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Ambiente alberi centro VareseLeggo la lettera di Erika, e senza polemica vorrei fare considerazioni in merito decisamente diverse.

PER APPROFONDIRE LEGGI DELLA LETTERA DI ERIKA
Pur condividendo il giudizio sullo scempio delle aree verdi cittadine, e volendo riconoscere che se si parla di massimi sistemi, in teoria un parco pubblico non dovrebbe avere aree recintate, mi pare che la valutazione espressa sulla gestione delle società sportive affronti il tema senza averne una visione completa.
La superficie complessiva del parco Ferrari è di circa 93.000 mq e non credo che la sua funzione pubblica possa essere messa seriamente in discussione dalla concessione di un campo da calcio delle dimensioni di circa 5.000 mq.
Concessione che non è stata data ad una società professionistica, ma ad una società sportiva di quartiere, la cui attività giovanile cinquantennale vede oggi coinvolti oltre 300 bambini che purtroppo ormai non trovano più spazio adeguato nell'unico campo (non regolamentare) all'interno della parrocchia.
Il container definito erroneamente ad uso spogliatoi è in realtà il magazzino per tutta l'attrezzatura necessaria agli allenamenti, che non può essere spostata ogni volta, ne' lasciata a facili razzie notturne.
Parlando con cognizione di causa (conoscendo e frequentando i campetti fin da piccolo), il campo recentemente assegnato per gli allenamenti all'Audace (a fronte della sua cura e manutenzione: ovviamente è stato recintato, visto che prima vi erano anche stati accesi dei falò...) è da sempre una pietraia d'estate ed un acquitrino d'inverno, in cui ben pochi bambini mettevano a rischio le proprie caviglie, tanto che neanche le squadre di ragazzi stranieri che si ritrovano al parco lo utilizzavano ed hanno da sempre preferito giocare a calcio in un'altra area, neanche attrezzata di porte.
Sul fatto che iscriversi a tale società abbia un costo (più basso di quello indicato dalla lettrice), so per certo che diversi bambini (di qualsiasi nazionalità...) giocano gratis o con quello che le famiglie possono permettersi, sostenuti dai pochi sponsor privati e dall'iscrizione di chi invece può pagare la cifra intera.
Per chi ha la memoria un po' più lunga di Erika, per decine di anni il campo centrale della Cittadella è stato curato e recintato, utilizzato dal Parma Calcio per seguitissimi allenamenti e per le partite domenicali delle serie amatoriali, e nessuno se n'è mai lamentato: da quando è aperto, vista la totale mancanza di manutenzione, è ridotto ad una spianata polverosa come i campi attigui.
Possiamo discutere all'infinito di quanto poco, e male, questa amministrazione si occupi del verde, ma mi sembra che in questo caso la lettrice voglia fare una battaglia più ideologica che utile, col rischio di danneggiare una società sportiva che ha comunque il merito di praticare attività giovanile in un paese che, a differenza di altri, demanda totalmente all'associazionismo "privato" una funzione sociale fondamentale per tenere i ragazzi impegnati in maniera salutare e il più possibile lontani da vizi e cattive abitudini di cui purtroppo si legge quotidianamente.
Per quanto riguarda invece le piantumazioni relative all'inceneritore, sono totalmente d'accordo, anche se affermare "malattie e morti in continuo aumento", quando sono appena usciti dati epidemiologici in diminuzione, relativamente alle patologie tumorali, mi sembra sia fare pura demagogia.

