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Ambiente montagna prato fioritoE’ terminata l’escursione. Insieme abbiamo ammirato paesaggi nuovi o guardato con più attenzione e in modo differente ciò che conoscevamo. La bellezza della condivisione con altre persone, spesso a noi sconosciute, ci ha fatto assaporare diversamente le scoperte lungo il percorso.

A volte dopo la passeggiata ci si ritira tutti insieme a mangiare in qualche luogo dove si possono assaporare cibi preparati dalle mani e dalla saggezza delle persone. Binomio insolvibile. Dalle cucine o sul focolare nella stanza si possono inalare profumi e sentire ribollii di polenta, minestroni, carni, brodi. Persino il nostro antenato di Cro-Magnon attorno al fuoco non disdegnava sorbire del brodo con gli avanzi della selvaggina, facendolo bollire con pietre roventi prese dal falò.

Le prime comunità possiamo azzardare che siano nate attorno a delle marmitte in ebollizione. Il fulcro di questa arte era la donna. Anche le streghe se ci facciamo caso sono rappresentate mentre mescolano zuppe, anticamente erano donne che cucinavano nella piazza del Paese per la comunità. Quando gli abitanti del villaggio presi continuamente di mira dal signorotto della zona con gabelle, tasse o quant’altro lei, la strega, si vedeva costretta a ribellarsi rovesciando il pentolone e battere per chiamare tutti alla rivolta. Erano le stesse che conoscevano l’arte della guarigione. Chi conosce le erbe per cucinare indubbiamente conosce anche le erbe per curare.

Quest’arte collettiva è efficacemente riassunta nella “credenza”, spesso la ricordiamo essere parte integrante delle cucine delle vecchie case. Le Credenze nell’alto medioevo erano in realtà le Associazioni delle arti minori che si aggregavano in risposta alle arti maggiori, ricchi e aristocratici. Oltre alla condivisione materiale c’era anche la necessità del vivere una spiritualità semplice senza ritualità posticce. E la mensa era un momento centrale per la Credenza. Poi la capacità razionale degli emiliani ha fatto si che ispirati dal cuoco militare dell’esercito francese Buffet, creassero la credenza da cucina. E proprio in questo modo si poté continuare a condividere il cibo, racconti, avventure.

Attorno ad una tavola imbandita ricreiamo quel momento suggestivo che anticamente si svolgeva attorno al focolare dove venivano tramandate storie di vita personale e leggende come i folletti, gli uomini selvatici, le fattucchiere, e tanti altri ancora. Dove la natura non era una matrigna, ma una madre che ci offriva i suoi frutti e dialogava con le persone.

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Scarponi Rotti Francesco Salton di profiloFrancesco Salton - Guida Ambientale Escursionistica ER 594
Fissare chi sono in queste righe è difficile, avrete il piacere di conoscermi volta per volta leggendo i miei articoli su questa rubrica e vedendomi in escursione, sono scorrevolmente in mutamento come un torrente. Mi evolvo, osservo, incamero e trasformo, mi butto all’arrembaggio in nuovi progetti. Anche se credo convintamente nelle mie idee e nei miei principi. Adoro farmi contaminare e contaminare chi mi sta attorno, tenendo un filo rosso che unisca i miei passi. Chi mi conosce bene mi descriverebbe con l’aforisma Panta Rhei, tutto scorre.
Ho lavorato per anni in fabbrica come operaio, le mie basi scolastiche sono legate all’Istituto “Solari” per l’agricoltura e l’ambiente di Fidenza. Ora lavoro da anni come Operatore Socio Sanitario in un centro residenziale di disabili. Le persone di questo centro mi hanno dato la possibilità di crescere sotto tutti gli aspetti.
La volontà di diventare Guida Ambientale Escursionistica nasce dalla voglia di inserire un ulteriore tassello nei miei progetti di vita, avendo la possibilità in questo modo di trasmettere mie passioni e sensibilizzare su tematiche per me centrali come l’ambiente e il rapporto (confronto/scontro) dell’uomo con la natura. Lo sento visceralmente mio questo tema, sin da bambino, provenendo la mia famiglia da un paesino di montagna dell’Appennino parmense. Territorio che ha vissuto secolarmente la contraddizione del rapporto dell’uomo con l’ambiente. Sono in me impliciti il rispetto e l’ammirazione della natura.
E il modo migliore per scoprire geograficamente (nel vero senso più ampio) un territorio è la cucina. Ma questa però è un’altra storia….
P.S. faccio outing, ho letto il libro de “Il Signore degli Anelli” tredici volte. Quando mi incontrerete chiedetemi a quante volte sono arrivato.

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