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Roberto Ghiretti Paolo Scarpa Giammarco FerriUna conferenza stampa piuttosto interessante, quella che si è svolta nella sala stampa del Comune di Parma per mano di Roberto Ghiretti e del gruppo di Parma Unita, soprattutto in alcuni passaggi labilmente toccati, per ciò che sottintendevano. Il testo lo abbiamo chiesto e cortesemente ce lo hanno girato, perché anche a mettersi a trascrivere tutto sarebbe stato improponibe.
Interessante perché? Beh, innanzitutto per lo spazio dedicato al “ricambio generazionale” in seno al gruppo: Civiltà Parmigiana, ebbra di leadismo e non troppo attenta a quanto stava cambiando la città, non l’ha effettuato e ha concluso il proprio tragitto politico con i vecchi amici che si lanciano l’argenteria (Cattabiani, tanto per citarne uno). Secondariamente per il forte richiamo ai moderati cittadini: “lo dico nel massimo rispetto di ciascuno – ha dichiarato Ghiretti -, ma qui vediamo gente presentarsi con un simbolo diverso ogni altra settimana e forse non è il modo giusto di approcciarsi. Noi ci proporremo con il nostro simbolo e la nostra proposta ai nostri concittadini”.
Alla conferenza stampa ha partecipato anche il candidato sostenuto, Paolo Scarpa, che invitato a dire la sua ha dato vita al solito monologo da 20 minuti buoni, infarcito del solito bla bla bla sul nulla cosmico e di “io”. Forse sarebbe il caso di calcolare algoritmo e derivata prima dei due “cosiddetti” che vengono dopo i primi 5 minuti di discorso, che non pare siano stati adeguatamente valutati: non ci siamo né sulla forma (se la conferenza è di un altro sbrodolarsi addosso è fuori luogo) né rispetto ai contenuti, i medesimi da ormai mesi. Per forza mezza città è convinta che Pizzarotti abbia già vinto.
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“Dalla vittoria di Paolo Scarpa alle Primarie – ha esordito il fondatore di Parma Unita - questa è la prima volta che incontro la stampa per fare un punto sulla campagna elettorale che sta per entrare nel vivo. Innanzitutto lasciatemi dire che la scelta di sostenere Paolo Scarpa e costruire un progetto comune che superasse le tradizionali divisioni tra schieramenti si è rivelato vincente e non per caso. Un anno fa ragionavamo della necessità di unire le forze per costruire un'alternativa all'attuale amministrazione comunale, oggi posso dire che questa intuizione è stata capita e premiata dai parmigiani che ci hanno messo nella condizione di fare la corsa fino in fondo.
Si è trattato di un passaggio non facile e soprattutto non scontato considerate le incognite e le variabili in gioco; se oggi siamo qui è perché il candidato e il progetto che ci sta dietro hanno convinto e di questo non posso che essere assolutamente soddisfatto. Da qui in avanti Parma Unita proseguirà con ancora maggiore convinzione lungo questo percorso che, ne sono sicuro, ci porterà a cambiare in meglio la nostra città. In particolare voglio chiarire da subito che non intendiamo esaurita la nostra missione di aggregazione di forze che in questo momento ancora non fanno parte della nostra compagine. Mi riferisco in particolare a quel mondo civico che ancora oggi si presenta frastagliato con il rischio di essere consegnato all'irrilevanza. Analizzando il dato numerico nelle primarie balza agli occhi l’apporto forse persino superiore alle attese di alcuni di noi moderati nella vittoria di Scarpa, e valuto con umiltà ma soddisfazione questo felice esito.
Da tempo denuncio troppi personalismi e troppi posizionamenti “a prescindere” rendono difficile un dialogo di cui invece Parma ha disperatamente bisogno: anche da questo punto di vista lavoreremo duramente. Questo è il tema centrale che troppo spesso la politica dimentica, un po' per una conclamata tendenza al personalismo e all'autoreferenzialità, un po' perché a volte è più semplice dividere, rimarcare ciò che separa che non ricercare con impegno ciò che può unire. Sono certo che da qui a maggio ci sarà occasione di riaprire dialoghi che inevitabilmente questo passaggio delle Primarie ha interrotto. Sono altresì certo che questa tornata elettorale risulterà per Parma Unita una formidabile occasione di amalgama dei civici di cui accennavo sopra e anche di un certo rinnovo generazionale. La recente esperienza di altre forze (Civiltà Parmigiana) ci ha insegnato cosa accada a chi non crea spazio per i “civici più giovani”, per così dire: il civismo non è un concetto statico e legato ad una stagione, ma un modo di intendere l’impegno in politica.

La questione centrale a mio modo di vedere rimane l'opposizione all'amministrazione Pizzarotti. Il Sindaco uscente ha mezzi, comunicatori e la spregiudicatezza necessaria per usarli fino in fondo. Pensate alla vicenda dei Bus tappezzati di messaggi positivi circa l'operato della Giunta pagati coi soldi dei cittadini o a quella che qualcuno ha pubblicato dell'utilizzo della sede comunale per incontri di carattere elettorale e capirete bene cosa intendo dire. Pizzarotti è il candidato da battere e da questo punto di vista credo chiunque abbia portato avanti una seria e coerente politica di opposizione all'attuale Sindaco non possa che cogliere la straordinaria necessità di unire le forze per costruire e offrire alla città una straordinaria alternativa.

