0
0
0
s2smodern

Giolli Teatro Vanja BuzziniSorprendente e ben congegnato, l’incontro organizzato da Giolli Cooperativa Sociale e Centro Interculturale di Parma è stato un momento di riflessione di quelli rari.
“Corre la lupa corre”, questo il titolo dato alla performance, è iniziato con uno scambio di gesti di pace, il semplice dare la mano: non una, però...entrambe. Conclusa questa piacevole operazione l’attore Massimiliano Filoni ha posto la più semplice delle domande: “vi sentite meglio, vero?”.
Eh sì, perché con i gesti affettuosi va in questo modo: consistano essi in un sorriso, in un semplice “prego, dopo di lei” o in una semplice stretta di mano, l’effetto è quello di migliorare l’umore sia di chi li compie e sia di chi li riceve.
La performance ha previsto le letture ed i monologhi dello stesso Massimiliano, accompagnato all’arpa  e alle percussioni da Vanja Buzzini, che a sua volta ha recitato dei versi.
Ma sarebbe un errore immaginare la serata come una performance attoriale o musicale di tipo frontale, a mo’ di lezioncina: nella realtà ad essere protagonista per tutto il tempo è stato il pubblico. Una frase per ciascuno, per esempio, e tutti hanno contribuito a comporre una poesia, che alla fine è stata declamata (e non era per niente male). Quasi che la poesia più vera debba sgorgare dal cuore di tutti.
I temi cardine della serata sono stati l’islamophobia e la violenza di genere, la seconda non intesa nel senso eclatante (comunque importantissimo) narrato dai fatti di cronaca, ma riferita agli accadimenti più minuti, quotidiani, apparentemente meno significativi.

Giolli Teatro Massimiliano FiloniPerché, ed è la domanda posta tra le righe dalla compagnia Giolli, non è violenza di genere anche costringere una donna a togliere il velo? Non lo è il farle intendere che il suo posto di lavoro è subordinato all’accettazione di una convenzione, e cioè che se il velo crea disagio a colleghi e clienti lei lo deve togliere?
La condizione femminile vive anni di grande involuzione, sul piano dei diritti civili e della libertà di essere, e la serata organizzata nell’ambito del progetto Women united against Islamophobia ha avuto il merito di metterne in luce alcuni aspetti poco pensati ed evidenti. Quali siano gli effetti della violenza del capitalismo su una donna che abbia una sensibilità religiosa orientata all’Islam, quello è veramente difficile anche solo immaginarlo. Ma con progetti come Forgotten women ( www.enar-eu.org  ) uno spunto di riflessione almeno te lo porgono, e questo è bene. Di lì parte il lungo viaggio interiore sul tema dell’accoglienza dell’altro.

PER APPROFONDIRE GUARDA GUARDA GUARDA GUARDA GUARDA GUARDA GUARDA GUARDA GUARDA

Sostieni Rossoparma con una donazione

06 RossoParma banner

07 RossoParma banner

01 RossoParma banner

02 RossoParma banner

03 RossoParma banner

04 RossoParma banner

05 RossoParma banner