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ZFoto Martello scalpelloIeri pomeriggio a Calestano si è tenuto l'ultimo appuntamento per la realizzazione del tartufone di pietra, monumento ideato da Paolo Sacchi, realizzato con con tantissimi pezzi lavorati a mano secondo le tecniche dei vecchi scalpellini.
Avendo partecipato in prima persona è d'obbligo per me trarre un bilancio da questa bellissima esperienza. Avevo in realtà già parlato della lavorazione della pietra in un passato articolo, e non vorrei essere ripetitivo, quindi mi limiterò a raccontarvi un po' di impressioni a caldo.
Come prima cosa ci tengo a dire che ho ancora entrambe le mani e tutte le dita: ogni tanto scappa una mazzata, ma a dirvi la verità amettere in difficoltà non è tanto il dolore quanto il doversi trattenere dal tirar giù tutti i santi del calendario. Eravamo in piazza sotto gli occhi di tutti, uomini, donne e bambini, all’interno di gabbioni ricoperti di plexiglass per lavorare in sicurezza e proteggere gli spettatori dalle scaglie di pietra che volavano numerose. La curiosità è stata tanta, così come i complimenti di chi raccontava al nipote che da giovane aveva fatto le stesse cose per aiutare a far su la casa.
Molte persone hanno risposto all'appello per l'autofinanziamento del monumento: ogni persona poteva idealmente adottare un bolognino, cioè un concio del monumento, con un offerta di 20 euro in cambio di un attestato simbolico e della partecipazione alla realizzazione del tartufone che sarà posizionato all'incrocio con Fragno.
Io? Totalmente affascinato dalla pietra e da questa lavorazione artigianale, e felice di poter dar sfogo ad un po' di forza bruta. Capita OGNI TANTO che io venga preso dal furore Odinico o sacro fuoco (come lo chiama il mio maestro), con effetti fantozziani su pietre particolarmente ostinate. In realtà a volte non serve la forza ma la cognizione e piano piano me ne sto rendendo conto.
Quando una situazione ti “prende”, il tempo vola ed essa sgombera la mente dai casini, dai nervosi e dai problemi quotidiani: ciò che resta è solo il suono quasi ipnotico degli scalpellini che con te usano mazza, scapezzatore, punta, scalpello.
Nelle prossime settimane proseguiremo il progetto e personalmente proverò ad esercitarmi con maggiore frequenza, per migliorare la tecnica e tenttare, chissà, di realizzare due o tre ideuzze che ho dentro.
Non vedo l'ora di informarvi rispetto ad iniziative future che riguardino questa iniziativa (monumenti collettivi, corsi, seminari). Se vi interessa la materia scrivetemi a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. e vi terrò informati rispetto a cosa bolla nel pentolone del luciferino maestro scalpellino Sakai (Paolo Sacchi), ideatore di tutto.

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