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Anziani tenerezzaLa tenerezza, una emozione non considerata di base che si caratterizza per essere solitamente di bassa intensità e che comporta una commozione più o meno duratura ma pur sempre momentanea, in risposta a particolari situazioni relazionali.

Tale emozione fa sì che si attivino dei contenuti mentali consistenti in una disposizione affettiva positiva, benevola, nei confronti dello stimolo che ha attivato l’emozione in sé. In particolare, si esprime come una disposizione affettiva, di mero contatto verso un’altra persona, oggetto o animale sul piano della vicinanza e del contatto fisico tramite la carezza, l’abbraccio, il senso esplicitato dell’esserci. Alcuni studi con partecipanti cileni e danesi, effettuati da Bloch ed i suoi colleghi (Bloch et al 1991, 1987;. Santiba’nez e Bloch 1986) hanno rilevato che la tenerezza è stata associata ad un esempio specifico di respirazione, di postura del corpo e di espressioni del viso, che erano diverse da quelle delle emozioni di gioia, rabbia, tristezza, paura ed eccitazione sessuale. In particolare, la respirazione diventa lenta, l’inspirazione e l’espirazione avvengono attraverso il naso e avviene una leggera pausa alla fine della espirazione. Il tono muscolare generale è rilassato, il busto è leggermente inclinato in avanti, la testa è inclinata lateralmente, c’è un leggero sorriso e lo sguardo viene diretto verso un oggetto. Santiba’nez e Bloch (1986) hanno anche scoperto che mentre la gioia, la rabbia, la tristezza, la paura e l’eccitazione sessuale producono un aumento della frequenza cardiaca, la tenerezza invece ne presenta una diminuzione. Data la qualità piacevole della tenerezza è possibile che le persone che segnalano questa sensazione riferiscono inoltre di provare gioia. E’ possibile che la gente usi la parola gioia per riferirsi a piacevoli sensazioni in generale ma, se richiesto, sia in grado di distinguere la gioia dalla tenerezza. In linea generale si tende a provare tenerezza verso quelle persone o verso quelle realtà percepite come deboli o indifese (ad esempio, i bambini, gli anziani, i cuccioli), oppure verso coloro a cui si è affettivamente legati a livello affettivo e amoroso. Molto espliciti i casi in cui la tenerezza può essere provata osservando l’interazione tra una madre ed il proprio neonato (sia nell’ambiente umano sia in quello animale, osservando l’adulto che si prende cura del proprio cucciolo). Possiamo allora definire due tipi di tenerezza distinti, in riferimento al tipo di legame che viene messo in gioco con l’altro, con l’oggetto della tenerezza: “tenerezza compassionevole o protettiva” e “tenerezza affettuosa o da vicinanza”. La tenerezza compassionevole o protettiva verso l’altro ci predispone ad un atteggiamento accudente, di amorevole attenzione. La possibilità di intenerirci verso qualcuno viene influenzata dal fatto che il suo comportamento possa essere valutato positivamente e non interferisca in nessuna maniera con i nostri scopi prioritari. Dal punto di vista della tenerezza affettuosa o anche detta da vicinanza le persone si collegano a tutti quei vissuti di affetto ed amore in riferimento ai nostri legami affettivi e amorosi in cui avviene un vero e proprio scambio di tenerezze, in cui il nostro personale senso di vulnerabilità ci spinge a ricercare la vicinanza, la presenza di qualcuno di cui ci fidiamo, sul quale possiamo contare e che si prenda cura di noi, facendoci così sentire protetti ed accuditi. In alcuni casi, provare tenerezza verso un’altra persona o verso noi stessi può essere addirittura ostacolata dal fatto che in quel momento ci sentiamo travolti ed immersi da pensieri critici o da emozioni quali la rabbia, la paura o il disprezzo (Cigoli, Genori, 2008).In altri casi ancora, la resistenza ad entrare in una relazione tenera, di vicinanza con l’altro, si potrebbe collegare ad una difficoltà ad entrare in contatto con tale emozione, finendo con l’inibirla del tutto. In alcune situazioni, in maniera più o meno consapevole, potremmo mettere in atto comportamenti di chiusura o di totale evitamento rispetto alla possibilità di vicinanza con un’altra persona a per timore di essere giudicati negativamente in termini di vulnerabilità, o per un disinteresse verso ciò che è “altro” da sé e che di conseguenza non suscita desiderio rispetto alle possibilità di una eventuale relazione. Nel complesso, la tenerezza è una emozione con valenza positiva, anche se di lieve intensità è funzionale al benessere individuale e sociale di relazione, in quanto incrementa la possibilità di comportamenti pro-sociali e di scambio reciproco. Non vi è nulla di cui sentirsi in imbarazzo o indeboliti nell’ego nel dimostrare o cercare momenti e gesti di tenerezza, essendo una emozione andrebbe riconosciuta ed esplorata per poter essere successivamente vissuta. Parola di Counselor! Per scrivermi, per pormi domande e per approfondire i temi che affronto: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. .
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