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beppe grillo inceneritore parma pizzarottiLe emissioni dell’inceneritore? Le promesse sull’argomento si sono accavallate e, come è d’abitudine per quanto riguarda Federico Pizzarotti e Gabriele Folli, sono risultate regolarmente tradite.
La campagna elettorale del 2012 era nel vivo, l’auditorium Toscanini era pieno zeppo di gente. Sul palco quasi tutti i candidati, il momento era topico e ciò era evidente a tutti: Federico Pizzarottisi alza e dichiara, sciallo da morire, che lui lo avrebbe certamente fermato, l’inceneritore. Poi il GCR fa firmare a tutti i candidati (chi scrive ha firmato in vece del Partito Comunista dei Lavoratori, quindi ha i ricordi piuttosto nitidi) un impegno alle dimissioni nel caso di accensione dell’impianto e di arrivo dei rifiuti da fuori provincia. Ad annotare tutto e tenere il cartellone delle firme tal Gabriele Folli , a dare i microfoni in platea tale Nicoletta Paci. I due, curiosamente e certamente per meriti (mai penseremmo a due indignitosi parassiti premiati per la propria scorrettezza elettorale) verranno poi nominati rispettivamente assessore all’Ambiente e vicesindaco. L’inceneritore venne terminato, Beppe Grillo, leader del crescente MoVimento 5 Stelle, arrivò nella Città di Parma dichiarando che mai e poi mai avrebbe funzionato (“dovranno passare sul cadavere di Pizzarotti!”), ma ciononostante venne acceso. Questa piccola e malconcia testata, pochi mesi dopo, dimostrò con appostamenti durati 25 settimane, l’arrivo di oltre 1000 camion da Reggio Emilia (vi linkeremmo l’articolo, ma siamo sempre sotto attacco dei pirati informatici… chi li pagherà? ;-) ), ma nessuno si dimise. Nemmeno i due che pretesero l’impegno delle dimissioni dagli altri.
Hashtag #AttiConcretini #lonestàandràdimoda
Erano i tempi de “questo sarà l’inceneritore più sorvegliato del mondo!” e "lo affameremo". Già, come no.
Ed ora? Com’è la situazione ora? Lo sapete cosa state respirando?
No, che non lo sapete. Con le vostre tasse pagano l’esistenza di Arpae, ente un tempo locale oggi regionale, che ha tutta una sezione dedicata al monitoraggio del Paip. Il monitoraggio? Non è sulla singola ora, e sul singolo sforamento. Non è neanche quotidiano. Non è neanche settimanale.
E’ mensile, e i dati sono fermi a giugno di quest’anno ( LEGGI ). Tutto ciò che avete respirato dopo, e se c’è stato qualche incidente che abbia generato danni alla qualità dell’aria si affida all’onestà di Iren del dichiararlo.
E noi ci fidiamo ciecamente dell'onestà di Iren, no?
La multiutility, per l’appunto. Qualunque pagina dedicata alla misurazione delle emissioni giornaliere riporta caselline vuote, perciò non è dal gestore dell’impianto che verrete a sapere la verità su quanto state respirando in questo momento.
Esiste anche una rete (obbligatoria per legge) di impianti preposti al controllo di quanto respirato dagli abitanti dei Comuni limitrofi (ciò che esce dal camino viene “sniffato” soprattutto da chi abita lungo una circonferenza con 6 chilometri di raggio), ma i valori riportati sono di carattere mensile e concentrati su valori non peculiari (le micropolveri, il benzene e altri agenti chimici emessi dalle auto), quasi come se l’importante fosse non individuare mai il tipo di cancro eventualmente riconducibile al termovalorizzatore. E comunque il report ( GUARDALO ) è fermo a ottobre.
Ecco che sostanzialmente, in modo piuttosto italiota, tutta la bagarre elettorale di allora si è trasformata nell’ennesima presa per i fondelli dei cittadini di Parma. Fatto che dovrebbe, unitamente al Bilancio Partecipativo e alle altre panzane propinate 5 anni or sono, far riflettere sull’onestà interiore del signor Federico Pizzarotti, e sui cortigiani (nove volte su dieci prezzolati, perché gratis non se lo fila praticamente nessuno) di cui è perennemente circondato.

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