0
0
0
s2smodern

ZFoto Pizzabox trasportoLa trasparenza. Dal “caso Diaz”, il consulente che ha confezionato una parte dell’appalto di Smtp ricevendo successivamente incarichi dalla vincitrice di quell’appalto ( LEGGI DEL TAR SU BUSITALIA ), ai bandi pubblici che hanno definito lo staff di Federico Pizzarotti, tanto limpidi che siamo stati in grado di prevederne i vincitori il giorno stesso della loro pubblicazione ( LEGGI DEI BANDI DI PIZZAROTTI ), Parma vive un imponente problema di etica nelle pratiche politiche.

Un altro caso? Certamente quello che riguarda le spese sostenute durante la campagna elettorale.
Esse sono tra i parametri più rilevanti dell’onestà interiore del singolo esponente politico e dei partiti, prestando la legge il fianco a numerose forme di aggiramento, più o meno etico. Volendola rispettare, quella legge, ovviamente.
Essa è stata confezionata affinché, se un singolo candidato ha ricevuto 50 mila euro di sostegno, supponiamo, da Totò Riina piuttosto che dalla Fondazione Amici di don Tano Badalamenti, i cittadini si possano formare un’idea definita in modo autonomo. Non dovrebbe nemmeno servire la stampa, che comunque pensa a runner pisciatori e quindi ha un’utilità di coscienza critica veramente limitata.
Ed invece che cosa abbiamo, a Parma? Nella città del crac Parmalat, dei (plurale) crac Parma calcio, in cui i giudici fallimentari (e non) lavorano come api operaie per cercare di bloccare beni illecitamente distratti, che tipo di trasparenza abbiamo sul chi sostiene chi?
I termini di esibizione delle note spese relative alla campagna elettorale che il 25 giugno ha determinato l’affermazione di Federico Pizzarotti sono scaduti da un po’, ed i cittadini avrebbero tutto il diritto di sapere.
ZFoto spese elettorali Parma PizzarottiMa il primo a non mostrare con chiarezza i conti pare essere proprio il primo cittadino. Le spese sostenute sono di...zero euro. L’A Seventh of Mayor (lo abbiamo soprannominato così per l'aver ricevuto i voti di un parmigiano su sette) dichiara bellamente di non aver ricevuto nulla da privati e che tutti i fondi ricevuti sono da ricondurre al partito, Effetto Parma.

Ed Effetto Parma dove li ha pubblicati? Non sul sito del Comune di Parma e non sul proprio, che non esiste. Su quello di Federico Pizzarotti ( CONTROLLA TU STESSO ) annotiamo scarsi aggiornamenti, ma mentre è ancora viva la pagina delle donazioni (quindi è possibile mandargli soldi, immaginiamo) non è stata postata alcuna nota spese che racconti chi ha donato cosa, né quando ciò è avvenuto. Al momento in cui scriviamo, ben inteso: ore 10 e 30 di giovedì 19 ottobre 2017. A seguire le orme del capo sono Leonardo Spadi, Nadia Buetto, Sebastiano Pizzigalli, Cristian Salzano, Oronzo Pinto, Valeria Ronchini, Alessandro Tassi Carboni, Nabila Mahidra, Lorenzo Ilariuzzi, Paola Francesca Ranieri, Roberto Schiaretti, Ferdinando De Maria, Roberto Bozzani, Stefano Fornari, Roberto Massari, Barbara Sartori, Marco Maria Freddi, Davide Graziani, Elisabetta Quaranta ed Alessandro Mallozzi.

Vale a dire TUTTI gli eletti della lista di Effetto Parma.

Ora, pensateci bene: quante possibilità ci sono che nessuno degli eletti di Effetto Parma abbia mai ricevuto un centesimo da nessuna associazione o privato durante tutta la campagna elettorale, né abbia speso soldi anche solo per un caffè? Ecco, infatti.

E la riconduzione al “partito”? Ci può stare, ma se questo soggetto politico passa il tempo a pubblicare contenuti su “chilometro verde” e “agricoltura urbana” invece che rispettare la legge che impone la esibizione dei fondi ricevuti (che siamo certi saranno stati comunque mandati a Bologna, perché per certe “dimenticanze” c’è il penale, per altre al massimo una brutta figura mediatica)...da che razza di persone è composto? Non era questo gruppo quello che nel 2012 puntava l’indice contro il sistema partitico proprio su trasparenza e “maneggiamenti strani” di denaro? Con tutto che andrebbe anche stabilito se il party di compleanno di un imprenditore locale, tipo Del Rio, ma è solo un esempio, in cui sono invitati svariati candidati di Effetto Parma, sia da considerare una festa privata o una cena elettorale. Siamo molto al limite, ed è uno scenario che interroga le coscienze.

