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Rocco Rosignoli chitarra classicaNella nostra rubrica abbiamo molto spesso parlato di artisti, pubblicato interviste, raccontato fatti storici, fatto piccole analisi di brani musicali importanti.

Non abbiamo mai affrontato una questione che nell'estetica della canzone d'autore è molto rilevante: quella degli strumenti musicali. Vorrei iniziare quindi ad affrontare proprio questo discorso, che è cruciale oltre a essere molto interessante. Lo farò partendo dallo strumento che nell'immaginario collettivo è parte integrante del cantautore stesso: la chitarra.
Bob Dylan suonava la chitarra. Woody Guthrie ben prima di lui. Ma anche il belga Jacques Brel suonava la chitarra, anche se il suo arrangiatore Rauber lo convinse molto presto ad abbandonarla. E anche Brassens; insomma, sono veramente tanti i nomi che testimoniano come, fin dai primordi, la chitarra sia stato lo strumento elettivo di questa modalità espressiva che prende il nome di “canzone d'autore”. Non l'unico, certo, ma il più diffuso e identificativo.
Quali sono le ragioni? Naturalmente sono tante. In primis, esistono chitarre per tutte le tasche. Una chitarra può costare anche pochissimo, ed essere in tal modo accessibile a tutti, a prescindere dalla fascia sociale. Dal figlio del contadino al signore del castello, dal capitano d'industria all'operaio, quasi chiunque può permettersi una chitarra. Saranno chitarre molto diverse, a vedersi, a sentirsi e soprattutto a suonarsi; ma anche per il povero una chitarra è uno strumento abbordabile, pronto ad assecondare le sue urgenze espressive. E se guardiamo il contesto in cui la figura del cantautore va formandosi, ossia quello del secondo dopoguerra, non fatichiamo a capire come questo fattore sia determinante. La neonata categoria sociale dei “giovani”, che sono spesso in età pre-lavorativa o avviati a studi universitari, non ha grandi disponibilità economiche; eppure ha enormi necessità di esprimere una scala valoriale che sia finalmente propria, in contrapposizione a quella dei propri padri, e la canzone (complice anche la sua vendibilità) si rivela da subito un veicolo ideale per farlo.
La chitarra, poi, è uno strumento sì molto complesso, ma che tuttavia a un primo approccio non presenta difficoltà insormontabili. In sostanza, un principiante motivato in capo a qualche settimana può essere in grado di accompagnare in maniera rudimentale un brano composto da accordi semplici. Per carità, da qui a un secondo passo possono poi passare anche anni... ma intanto questa rapidità di apprendimento dei rudimenti pone la chitarra anche al servizio di chi la musica non la sa leggere, ma è dotato di senso del ritmo e dell'armonia. La competenza passiva diventa facilmente attiva; ossia, una volta ascoltato e riprodotto un numero consistente di canzoni, una persona si trova in possesso di un certo bagaglio di soluzioni ritmiche, armoniche e melodiche, anche semplici, che vanno a costituire i modelli su cui esercitare la propria creatività.
Ed ecco un altro motivo del successo della chitarra: la possibilità di supplire a necessità sia ritmiche che armoniche. Un chitarrista-cantante, anche alle prime armi, è in grado di svolgere da solo ben tre ruoli: quello di sezione ritmica (che in una band è generalmente affidato a batteria e basso), quello di produrre un'armonia piena (la chitarra è uno strumento armonico, in grado cioè di produrre più note contemporaneamente tessendole insieme – che è quello, per capirci, che fa un coro, o un'orchestra); e, con la voce, anche il ruolo melodico, ossia di solista.
Accessibilità economica, facilità di approccio, completezza e autosufficienza: aggiungiamoci che te la porti dove vuoi senza troppa fatica, e abbiamo cinque fattori che rendono la chitarra strumento d'elezione per questi “trovatori del nostro tempo”, come qualcuno ha chiamato i cantautori.
Ma dire “chitarra” di per sé può voler dire tutto e niente. Ci sono molti tipi di chitarra, tutti con caratteristiche diverse. Una prima distinzione che possiamo fare è tra strumenti elettrici e acustici; strumenti cioè che per suonare hanno necessità di un amplificatore, o comunque di un impianto audio, e strumenti che producono il proprio suono dalla cassa di risonanza.
Tra gli strumenti acustici possiamo identificare due tipologie principali di chitarra: la chitarra cosiddetta “classica”, che monta corde in nylon (un tempo erano in budello) e ha la tastiera larga e piatta; e la chitarra che possiamo chiamare “folk” (termine di per sé ambiguo ma in questo caso identificativo), che ha invece le corde in metallo e la tastiera più stretta e lievemente convessa.
Neanche le chitarre elettriche sono un complesso monolitico: si possono dividere prima di tutto in “hollow body” e “solid body”. Le chitarre “hollow body” (corpo vuoto), dette anche “semiacustiche”, sono chitarre elettriche che conservano però una cassa di risonanza. Tale cassa non è comunque in grado di far suonare lo strumento senza l'ausilio di un'amplificazione, ma contribuisce al suono della chitarra rendendolo di solito più caldo e pastoso. Dall'altro lato abbiamo le “solid body” (corpo solido), alla cui categoria appartiene la chitarra elettrica per eccellenza, la Fender Stratocaster. Queste chitarre tendono ad avere un suono più netto e “aggressivo” - ma non è una regola certa: la Stratocaster, per l'appunto, è uno strumento estremamente duttile, che si adatta a diversi generi e funzioni, con una gamma di possibilità timbriche veramente molto ampia.
Un'altra classificazione che si può fare riguardo alle chitarre elettriche è quella per tipologia di pick-up. Il pick-up è il microfono magnetico atto a cogliere la vibrazione delle corde e tradurla in suono. Anche qui le tipologie fondamentali sono due: “single coil” e “humbucker”. Il primo è attraversato da un unico filamento di rame che gli conferisce un suono duro; il secondo invece è attraversato da due filamenti, che gli danno un suono pieno e ricco di armonici. Su di una stessa chitarra possono benissimo essere presenti entrambi i tipi di pick-up.
Ma qui non mi dilungherei troppo, anche perché rischio di sconfinare in territori che non mi appartengono. Aggiungerei solo che queste distinzioni tra varie tipologie di chitarra sono, come si può immaginare, molto labili: esistono chitarre folk che montano corde di nylon, chitarre classiche che non hanno una cassa di risonanza e necessitano di amplificazione... ogni possibile tipo di contaminazione che possiate immaginare è con ogni probabilità già stato sperimentato.
Per questa settimana ci fermiamo: alla prossima puntata continueremo a esplorare il mondo della chitarra in rapporto alla canzone, analizzando gli stili chitarristici di alcuni cantautori.

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