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Parma Oltretorrente cachiI cachi in Oltretorrente? Beh, a loro modo sono suggestivi d’altro. Raccontano l’epilogo, o quantomeno il blocco di sistema, di un grillismo locale attorcigliato su sé stesso.
Non è vero? Va bene, prendiamo in esame la situazione nuda e cruda: durante un Consiglio comunale piuttosto deserto, si alza Fabrizio Savani, il quale dà vita ad un intervento che ci ha fatto sobbalzare sulla sedia, quello per l’appunto riguardante il taglio dei 200 alberi poi ripreso da tutte le altre testate ( LEGGI LA NOSTRA CRONACA ). Al Consigliere M5S risponde Gabriele Folli, che sottolinea come questa decisione sia stata presa da due associazioni ambientaliste presenti nella cosiddetta “Consulta del Verde” e da tre esponenti del Comune. I tre esponenti agiscono su mandato politico della maggioranza pizzarottiana, che esprime anche il presidente della Commissione Ambiente, che oggi è Mirco Zioni. Questi ha sostituito Fabrizio Savani nella carica ( LEGGI ).
Le due associazioni ambientaliste che hanno dato parere favorevole ad una porcata come l’abbattimento di quell’enorme numero di piante, in massima parte cachi, sono rispettivamente il Movimento per la Decrescita Felice e Sodales.
Il Movimento per la Decrescita Felice ( BASTA CONTROLLARE IL SITO ) è presieduto da...Mirco Zioni. Il quale ha sostituito Fabrizio Savani nel ruolo (se la frase vi suona famigliare un motivo c’è). Chi, volendo aprire una parentesi, non ricorda il basettonato Consigliere accompagnare Maurizio Pallante dal neoeletto Federico Pizzarotti?
Sodales è invece l’onlus di...Fabrizio Savani. L’esponente espresso in Consulta dev’essere stato come minimo gradito allo stesso Savani, essendo questi una delle anime dell’associazione ( GUARDANE IL SITO ). Va sottolineato che il presidente di Sodales, Antonio Iamiglio, ha pubblicato un post su Facebook in cui bolla con fermezza come valutazione personale del loro membro quella scelta, e sottolinea come essa sia difforme dalla volontà dell’associazione stessa.
La citata “Consulta del Verde” del Comune di Parma è presieduta da Marco Romano, un sedicente ambientalista già assurto agli onori della cronaca per aver dato il placet al taglio di 500 piante in Cittadella ( LEGGI ). Il gesto comportò la viva protesta di cittadini e associazioni ambientaliste, ma a lui poco importò: nel suo ruolo apolitico e super partes sostenne con forza la scelta della giunta M5S. Pochi mesi dopo si candidò a sindaco di Langhirano. In che lista? Beh, casualmente a sostenerlo fu il M5S ( LEGGI ) dell'allora popolarissimo Federico Pizzarotti. Ma non è ovviamente detto che avvallò quella decisione in cambio di una poltrona, eh? C’è anche il caso che un ambientalista avvalli la scelta di abbattere mezzo migliaio di piante non malate perché intimamente e gratuitamente convinto dell’opportunità dell’intervento.
Comunque ( GUARDA TU STESSO ) Marco Romano siede ancora oggi in Consiglio comunale a Langhirano come Consigliere di minoranza del Movimento Cinque Stelle.
Perciò, riepilogando: una giunta ex M5S decide di abbattere circa 200 piante, colpevoli di fare frutto (sono piante: cosa devono fare? Mettere il diaframma al pistillo???). La decisione viene presa come indirizzo politico dal presidente della Commissione ambiente, ex M5S, che è anche presidente di una delle due associazioni ad aver dato l’assenso. In pratica Mirco Zioni associazionista ha dato l’assenso a Mirco Zioni presidente di Commissione. A protestare contro la scelta dell’ex M5S è un attuale M5S, Fabrizio Savani, che però così facendo va anche contro al parere favorevole dell’associazione che lui ha fondato, a quella che ha in passato presieduto, e al parere di un presidente della Consulta del Verde che è M5S come lui. Al fianco dell’ M5S Fabrizio Savani e quindi contro l’M5S Marco Romano si sono schierati gli Amici di Beppe Grillo, che sono M5S. Al fianco dell’M5S Marco Romano e quindi contro l’M5S Fabrizio Savani si sono schierati i leccaterga di Federico Pizzarotti, in massima parte ex M5S.
Tutto chiaro? No, è ovvio. Ma che ci crediate o meno non ci siamo inventati una riga che sia una. Forse per l’M5S del nostro territorio è ora di un bel reset, perché l’unica cosa chiara è che le due fazioni stanno giocando una partita senza esclusione di cachi sulla pelle dei cittadini di Parma.
Fermo restando la sacrosanta battaglia in difesa di incolpevoli piante, se si comprassero una volta per tutte l’attrezzatura da soft air e risolvessero così le proprie divergenze, forse non sarebbe una cattiva idea.

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