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La iSolutions : accuse pesanti, per l'azienda di Noceto. A far luce ci penserà la magistraturaLa i-Solutions chiusa per 'ndrangheta, eppure aperta. Quest'azienda di Noceto è balzata da poco agli onori delle cronache per l'essere stata centrata in pieno da una delle inchieste che stanno disinfestando l' Emilia-Romagna dalla ndrangheta ( LEGGI ).
Poco dopo la pubblicazione della notizia un loro comunicato ( che riportiamo integralmente in coda ) desta la nostra curiosità: "noi siamo operativi".
Ora, la questione in questi casi è duale : o la Guardia di Finanza ha posto i sigilli ( e allora ai locali di un'azienda tu non puoi accedere per niente ) o non li ha posti. Non ci sono terre di mezzo, rispetto al concetto di "sigillo". Così abbiamo fatto la cosa più semplice: dopo aver controllato alla Dda, abbiamo preso l'auto e ci siamo recati fisicamente in piazza Lunardi, a Noceto. "Lunardi...siamo alla satira politica!", pensiamo parcheggiando e rievocando epoche parecchio vignaliane.


Ad accoglierci una gentile assistente dei titolari, che anzi "stava per cercarci lei": in azienda sono tutti molto scossi, la faccenda li ha travolti come un treno, la voglia di dare quantomeno la propria versione è evidente.
Ne ascoltiamo volentieri le opinioni: è lei l'autrice delle Due Diligence ( LEGGI COSA SONO ) che hanno dato il via libera all'operazione, quindi è soggetto coinvolto in prima persona.
"Noi siamo un'azienda che sviluppa softwares in svariati settori – ci racconta – che vanno dalla gestione delle cartelle cliniche al betting. La Betuniq è solo una di queste. Volevo farle notare che non siamo chiusi, che non abbiamo i sigilli, e che non sappiamo neanche chi sia il signore ritenuto a capo della cosca. La Due Diligence l'ho condotta in modo estremamente attento sui nostri interlocutori, che non risultano avere carichi pendenti".
La donna sorvola gentilmente sull'aria intontita dell'interlocutore ( Consiglio "notturno" terminato una manciata di ore prima, zero ore dormite, gestiamo due neuroni accesi alla bell'e meglio LEGGI ), ma deve affrontare la domanda successiva: "scusi, ma non è proprio così semplice: i vostri titolari ( Andrea Robuschi e Filippo Ceci ) sono accusati di essere dei semplici prestanome e indagati per questo motivo. Inoltre: come fa a sostenere di non aver saputo con chi vi metteste in affari? E' almeno cinque anni che Gennaro riempie le cronache nazionali, e la sua Betuniq è un simbolo di riciclaggio di denaro sporco non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per quotidiani non specializzati come il Sole 24 Ore ( LEGGINE UNO DI UN ANNO FA ), per esempio".
A rispondere a questo assunto è proprio uno dei due titolari, Andrea Robuschi. Ci accoglie con molta educazione, ma il dialogo che ne sortirà è tra sordi, e tra gente che non ha troppi motivi per stimarsi. Dal suo punto di vista perché coinvolto in un'operazione da macchina del fango priva di fondamento, dal nostro per il suo essere uno dei tanti imprenditori che di fronte a denaro in arrivo preferisce non chiedersi da dove esso provenga.
"Vale la presunzione di innocenza, in questo Paese – ci dice -: quella che si sarebbe dovuta usare anche nei nostri confronti. Mario Gennaro l'ho incontrato una volta a Malta, e non è lui il nostro interlocutore commerciale. La Guardia di Finanza non ha chiuso quest'azienda, e la i-Solutions non ha perso un minuto di produttività".
"Perdoni - obiettiamo noi -, ma qui non la si accusa di aver venduto un software ad una persona sbagliata: l'ipotesi è che siate dei prestanome per un castello di aziende riconducibili alla 'ndrina dei Tegano".
" E' un abbaglio del Magistrato – ci risponde - che il nostro avvocato chiarirà certamente. A nostro avviso hanno commesso un grosso errore".
"Va bene, questa è la vostra tesi difensiva – rispondiamo noi – e la prendiamo così com'è: sarà il Tribunale a stabilire la verità. Ma come fa a sostenere di non aver saputo cosa fosse la Betuniq? E' un simbolo ( negativo ), nel mondo del betting".
" Noi ci siamo mossi dopo verifiche molto accurate – ci risponde -, e la stessa Guardia di Finanza ci ha detto anche ieri di continuare ad onorare il nostro contratto con il cliente. La Betuniq non è inserita in alcuna lista". In pratica il punto di vista dell'azienda è il seguente: nessuna espressione dell' antimafia ci ha imposto o suggerito di non intrattenere rapporti commerciali con quell'azienda, perciò ci abbiamo chiuso dei contratti di fornitura.
Il che può essere formalmente vero ( lo stabiliranno i Magistrati, dopo aver sentito le parti ). Ma Gennaro è una figura nota, ma parecchio nota: tanto per spiegare la questione alla rezdora di via Costituente, sarebbe come avere un'azienda di forniture zootecniche, imbattersi in una cooperativa di lattai fondata da tal Calisto Tanzi, e sostenere di non avere avuto idea di che passato questi avesse.
Gennaro...di lui un Gip scrisse che era il simbolo di una generazione di calabresi che "non aspira più a vivere come i loro nonni, isolati in casolari abbandonati dell'entroterra aspromontano, coltivando cicoria, con la coppola in testa e la lupara sotto braccio: studiano in prestigiose scuole ed università delle grandi città, conoscono le lingue, usano gli strumenti informatici con estrema competenza, frequentano sin da bambini gli ambienti "bene" della buona borghesia, conseguono ambiti titoli di studio e posti di comando, intrecciano legami con la massoneria deviata, sanno di poter contare su intere schiere di professionisti a loro disposizione (politici, medici, avvocati, magistrati, commercialisti, funzionari pubblici, imprenditori)".
Per scoprire un po' tutta la vita di questo ex picciotto della 'ndrina dei Tegano, di ipotizzate rapine a portavalori, di tante inchieste che hanno riguardato la Betuniq, non occorre affidarsi alla Tom Ponzi: basta Google.
Tant'è, come scrivevamo: un dialogo tra sordi. Perchè da un lato c'è un'azienda che ribadisce un comportamento formalmente corretto, dall'altro l'ipotesi dell'ennesima impresa che non ha voluto farsi più di tante domande. E che forse ( tutto da dimostrare ) ha fatto anche di peggio. Un' ipotesi, quella del viso volto altrove per non vedere, che sposiamo e che abbiamo espresso con educata franchezza ai diretti interessati. I quali ci congedano con la stessa cordialità e la medesima franchezza: due foto all'insegna ( per l'articolo ), la disponibilità a sentirsi per chiarimenti ed evoluzioni, e ciascuno riprende la propria vita.
Cosa ne sarà dell'accusa di essere prestanome del volto nuovo di Archi? Quella è questione che riguarda tanti tizi vestiti di toga nera, e non un giornalino della provincia padana. Che non abbiano i sigilli è però una certezza, così come il fatto che siano operativi: siamo stati nei loro uffici.

