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Filippo Olari escursioneVia Francigena, Via Francigena ORIGINALE, Via Francigena di sopra, Via Francigena di sotto... Via di uno che una volta, prima che diventasse di moda, dai monti è andato al mare in vacanza e i discendenti sono ancora chiamati Bagnanti.
Una volta anche a Milano c'era il mare poi sono arrivati i tedeschi e hanno spaccato giù tutto.
C'è ancora la gente abbronzata adesso.

(Il primo che mi becca tutte le citazioni si fa un'escursione a macca)

Io sono nato e cresciuto a Berceto, la strada più bella del paese si chiama Via Romea, è quella dove si affaccia il Duomo assieme a tanti bei negozi e alcune case che conservano portali tardo medievali.
Ecco, per dire, a Berceto il termine Francigena è arrivato credo nei primi anni 2000.
Per secoli quella strada è stata chiamata da valle Via di Monte Bardone e a Berceto, Via Romea.
Capitava che i pionieri dell'escursionismo chiedessero ai vecchi dov'era la via Francigena e si sentissero rispondere l'elenco dei parenti in Francia e dove avevano la casa.
Una volta un mio amico di Fornovo voleva vedere il castello, chiede ad un anziano dov'era la Rocca e si ritrovò a Roccaprebalza, sul picco, in mezzo alle capre.
Negli ultimi mesi, per lavoro, ho fatto la Francigena tra la Cisa e Cassio almeno una decina di volte, a parte aver recuperato un anziano villeggiante dei Pianelli che si era perso e 3 assidui frequentatori del Ratafià, in balera dei fenomeni ma in salita in crisi come Cipollini sul cavalcavia dell’Autostrada, completamente persi e disidratati; ho visto SOLO 6 “pellegrini” o escursionisti tedeschi che si stavano perdendo (poche e confuse indicazioni, sentieri sporchi, vanno tutti su asfalto sulla vicina SS 62. Della Cisa, la domenica fanno i birilli per le moto).

Ma cos'è la Via Francigena? E' il giro di uno, sì... uno, un vescovo partito da Canterbury (Inghilterra) per andare a trovare il Papa a Roma. L'attuale via Francigena ripercorre le tappe che ha tirato giù durante il suo viaggio. Ne più ne meno.
Di vie per andare a Roma ve ne erano tantissime, parallele e frequentate ben prima che a Roma vi fosse un tizio vestito di bianco con pretese di rappresentanza ed infallibilità. Queste vie erano frequentate, gestite e organizzate prima ancora dai popoli che vivevano tra Canterbury e Roma. Prima ancora che esistesse qualcosa chiamato Canterbury e Roma.

Ma torniamo nel nostro piccolo, prendiamo l'area che da Parma va al passo della Cisa (tra Provincia di Parma e Lunigiana).
Io faccio sempre la Val Baganza (Gaione, Felino, Calestano, Fugazzolo ecc..) e al Poggio di Berceto riprendo la statale della Cisa (che in alcuni punti incrocia la Francigena). Sono i posti da cui viene gran parte della mia famiglia e il paesaggio è davvero bello e selvaggio. Se volete vedere qualcosa di nuovo o volete un posto in cui raccogliere i pensieri, meditare, ricaricarvi fermatevi alla Baita di Chiastre, fate due passi verso i Salti del Diavolo e poi tornate giù a bere e mangiare roba nostrana dalle ragazze che gestiscono la baita e l’azienda agricola li vicino. Ne vale la pena!
Se proprio mi gira faccio la strada per Langhirano, poi dopo prendo per Bosco, mi fermo a mangiare da Ghirardini e poi scavallo al Passo del Sillara, arrivo al Poggio e via alla Cisa.
La Fondovalle che costeggia il Taro (Collecchio, Fornovo, Ghiare) non la faccio mai, mi fa schifo per tanti motivi ma soprattutto per l’impatto ambientale e la quantità di fabbriche (leggetevi le statistiche su inquinamento e tumori nel triangolo tra Rubbiano Ramiola e Fornovo...): mi piace il tratto tra Ghiare e Berceto, ovvero la Val Manubiola, selvaggia e sconosciuta dai più.
Se proprio devo fare la Fondovalle allora faccio una deviazione dopo Ghiare verso Bergotto (o passando da Lozzola o dal Ponte sul Manubiola prima dei tornanti). Perchè? Per Mangiare funghi e selvaggina da Didier al Manubiola di Bergotto, poi da li scendo verso Valbona risalgo a Berceto e vado alla Cisa.
Nei giorni feriali a volte faccio la Statale della Cisa, la più dispendiosa per la benza ma davvero bella e panoramica, peccato nei festivi che devi pregare gli Elefanti di Annibale che i motociclisti non ti centrino facendo i fenomeni. Ci son due posti davvero carini dove fermarsi, a Casola e a Cassio.
Per tagliarne fuori un pezzettino ci son le due deviazioni una che passa da Selva l’altra che si prende a Case Pesci, entrambe dalla Fondovalle.

Insomma io quando porto in giro le persone amo variare e riscoprire i sentieri, i castelli, i luoghi abbandonati che vi sono tra tutte queste strade. E credetemi ce ne sono a iosa e sono stupendi! Vi aspetto!

Ah si, stavamo parlando della Francigena...
La Francigena...
Ma perché sei andata via?
Mi son persa nella notte!
Perché non m'hai detto che non eri mia?
Non lo so!

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