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Ambiente animali cane da pastore belgaUno spettro si aggira per l’appennino. A 150 anni di distanza questa frase con differenti significati crea ancora disagio, malumori. La minaccia si aggira per i boschi e colpisce la nostra più ancestrale coscienza collettiva, il nostro immaginario lo dipinge spesso a tinte fosche. Ma facciamolo uscire dalla nostra nebbia percettiva.
Più di un anno fa quando feci l’esame d’ammissione al corso per Guide portai come argomento a scelta il lupo, al di là del suo fascino, come spiegai, “è un interessante caso politico”. Quanto conosciamo di questo animale? Come affrontiamo il problema lupo? Per la prima risposta poco. La seconda allo stesso modo di tanti altri avvenimenti sociali, in modo schizofrenico, come per l’immigrazione. Pensando di risolvere tutto con leggi coercitive o con l’utilizzo di armi. Foucault diventerebbe matto su quanto avrebbe da scrivere sulla società attuale.


Scopriamo le caratteristiche del lupo. La nostra è una sottospecie del lupo grigio europeo, il cugino più piccolo. Altri studi lo mettono come sottospecie a sé. Mantello grigio-fulvo, zampe lunghe, ulula e ogni tanto guaisce ma non abbaia mai. E’ l’antenato di tutti i cani e il suo areale è distribuito per tutto l’Appennino e parte dell’arco Alpino. Non è stato paracadutato o reintrodotto semplicemente ha avuto dei fattori a suo vantaggio. Nel 1977 per legge diventa animale protetto, il lento spopolamento delle montagne, l’aumento di prede (causata anche dall’introduzione selvaggia dei cacciatori) e la creazione di aree sicure come i parchi hanno favorito la sua espansione che non potrà mai essere esponenziale.
E’ un animale estremamente sociale e culturale. Durante le mie escursioni con tema i miti e il folklore locale tra le varie figure da me citate c’è il lupo ne parlo mettendolo a confronto con l’uomo. Esistono importanti similitudini. Il suo clan è famigliare e quelle che sono le figure autorevoli, esempio la coppia alfa, non sono altro che i genitori i quali trasmettono alla prole le proprie abitudini e conoscenze. Non è difficile trovare gruppi che prediligono cinghiali rispetto ai caprioli. La nuova cucciolata viene presa in cura anche dai fratelli più grandi, la cucciolata dell’anno precedente. Nei momenti di necessità si stringono attorno al lupo bisognoso, se ferito e inabile lo alimentano. Esiste un forte senso di solidarietà e cooperazione. Il lupo è in grado di adattarsi alle varie situazioni ed è estremamente opportunista. Se noi presi dalla fame aprissimo una credenza non ci avventeremmo? I pascoli o gli allevamenti incustoditi per il lupo sono un invito a pranzo.
Scarponi Rotti Francesco Salton di profiloNon si può negare che in alcuni casi abbia arrecato dei danni, ma se noi confrontiamo i dati del 2015 della Regione Emilia-Romagna del rimborso spese all’agricoltura abbiamo un centomila euro per il lupo a confronto del milione causato dalla fauna cacciabile. Bastano alcune semplici ricette per superare i possibili problemi. Non lasciare animali incustoditi specialmente se deboli di notte, non lasciare resti alimentari vicino alla stalla (anche animali morti, placente delle vacche...) o alla casa, aumentare la sorveglianza nelle giornate nebbiose, utilizzare cani da guardiania come il pastore maremmano (per il pascolo e non solo) e un’adeguata recinzione. Tutto questo abbassa notevolmente il pericolo lupo.
Se scaviamo però a fondo troviamo allevatori che si trovano sommersi nella burocrazia e a volte da inadeguati rimborsi. Il lupo è la tipica goccia che fa traboccare il vaso. L’agricoltura è un settore in crisi e se noi guardiamo le regioni che non hanno il lupo hanno comunque delle difficoltà. Allora dobbiamo rivedere il modello produttivo intensivo, il mercato globalizzato e la concorrenza sleale, ecc.
Vi do un consiglio iscrivetevi all’associazione “Io non ho paura del lupo”. Io l’ho già fatto!
Francesco Salton - Guida Ambientale Escursionistica ER 594

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