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ZFoto Racagni Pizzarotti Paci AlinoviPoliticamente parlando, la Racagni racconta esattamente il valore di amministratori di Michele Alinovi e Federico Pizzarotti: per un numero congruo di cittadini, e per i vertici del Movimento Cinque Stelle, presentano una limpidezza opinabile e si sono rivelati si e no capaci di fare una O col bicchiere.
Era luglio 2013, e i neoeletti grillini avevano sul piede la palla gol tanto ambita: un'opera completamente finanziata dalla giunta precedente (con i fondi ex Metro) che attendeva soltanto progetto e approvazione. Con la consueta umiltà che li contraddistingue, cui conseguono immancabilmente risultati “in linea”, annunciarono alla stampa che la nuova Racagni sarebbe stata pronta in 300 giorni, e quindi ben prima dell'inizio dell'anno scolastico 2014.
Durante una serie di Consigli comunali successivi, che hanno preceduto in effetti la fondazione di questa testata di pochi mesi, Massimo Iotti, Nicola Dall'Olio (entrambi architetti), Maria Teresa Guarnieri (dirigente di Asp) e Roberto Ghiretti (imprenditore) si sono alzati in piedi facendo notare che aziende economicamente in bilico come quelle scelte inizialmente, manco se Pizzarotti ed Alinovi si fossero messi a ballare nudi a testa in giù sarebbero riuscite a portare a termine l'opera. Dalla maggioranza, Bosi in testa, arrivarono le solite “diversamente modeste” accuse di disfattismo e di “vi piacerebbe!”, benché persino all'ultimo degli antoninicristiani fossero bastate un paio di telefonate per verificare quanto questo fosse corretto.
Passa il tempo, e le aziende in questione iniziano i lavori, che vengono ben presto interrotti: le difficoltà economiche erano reali e di soldi per proseguire non ce ne sono.
Roberto Ghiretti, un bel giorno, irrompe sulla scena politica monolocale (è sempre quella locale nei comuni molto piccoli) asserendo che a quanto risultava a lui occorresse rifare i rilevamenti, perché sotto le macerie della prima scuola si trovavano due mega serbatoi per riscaldamento di vecchia data, sfuggiti al primo rilevamento. Anche in questo caso sghignazzata generale della lobby pizzarottiana, salvo poi accorgersi che era in effetti vera anche questa affermazione. Blocca tutto e tira fuori 'sti serbatoi.
Infine, quando è definitivamente saltata in aria (economicamente) l'impresa inizialmente scelta, c'è stato da riassegnare la gara ad un'altra impresa.
Il risultato di queste scelte? Bé, soldi sprecati, tanto per iniziare: erano già compresi nel fondo rischi dello stanziamento vignaliano, ma che siano stati sprecati, questo è un fatto.
Poi ci sarebbe da notare che l'anno scolastico 2014/2015 è stato passato dai bimbi tra Cocconi e Corazza, e così è avvenuto per il 2015/2016.
Stamane l'inaugurazione, con Pizzarotti, Paci e Alinovi che hanno anche avuto il becco di ferro di fare gli splendidi. Successivo un comunicato di Roberto Ghiretti.
PER APPROFONDIRE: GUARDA LA NOSTRA INTERVISTA AD ALINOVI LEGGI LEGGI LEGGI

