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Ambiente fiori BucaneveInizia il disgelo. Durante le passeggiate saremo colti dal fascino dei primi fiori che con determinazione si vogliono imporre sulla vecchia stagione ormai in declino.

Questi pionieri lasceranno il posto a tappeti multicolori, in un ciclo che si compie da migliaia di anni. Ad aprire le danze saranno i Bucaneve, con la loro tipica forma a campana con tre petali di colore bianco. Spesso li vediamo sbucare dagli ultimi strati sottili della neve, adorano le zone umide e spesso li troviamo in prossimità delle faggete.
Invece chi ci segnalerà l’arrivo della primavera sarà la Primula, con alla base grandi fogli oblunghe con i fiori piccoli e gialli a cinque petali. Anticamente dopo l’utilizzo per l’inverno di frutta secca, carne stagionata, farine abbiamo un primo cambio di alimentazione più “fresca”, infatti della primula sono commestibili i fiori, squisiti per fare marmellate, e le foglie, ottime in insalata. A proposito a breve si riempiranno i campi del Tarassaco utilizzato molto dalle nostre nonne. Oltre per le sue proprietà io lo consiglio per la sua bontà, raccogliendone i fiori non ancora sbocciati mettendoli sott’olio o le foglie per le insalate, provatele anche nei tortelli.
Più ingannevole ma molto bello da ammirare è il Crocus o zafferano selvatico. Sconsigliata la raccolta. Si possono trovare distese di questi fiori, hanno foglie allungate e il fiore è di colore violetto e bianco composto da sei petali. Rendono piacevolmente colorate le nostre passeggiate creando un contrasto con il loro colore rispetto al marrone e al verde che ci circonda.
Ambiente fiori primulaSe rimarremo fermi in un punto ad ammirare potremo vedere insetti e uccelli danzare attorno ai fiori per raccoglierne il polline. Li vedremo anche accoppiarsi e non è un caso infatti che i primi rituali siano stati fatti proprio attorno a dei fiori. Non per altro in tutte le culture sono presenti come simbolo di vita e fertilità.
Oggi ho tirato fuori il mio zaino e la macchina fotografica, ho ripercorso con la mente sentieri conosciuti. A breve mi rimetterò in cammino, quest’anno con nuove persone attorno a me con il progetto Sentieri Aperti.

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Scarponi Rotti Francesco Salton di profiloFrancesco Salton - Guida Ambientale Escursionistica ER 594
Fissare chi sono in queste righe è difficile, avrete il piacere di conoscermi volta per volta leggendo i miei articoli su questa rubrica e vedendomi in escursione, sono scorrevolmente in mutamento come un torrente. Mi evolvo, osservo, incamero e trasformo, mi butto all’arrembaggio in nuovi progetti. Anche se credo convintamente nelle mie idee e nei miei principi. Adoro farmi contaminare e contaminare chi mi sta attorno, tenendo un filo rosso che unisca i miei passi. Chi mi conosce bene mi descriverebbe con l’aforisma Panta Rhei, tutto scorre.
Ho lavorato per anni in fabbrica come operaio, le mie basi scolastiche sono legate all’Istituto “Solari” per l’agricoltura e l’ambiente di Fidenza. Ora lavoro da anni come Operatore Socio Sanitario in un centro residenziale di disabili. Le persone di questo centro mi hanno dato la possibilità di crescere sotto tutti gli aspetti.
La volontà di diventare Guida Ambientale Escursionistica nasce dalla voglia di inserire un ulteriore tassello nei miei progetti di vita, avendo la possibilità in questo modo di trasmettere mie passioni e sensibilizzare su tematiche per me centrali come l’ambiente e il rapporto (confronto/scontro) dell’uomo con la natura. Lo sento visceralmente mio questo tema, sin da bambino, provenendo la mia famiglia da un paesino di montagna dell’Appennino parmense. Territorio che ha vissuto secolarmente la contraddizione del rapporto dell’uomo con l’ambiente. Sono in me impliciti il rispetto e l’ammirazione della natura.
E il modo migliore per scoprire geograficamente (nel vero senso più ampio) un territorio è la cucina. Ma questa però è un’altra storia….
P.S. faccio outing, ho letto il libro de “Il Signore degli Anelli” tredici volte. Quando mi incontrerete chiedetemi a quante volte sono arrivato.

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