Dal mio punto di vista Parma non può assolutamente permettersi altri 5 anni di questa amministrazione che ha fatto dell'immobilismo, della non trasparenza e delle dichiarazioni mendaci il proprio credo quotidiano. Rendiamoci conto: parliamo di una classe politica che ritiene plausibile mentire alla propria gente. Abbiamo bisogno di affrontare seriamente i problemi che ci sono sul tavolo non di limitarci a dare l'impressione di farlo. Abbiamo bisogno di costruire una scuola in un anno non in quattro, abbiamo bisogno di chiudere delle partite come la scuola per l'Europa o il Teatro dei Dialetti quando si può e non a qualche mese dalle elezioni, abbiamo bisogno di governare il dopo disastro Tep, in breve abbiamo bisogno di progettare la Parma del futuro non di un costante piagnisteo sul passato che non serve a nessuno se non a fare un po' di teatrino buono per qualche commentatore anonimo sul web.

Per quanto riguarda Parma Unita il lavoro per i prossimi due mesi e mezzo è già tracciato: stiamo lavorando per costruire una bella lista fatta di persone vere prima di tutto e incentreremo la nostra campagna elettorale su pochi ma qualificati punti.

La sicurezza.
In questi anni abbiamo messo a punto un documento programmatico molto articolato che intendiamo sostenere nella sua interezza. Decentramento della Municipale nei quartieri, contrasto agli affitti in nero e turno notturno della Municipale questi i punti più qualificanti di un documento che arriva a dettagliare ben 17 proposte.

Lotta al degrado.
Parma deve tornare ad essere una città curata con amore in ogni dettaglio, dai parchi alle strade, dai marciapiedi al verde pubblico. In questi 5 anni abbiamo assistito e toccato con mano cosa significhi non avere a cuore l'aspetto complessivo della città. E tutti noi abbiamo visto cosa significhi vivere in mezzo ad degrado urbano che inevitabilmente diventa anche un degrado sociale e dei rapporti. Questo è un aspetto amministrativo che deve tornare ad avere il grado di attenzione necessaria, non solo sotto il profilo degli investimenti ma anche e soprattutto da un punto di vista culturale.

Integrare il sistema di raccolta dei rifiuti.
Così com'è il porta a porta non funziona. Non ci stancheremo mai di ripeterlo. Noi lotteremo per dar voce a quei 6500 parmigiani che due anni fa sottoscrissero un appello affinché si introducessero elementi di flessibilità come ad esempio i cassonetti “intelligenti”. E quando dico questo non mi riferisco certo alle Eco station che sta installando come sempre all'ultimo momento l'amministrazione Pizzarotti. 8 stazioni per centro storico e Oltretorrente non sono certo un elemento di reale flessibilità ma, come sempre, costoso fumo negli occhi di chi è stanco di vivere in mezzo ai rifiuti. Differenziare è giusto e su questo punto non torneremo mai indietro, ma non è possibile farlo con i risultati disastrosi che abbiamo tutti davanti. I cittadini non possono essere schiavi di un sistema che più che premiante è punitivo, motivo per cui faremo tutto ciò che è necessario per ridare dignità alla nostra città anche su questo tema.

Associazionismo, sport e socialità.
Dobbiamo investire tanto sulle reti sociali di questa città. Il Comune deve essere il promotore, il punto di origine di un sistema che faccia della capacità di non lasciare indietro nessuno il proprio credo. Dobbiamo tornare a credere nei giovani, dobbiamo costruire un modello sociale che offra stimoli adeguati a ognuno di noi. Per far questo non occorre inventare nulla, serve solo la competenza necessaria per mettere in rete e promuovere quello che già c'è. Parma è ancora oggi una città ricca di volontariato, di associazionismo diffuso, di società sportive che possono diventare veri e propri presidi sociali. Serve un'amministrazione che sappia guardare lontano, che creda nelle scommesse e che sappia valorizzare le iniziative. Da questo punto di vista c'è tanto da fare perché tanto non è stato fatto in questi anni.

Infanzia, servizi e nuove povertà.
Parma è diventata una città troppo cara, che chiede molto e restituisce molto poco. L'assurdo è che questo è avvenuto proprio in anni di grande crisi economica ed occupazionale. Il simbolo di questa contraddizione sono i bilanci sempre più ricchi a fronte di tasse al massimo e tariffe dei servizi che quando vengono ritoccate è sempre al rialzo. Occorre risolvere questo assurdo facendo in modo che i parmigiani possano vedersi restituite le risorse che “investono” sulla collettività sotto forma di servizi accessibili non solo per le fasce più deboli. Noi vogliamo ridurre le tariffe per gli asili, reintrodurre agevolazioni per le famiglie numerose, valutare attentamente interventi mirati per chi si trovi in condizioni di difficoltà economica, vogliamo insomma restituire decuplicate in termini di vantaggi e opportunità le tasse che ogni anno i cittadini versano nelle casse comunali.

Questo in sintesi il punto dei lavori di Parma Unita in vista delle elezioni del prossimo 11 giugno. Ci aspettano due mesi di grandissimo impegno, una cosa che da un lato preoccupa ma dall'altro galvanizza. Abbiamo lavorato cinque anni per poter essere oggi esattamente dove siamo: a fianco di Paolo Scarpa per offrire una reale alternativa di governo a questa città”.

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