Firmato: Filippo Bertozzi

LA RISPOSTA DI ERIKA:
Caro Bertozzi, ma non poteva Audace, invece di installare un container, mettere le sue attrezzature nei grandissimi spazi che già possiede? Io non pensavo di fare un attacco ideologico, spero anzi che la sorveglianza in materia di abusivismo e consumo di suolo verde comune sia ben sveglia nei nostri concittadini. E’ anche vero che il parco è vasto ma i bambini da sempre fanno uso degli spazi illuminati adiacenti il chiosco ove si trovano i giochi;

ora:

1. vi si installa davanti uno spazio commerciale, i gonfiabili, sul decoro della struttura vorrei fosse spesa da altri almeno una parola

2. il campetto viene recintato. Da tredici anni passo i miei pomeriggi al parco dalle 4 alle 6, sono fortunata. Se lei guarda la rete del recintato si accorgerà subito che è danneggiata, e sa perché? Mentre il recintato non è quasi mai utilizzato, nel campetto di fianco giocano, ogni giorno, tre gruppi di bambini, di cui uno informalmente autoorganizzato in quartiere, con persino uno pseudoallenatore. La cosa interessante, per esempio, è il carattere multiculturale di questo gruppetto. Il fatto è che ogni tre per due la palla va di là, e siccome di là non c’è nessuno, quelli salgono sulla rete. Io guardo quella rete curva e penso a un sopruso, e che nessun sopruso crea se non altri soprusi. La delibera è del 18 agosto.

A lei pare che si trattò di un gesto partecipato? Che si potesse fare un incontro con i numerosissimi cittadini che usano ogni giorno il parco? E poi sa anche lei che purtroppo non fu il primo nè l’ultimo atto contro i parchi urbani. Vorrei solo che si creassero associazioni forti pronte, come fu in Cittadella, a difendere il verde pubblico coi denti. Poi, se si può, non parliamone qui, per quanto magnifico e davvero democratico sia questo sito, parliamone al parco, perché è lì che vorrei ci si spendesse per parlare delle aree comuni della nostra città. Grazie davvero, è bello sentire che la cosa interessa anche lei.

E FILIPPO CONTROBATTE:
Cara Erika,
Ti ringrazio per questo scambio d'idee, che dimostra quantomeno come Rossoparma sia utile anche per il confronto di quelle diverse.
Sicuramente il tema è importante per tutti: il mio intento era unicamente quello di porre l'attenzione anche sulle ragioni che nel tuo intervento non mi sembravano rappresentate.
Sinteticamente rispondo ai tuoi punti:
1) sul decoro della zona gonfiabili hai perfettamente ragione (ed evidenzierei lo stato pietoso dei gabinetti, altro punto forte di questa amministrazione...), ma anche nei meravigliosi parchi pubblici tedeschi, oltre a fantastiche (e sempre manutenute, a differenza di quanto succede in Italia!) attrezzature e giochi gratuiti ed aperti a tutti, esistono aree recintate gestite da privati.
2) per mantenere decorosamente, e possibilmente migliorare in futuro, un campo d'allenamento adeguato e sicuro, la recinzione è purtroppo necessaria: oltre al già citato falò a centrocampo, nella zona adiacente (vicino alla cancellata dell'asilo) sono spesso state ritrovate siringhe. I ragazzi (dai tempi della via Paal...) hanno scavalcato reti per recuperare palloni finiti dall'altra parte, senza particolari traumi infantili (a parte qualche sbucciatura): anzi credo che in un certo senso, sia perfino psicologicamente utile...
3) sicuramente non è stato un atto partecipato, ma di questo non se ne può fare una colpa all'Audace: i paladini della finta partecipazione siedono in comune, rieletti coi voti (ma soprattutto le astensioni) di una città in coma.
E aggiungo: ma come è possibile che non ci sia stata una sollevazione popolare per la chiusura delle fontane, ai campetti come in cittadella o in giardino pubblico?!
Se in Comune ci fosse qualcuno furbo che pensasse con un minimo di logica di comunità, si sarebbero resi conto che, mentre davano il campo in concessione all'Audace, avrebbero potuto mettere due porte (nuove magari, non riciclare quelle arrugginite e pericolose...) nello spazio parallelo a via Torelli: avrebbero fornito un servizio a chi già lo utilizza per giocare a calcio e fatto bella figura con poco, risparmiandosi una parte di polemiche.
Il tema generale che assolutamente condivido è quindi quello della vergognosa gestione comunale del verde e non solo, su cui nessuno, credo, possa esprimere un giudizio positivo.
Passo e chiudo: ci incontreremo prima o poi ai campetti, ciao.

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