COMUNICATO DEL COMUNE DI PARMA: Festa grande per alunni, genitori, insegnanti e personale della scuola elementare "Paolo Racagni", che, dopo 4 anni "fuori sede" hanno potuto sentire di nuovo il suono della campanella nel loro quartiere, in una scuola nuova di zecca, costruita con criteri di avanguardia, sicura, al riparo dai rischi di eventi sismici, "risparmiosa" dal punto di vista energetico, attrezzata di tutto punto, e con una vera e propria piazza circolare coperta, una sorta di luminosa Agorà che sembra fatta apposta per incontrarsi e socializzare, attorno alla quale ruota il complesso scolastico con aule, laboratori, mensa, cucina, palestra, auditorio e molto altro ancora. La struttura non sarà solo un edificio scolastico, ma un luogo al servizio di un quartiere popolare che tiene molto alla sua identità e che nella scuola si riconosce da sempre. Concetto, questo, sottolineato anche da don Rocco Di Bello, che, benedicendo "una scuola buona" nell'ultimo giorno del suo ministero sacerdotale in Santa Maria della Pace, l'ha definita "un momento di crescita del quartiere, di di aggregazione e accoglienza per tutti".
Dopo il taglio del nastro, le autorità si sono affacciate all'interno del grande atrio circolare, dove sono state accolte da un interminabile applauso dei bambini entusiasti di festeggiare la loro nuova scuola, che hanno intonato un canto di benvenuto.
"Oggi - ha affermato il sindaco Federico Pizzarotti - non solo inauguriamo un nuovo edificio scolastico, ma si ricuce finalmente uno strappo subito dal quartiere quando venne chiusa la vecchia scuola quattro anni fa. La nuova Racagni - ha detto ancora Pizzarotti - è una scuola sicura, costruita con sistemi antisismici, quasi passiva dal punto di vista del consumo energetico. E vuole essere anche un punto d'arrivo importante in una legislatura in cui abbiamo investito molto sulle scuole, indicate come priorità assoluta, come dimostrano l'eliminazione dell'amianto e tutti gli interventi realizzati e in atto per mettere i ragazzi in sicurezza. Oggi - ha concluso rivolgendosi ai bambini - vi trovate in un contesto più bello e più sicuro, con persone che hanno a cuore il vostro futuro".
"E' un risultato bellissimo - ha commentato Nicoletta Paci, vicesindaco con delega ai servizi educativi - il risultato del lavoro di una comunità unita, ottenuto anche grazie all'impegno dei nostri servizi educativi e che verrà arricchito dal sostegno ai progetti in materia di ristorazione, di lingue e culture nel mondo e degli altri progetti proposti dalla scuola, che potrete realizzare in un ambiente caldo e accogliente nel vostro quartiere".
E' apparso commosso l'assessore ai lavori pubblici Michele Alinovi: "Questa scuola - ha detto - è stata fortemente voluta. E' bella, grande, una piazza virtuale aperta ad un quartiere multietnico. L'edificio - ha sottolineato - è tecnicamente ineccepibile, tanto che ha meritato una prestigiosa certificazione europea. Per noi la Racagni è un fiore all'occhiello. Siamo riusciti a superare tutte le difficoltà incontrate lungo il percorso anche grazie alla pazienza e alla perseveranza di genitori e organismi scolastici, e ai bambini che ci regalano oggi gioia con il loro sorriso. Sindaco e assessori passano, ma i bambini restano e costruiranno in questo luogo il loro futuro. Ora - ha concluso Alinovi - dobbiamo darci da fare per costruire la Biblioteca di Alice, mantenendo la promessa fatta".
Il progettista Gianluca Perottoni ha definito "quasi miracolosi" i tempi in cui si è arrivati a concludere l'opera, che è "molto più di una scuola, è un civic center, costruito con criteri innovativi, prevalentemente in legno con un robusto "cappotto", con 5.000 metri quadrati di superficie, la metà di un campo da calcio".
Grande la soddisfazione delle autorità scolastiche. Il dirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale Maurizio Bocedi ha definito la scuola "straordinaria" ed ha invitato i ragazzi a "rispettare spazi e ambiente come primo loro contributo di cittadinanza attiva".
La dirigente scolastica Lucia Ruvidi, emozionatissima, ha sottolineato quanto sia stato importante "tenere unita la scuola Racagni in tutte le sue componenti in questi 4 anni di esilio purtroppo necessario". Vedere attorno a me un quartiere che ha un'anima e una comunità felice - ha concluso - è fonte di enorme soddisfazione".
La cerimonia si è conclusa con l'annuncio degli Alpini che nel maggio prossimo doneranno alla scuola la bandiera che porta il nome di Paolo Racagni nel centenario della morte, "unico alpino di Parma decorato con medaglia d'Oro al valor militare e giustamente celebrato con la dedica di questa scuola".
COMUNICATO DI ROBERTO GHIRETTI: La riapertura della Racagni è per me motivo di soddisfazione non solo perché i bambini da oggi potranno finalmente tornare nella propria scuola ma anche perché questa riapertura è un segnale importante per tutta la comunità del quartiere Pablo. Ciò premesso non credo che l'amministrazione comunale possa usare toni trionfalistici per essere riuscita ad inaugurare con almeno due anni di ritardo un'opera che era già finanziata all'atto del loro insediamento. Che qualcosa non abbia funzionato nella gestione di questo come di altri cantieri è del tutto evidente, visto il susseguirsi di annunci e ritardi che hanno caratterizzato l'iter di questa struttura. E, purtroppo, non possiamo neanche dire che si sia imparato dai propri errori visto quanto sta accadendo proprio oggi al nido Zucchero Filato e alla materna Zanguidi. Anche qui un cantiere che doveva essere chiuso entro la fine di agosto si protrarrà per bene che vada fino alla metà di ottobre. Bene dunque che si sia arrivati a mettere la parola fine sulla nuova Racagni ma per i complimenti e le felicitazioni diciamo che avremmo voluto vedere un'opera pubblica che consegnata a regola d'arte nei tempi stabiliti.

Roberto Ghiretti
Parma Unita

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