 

"Noi siamo operativi", urla l'aziendaIL COMUNICATO DELL'AZIENDA:
Con riferimento alle notizie errate riportate online da alcune testate giornalistiche in merito a un'indagine promossa dalla DDA di Reggio Calabria, iSolutions srl precisa di essere pienamente operativa: la società, specializzata nello sviluppo di applicazioni ad alto contenuto tecnologico, prosegue nella sua regolare attività, senza nessun tipo di cambiamento su tutti i servizi erogati ai propri clienti.
L'indagine della DDA di Reggio Calabria interessa due società che utilizzano software sviluppato dalla stessa iSolutions, in virtù di un regolare contratto di licenza software. Certificata ISO 9001-2008 e dotata di organismo interno di vigilanza in ottemperanza al Decreto Legislativo 231/2001, iSolutions opera sulla base di contratti stipulati esclusivamente all'esito di un'attenta Due Diligence, volta ad accertare la regolare operatività e il possesso delle necessarie autorizzazioni da parte dei clienti.
iSolutions si riserva qualsiasi azione opportuna a tutela dei propri interessi.

 

Press Release: iSolutions is fully operational
Noceto, 22 July 2015 - With reference to the news, incorrectly reported online by some newspapers regarding the investigation undertaken by the DDA in Reggio Calabria, iSolutions states herby that it is fully operational: the company, specializing in the development of applications with high technological content, continues carrying on its regular, legal business activities, without any kind of change whatsoever to any services provided to its customers.
The investigation by the DDA in Reggio Calabria is being done on two companies which make use of the software developed by iSolutions, under a regular, legal software license agreement. ISO 9001- 2008 certified and equipped with an internal body of supervision in accordance with the Legislative Decree 231/2001, iSolutions work on a strict contract basis only following the positive outcome of a carefully obtained Due Diligence, to ascertain the legal operation and the requisite authorization from clients.
iSolutions reserves all rights to any appropriate action to protect its interests."

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