0
0
0
s2smodern

ZFoto locandina Berceto lupoIeri domenica, 6 Novembre, sono stato ospite del Piccolo Festival di Antropologia di Montagna, alla sua prima edizione a Berceto sull'Appennino Parmense.
Su invito di Giacomo Agnetti ( http://www.magicmindcorporation.com  ), dell'Antropologa Maria Molinari e del Dott. Mario Ferraguti ho accettato con entusiasmo di dare un mio contributo, presentando "Archeologia e fonti orali, quando i draghi inseguivano per davvero gli archeologi", un intervento di un'oretta nel quale ho fornito vari esempi di correlazione tra fonti orali e dato archeologico, con alcuno episodi vissuti e raccolti durante quasi 16 anni di professione, altri che ho scovato tra le pagine di libri consultati per relazioni archeologiche o ricerca.
La relazione è stata apprezzata, sia dagli organizzatori (con i quali non vedo l'ora di trovarmi a bocce ferme), sia dal numeroso pubblico, che ha fatto un sacco di domande e ha arricchito i dati che ho portato con alcune preziosissime segnalazioni (ho avuto almeno un paio di segnalazioni del Basilisco molto simili a quelle che ho portato dal Friuli). Altre persone mi hanno fatto domande sull'assedio del Castello di Berceto nel XIII secolo, altri ancora sul mestiere dell'archeologo. Che dire: giornate così ti ricaricano.
Ma non vorrei parlare solo di me, delle emozioni che ho vissuto: è necessario, io credo, parlare della folle idea che hanno avuto i ragazzi sopracitati, che assieme ad alcuni loro colleghi hanno avuto la pazza idea di organizzare un Festival di Antropologia a Novembre a Berceto, riuscendo nell'impresa di riempire tutti i locali pubblici, i b&b e di ritrovarsi la sala conferenze talmente gremita da andare in sbattimento da "e adesso come facciamo?". Il tutto, badate bene, in una due giorni in cui sembrava di essere in Vietnam con tutta la pioggia che è venuta.
Hanno dimostrato per l'ennesima volta che si sbagliava chi diceva "ma chi vuoi che venga a Berceto a Novembre per una cosa così", dimostrando che non è il luogo o la stagione che attirano le persone, e non sono nemmeno il meteo o le strade disastrate che le tengono lontane: e' l'offerta culturale che ha portato persone a Berceto, e basta guardare il ricco programma dei due giorni per rendersene conto.
Allargando la riflessione va aggiunto che ad appuntamenti come convegni o giornate di studio di questo tipo vedi di norma un pubblico composto per la maggior parte da addetti ai lavori, l'autoreferenzialità regna purtroppo sovrana, e i "rivali" o "colleghi" sono spesso presenti o mandano qualcuno a prendere appunti o alzare la manina essenzialmente se viene invaso l'orticello; in questo caso invece ho notato un pubblico molto diverso dal solito, composto da tanta gente normale.
Lo capivi dalle domande semplici, dirette, genuine, che qualcosa era diverso. Lo capivi dai volti, sereni e dall'aria piacevole.

ZFoto locandina BercetoIo avevo impostato il mio intervento sui seguenti argomenti:
Sito fortificato Ostrogoto di San Giorgio - Segnalazione del Basilisco da parte della popolazione locale
Leggenda della "Grota del Manzul plè" - Probabile identificazione con rituali di sacrificio in grotta o in cascata presenti in letteratura
Quasi linciaggio degli archeologi a Città d' Umbria per aver dissotterrato la mandragola e causato grandinate e perdita dei raccolti.
Castello di Montemiscoso, ricordo di un assedio feroce documentato archeologicamente e del Barbarossa (io, "al nvud dal Barbarossa" suo discendente e proprietario del castello per i vecchietti del posto)
Passaggio di Federico II da Berceto, assedio del castello, segnalazione orale raccolta all'epoca dei fatti da Fra Salimbene, il giullare Villano di Ferro e le palle che fischiano (palle di pietra lanciate da macchina da guerra, non pensate male).
Passaggio di Annibale dai valici appenninici ora nel comune di Berceto. Ricordo tra le persone.
La leggenda di una regina indomita tramandata oralmente a Bardi (PR) e a San Giovanni d'Antro nelle Valli del Natisone.
Ero l'ultimo della giornata, non volevo tediare i presenti reduci da due giorni densissimi, ho quindi presentato i dati in modo leggero, mostrando il lato quasi mistico di certe indagini e i risvolti divertenti del mio mestiere; in altre sedi questa lettura sarebbe stata tacciata di poca professionalità, non capita, sottostimata, a Berceto al Piccolo Festival di Antropologia della Montagna no, è stata accolta con entusiasmo e apprezzata. A dimostrazione di quello che dicevo poco sopra. Per questo mi auguro che il Festival possa ripetersi quanto prima, in una seconda edizione ancora più ricca e bella, uguale nei sorrisi degli amici che mi hanno accolto e nei tortelli di patate al sugo di funghi della Vittorina, che ho mangiato da Pasquinelli; che da soli potrebbero valere il viaggio per tornare mille volte a Berceto.

Segui le dirette di RossoParma
su Periscope!

@RossoParma