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Foto Parma 1913 BItaliaPer il ritorno in Serie A il Parma dovrà ancora aspettare un po', ma il primo assaggio di Serie B ce l'avrà domani, quando la squadra crociata affronterà al Tardini la Nazionale Under21 di Serie B. Una bella iniziativa, che vedrà alcuni dei migliori talenti emergenti del calcio italiano affrontare una delle squadre più amate d'Italia.

Chissà se il “vecchio” Lucarelli, insieme ai suoi compagni, saprà tenere a bada questa banda scantenata: per il momento ci sono le parole di oggi di Lorenzo Minotti, e Andrea Abodi (presidente della lega di Serie B), che insieme al presidente Nevio Scala hanno presentato quest'evento. Proprio il presidente crociato ha aperto la conferenza stampa, cedendo subito la parola ad Andrea Abodi, visibilmente entusiasta di quest'iniziativa:
“Per la famiglia della Lega B è una giornata importante, piena di significati, ma ancor di più lo sarà domani. Devo dirvi senza scaramanzia che tra oggi e domani ci daremo un appuntamento ad incontrarci di nuovo ta breve nella stessa Lega, senza porci obbiettivi massimi: credo che il Parma sia prestato ad un’altra categoria, ma sia destinato inevitabilmente, anche per il nuovo modello gestionale, a ritrovare la sua strada e di tornare nella sua casa, la Serie A.”
La scelta di Parma non è casuale per questa amichevole: oltre che per la grande tradizione calcistica, la società ducale ha saputo rialzarsi e rinascere, ritrovando valori importanti: “È stata una scelta di sentimento,quella di domani non sarà solo una partita di calcio. Scenderà in campo la Rappresentativa di Lega che ha fatto molto bene, lanciando tanti giovani che, dopo esser passati per la prima volta per B Italia ora vestono stabilmente la maglia della Nazionale maggiore, dell’Under 21 e dell’Under 20. Rispetto a tutte le altre questa partita ha un significato ancora più forte per la ricerca che stiamo portando avanti nel ritrovare semplicità, e umanità. Venire a Parma in questa stagione di rinascita vuole sottolineare lo spirito della nostra Lega”.
Il presidente Abodi poi tocca un argomento più spiacevole, sul quale si è più volte cercato di fare chiarezza: che dire di Pietro Leonardi, ex Ad del Parma, ora Dg del Latina?
“Abbiamo bisogno di migliorare le cose, ci sono tante cose che non vanno e molti margini di miglioramento, noi ogni mattina ci svegliamo per fare questo. Non ci siamo mai voltati dall'altra parte, vogliamo affrontare di petto i problemi che ci sono. Credo molto nel rispetto dei ruoli: chi deve giudicare lo farà. Mi erano arrivate delle voci che il Latina potesse ingaggiare Leonardi, che per me è un amico sportivo. Lo dico pubblicamente: non ne condivido il modello di gestione, ma il mio giudizio è secondario alla sentenza dei fatti. Dalla giustizia sportiva mi aspetto chiarezza sui dettagli di ciò che è successo. Ho provato a spiegare al Latina e anche a Leonardi stesso che non fosse opportuno ricoprire quel ruolo. Ho anche detto a Leonardi che bisognava spiegare tutto alla gente per evitare problemi, altrimenti si rischiano dei grossi equivoci. La decisione del Latina è stata quella di coinvolgerlo comunque nel loro progetto sportivo, adesso le responsabilità sono loro. C'è stato il deferimento una settimana fa, e mi auguro che il procedimento a suo carico faccia piena luce: a questo serve la giustizia sportiva e quella penale”.
Altro argomento toccato è stato quella di tifoseria e Ultras, che Abodi affronta senza scaricare colpe né puntare il dito, ma invitando chi di dovere a prendersi le proprie responsabilità per un tifo sano e civile: “Se la tifoseria spesso scantona è perchè siamo noi dirigenti a diseducare. Non possiamo pretendere educazione quando siamo i primi a non esserlo. Gli Ultras non sono tutti uguali, conosco personalmente delle realtà Ultras umane e sensibili, più di molti dirigenti. Per una tifoseria più civile, costruiamo stadi più civili, comportiamoci più civilmente noi, in campo e fuori.Sembra che lo Stato pensi al calcio come ad un ammortizzatore sociale. Ci sono i tifosi veri, quelli con la T maiuscola, ma quando uno è un delinquente non è un tifoso, è solo un delinquente, i problema non è il calcio. Un uomo o una donna è prima cittadino e poi tifoso, e non il contrario”.
Dopo una battuta sulle voci di un possibile ripescaggio del Parma in B: “La norma è stata abolita, fate il vostro percorso, vi auguro di arrivare al più presto dove meritate”, Abodi parla anche della vicenda Crespo. L'ormai ex allenatore del Modena avrebbe detto di non aver mai preso lo stipendio...è vero? È stata la moglie? Meglio glissare, e ricordarlo per altre gesta: “Non è possibile, perchè viene verificato ogni due mesi il pagamento da parte delle società, e comunque non voglio entrare nelle questioni famigliari.Voglio ricordarmi di Crespo per quello che è stato in campo ed anche in panchina a Parma nella Primavera. Magari ha preso meno di quanto prendesse da calciatore, ma non è la stessa cosa”.
A chiudere la conferenza è Minotti, che ricorda con piacere i suoi trascorsi con la Nazionale Under 21 di Serie B, e ricorda: “Quella dell’Under 21 di B è stata la prima maglia che ho messo, ho 11 presenze, ne ho più di tutti. Ho fatto anche qualche gol, quindi la ricordo con una gioia particolare. È stata la prima volta che sono entrato a Coverciano, è un ricordo indelebile.Vogliamo proporre una bella prestazione e non prenderla alla leggera. Abbiamo addirittura chiesto l’anticipo al sabato contro l’Imolese, perchè ci tenevamo molto, ma giocarla di martedì sarebbe stato difficile: vogliamo mettere in mostra i nostri giocatori e non far giocare dei ragazzini o la Juniores. Giocheranno tutti i titolari, a parte forse gli acciaccati: scenderanno tutti in campo”.
Alla faccia dell'amichevole, lo spettacolo è assicurato: l'appuntamento è per domani alle 15, allo Stadio Tardini.

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