PER APPROFONDIRE LEGGI LEGGI LEGGI 
ZFoto spese elettorali Parma ScarpaMolto (ma proprio MOLTO) più onesto, da questo punto di vista, Paolo Scarpa. L’antagonista di Pizzarotti, sconfitto al ballottaggio, sfoggia un imponente 122 mila e rotti euro di spese elettorali. Una cifra fredda, algida, che non racconta minimamente chi abbia dato per cosa, ma che mette almeno il parmigiano della strada nelle condizioni di condurre un proprio ragionamento interiore. Lo staff dei candidati è stato in entrambi i casi sontuoso, popolato di personaggi strani, di algoritmi al bifidus attivo e tabelle, ma mentre nel caso di Pizzarotti si ventilava di #anonimistaff ( LEGGI DI #ANONIMOSTAFF E DELLA CONGREGA DI SIGNAROLDI ), nel caso di Scarpa le cose sono avvenute alla luce del sole.
Neanche un euro ricevuto o speso da Bruno Agnetti e Roberta Roberti, che devono aver fruito di materiale fornito dallo staff elettorale, in questo caso (e non in quello di Effetto Parma) onestamente esibito. La Roberti si è accorta recentemente di non condividere il programma elettorale del gruppo che l’ha portata in Consiglio e ha assunto una posizione autonoma, molto più aderente alle posizioni di Effetto Parma. Interessante persona, non c’è che dire.

A mancare all’appello è Pier Paolo Eramo, che dichiara 71,89 euro di spese sostenute.” A sboccio” pare una cifra da stampa dei santini, quella sorta di biglietti da visita con l’immagine del candidato che poi vengono lasciati sui tergicristalli delle auto, sui banconi dei bar, nelle cassette delle lettere, nei cessi dei locali pubblici, sotto il tappeto del salotto quando ti decidi a spolverare, nel portafoglio e ti chiedi come diamine sia mai potuto succedere. Te li ritrovi un po’ ovunque, quei dannatissimi santini.

 

ZFoto spese elettorali Parma LavagettoSempre parlando di opposizione, il Capogruppo PD Lorenzo Lavagetto dichiara un importante 12 mila e rotti euro nella voce delle spese elettorali sostenute, e persino di aver assunto obbligazioni per 899, 98 euro. Fa ridere pensare che se Pizzarotti entra finalmente nel PD magari impara l’onestà di esibire le proprie spese sostenute. Il PD dà lezioni a Pizzarotti sulla trasparenza nelle note spese...capite? Sul finire della risata fa capolino un vago senso di angoscia, in effetti.
Sempre in casa renziana Sandro Maria Campanini, probabilmente quello che sta meglio assolvendo il proprio ruolo di Consigliere di opposizione, il Zeman del Consiglio comunale (nessuno è ancora riuscito a vedergli la dentatura...a questo punto è una sfida!), a sua volta dichiara un limpido 720 euro nelle voci di spesa, mentre è di 289 euro circa l’analoga voce della collega di partito Daria Jacopozzi.
Fabrizio Pezzuto, di Parma Unita, dichiara 483 euro.

ZFoto spese elettorali Parma CavandoliPassiamo alla Lega Nord. Anche in questo caso molta parte delle uscite pare riconducibile al partito, che però non pare aver esibito cifre né pezze giustificative (al momento in cui scriviamo e nelle parti dei siti accessibili al pubblico). Le cifre dichiarate da Laura Cavandoli paiono quindi quelle fisicamente assunte dalla candidata sindaco leghista, la quale è l’unica a dichiarare anche il percepimento di aiuti da soggetti esterni (eh, però se non si dichiara chi sia, serve fino a lì: è Totò Riina? E’ Fabio Rainieri? E’ Guido Barilla? Come per gli altri, bene ma non benissimo, perciò). Le cifre della Capogruppo leghista sono di 2 mila euro di fondi spesi, 2 mila euro di obbligazioni assunte e di 2 mila euro di fondi ricevuti da terzi.
Maurizio Campari dichiara 485 euro, mentre Carlotta Marù ed Emiliano Occhi non hanno sostenuto alcuna spesa, a loro dire. Magari avranno usato materiale di partito, come spesso succede per chi è semplicemente in lista.
ZFoto spese elettorali Parma Tassi CarboniPerciò ecco qui Parma, quella della politica: la Lega Nord dichiara di aver sostenuto spese elettorali, e così anche Parma Unita, Partito Democratico e Parma Protagonista. A non dichiarare spese né di aver ricevuto fondi è Effetto Parma, cioé quel soggetto politico che i parmigiani hanno osservato spostare container usati come uffici elettorali da un punto all’altro della città, peraltro mediante l’uso di camion piuttosto inquinanti.
Vi lasciamo con una domanda: quando dite “almeno Pizzarotti è onesto” esprimete una libera opinione personale, maturata a fronte di fatti concreti, o verbalizzate un messaggio ripetuto fino alla nausea da chi aveva bisogno che quell’uomo venisse eletto e quindi ri-eletto? Rispondetevi con tutta calma.

PER APPROFONDIRE LEGGI DELL'ONESTÀ DI PIZZAROTTI E LEGGI DELL'ONESTA' DI ALESSANDRO TASSI CARBONI

QUESTO IL LINK DA CUI ABBIAMO ATTINTO LE INFORMAZIONI: E' LA PAGINA DEDICATA AL TEMA DAL COMUNE DI PARMA

 

TRE ORE DOPO VIENE PUBBLICATA LA NOTA SPESE DI PIZZAROTTI: LEGGI "E' BASTATO CHIEDERLO GENTILMENTE, COME SEMPRE"

Sostieni Rossoparma con una donazione