è immane: una città che prima aveva un trasporto pubblico locale e che per allora di pubblico avrà ben poco.
Roberto Ghiretti,
Capogruppo di Parma Unita
in Consiglio Comunale

GIUSEPPE PELLACINI: Trasporto pubblico, Sindaco il grande assente
Di fronte a un momento così importante come l’assegnazione del trasporto pubblico il grande assente è il Sindaco Pizzarotti che in quattro mesi è riuscito a non dire nulla. I dilemmi sono su occupazione, manutenzione e sicurezza, come fanno notare anche i sindacati che lamentano di non avere più relazioni con la proprietà.

Finora Effetto Parma, il movimento politico di Pizzarotti, è riuscito a dire che la colpa è del presidente Tep. Nello stesso momento Effetto Parma mette a nudo il vero problema, Pizzarotti non è stato in grado di far sentire il peso di quel 50% di proprietà del Comune.
Tep, un pezzo di storia di Parma, viene distrutto e il Sindaco non ha nulla da dire, come per la legionella, l’esondazione del Baganza, l’insicurezza dei cittadini e tutti gli altri momenti importanti di questa città.

IL COMUNE DI PARMA: “ribadiamo la richiesta di rimettere il mandato ai membri del Cda”
SMTP oggi ha ufficialmente sciolto le riserve sulle procedure di valutazione di ammissibilità dell’offerta dell’associazione temporanea d’impresa Autoguidovie-Bus Italia che hanno dato esito favorevole a quest’ultima e quindi è stata comunicata alle aziende partecipanti l’aggiudicazione provvisoria del servizio di trasporto pubblico per il territorio di Parma e provincia.
Prendiamo atto che la strategia portata avanti dal presidente Rizzi di far gareggiare TEP da sola, contro gli indirizzi ricevuti da entrambi i soci, ha portato alla perdita della titolarità pubblica del servizio del territorio.
Abbiamo più volte rappresentato in sedi ufficiali la nostra volontà di trovare nella partnership con le altre aziende regionali, un elemento che ci avrebbe permesso di sostenere con maggiore forza la concorrenza di aziende nazionali ed europee di dimensioni ben più grandi di TEP, ma il CdA, purtroppo, non ha seguito questa strada con la sola eccezione del nostro delegato che ha riportato in assemblea i nostri propositi.
Ora diventa fondamentale che il CdA valuti tutte le azioni da intraprendere per verificare un eventuale ricorso contro l’aggiudicazione provvisoria per non lasciare nulla di intentato.
Successivamente, come già richiesto dal socio Comune nell’assemblea di ottobre, e non sottoscritto dal socio Provincia, ribadiamo la richiesta di rimettere il mandato ai membri del CdA; richiesta, questa, che allora fu motivata dal mancato perseguimento di strategie di area vasta e di possibili associazioni temporanee d’impresa che venivano dai soci.
Vogliamo comunque rassicurare i lavoratori e gli utenti del trasporto pubblico di Parma e Provincia che già nella costruzione del bando di gara abbiamo dato forti indirizzi a SMTP affinché sia garantita la continuità del servizio e dei rapporti con i lavoratori.
Nel caso si dovesse confermare, anche dopo ulteriori azioni del management di TEP, l’esito della gara, non nascondiamo che vi potrebbero essere ricadute positive per il servizio vista l’ingente quantità di investimenti che Autoguidovie/Bus Italia si sono impegnati a portare sul territorio per aggiudicarsi l’offerta.
Da parte nostra continueremo ad avere la massima attenzione affinché il miglioramento del servizio non avvenga a discapito delle condizioni di lavoro di autisti e personale.
Purtroppo il risultato che si è determinato non deriva da volontà dei soci ma da precise normative che impongono di mettere a gara il trasporto pubblico anche in situazioni come quella di Parma dove il servizio è sempre stato gestito in maniera ottimale con soddisfazione di utenti e con i bilanci in ordine.

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