0
0
0
s2smodern

Ambiente natura piantina maniLa pazienza si apprende, non è affatto innata, anzi la si sviluppa con la volontà del cambiamento. Bambini e adolescenti sono molto spesso impazienti, fanno i capricci, si sentono incollati alle seggiole per qualche ora al giorno mentre sono a scuola, eppure, nei giochi di squadra, nello sport, imparano a stare alle regole, a tenere a freno i loro impulsi stando fermi, attenti e scattanti né un attimo prima né un attimo dopo.

Imparano facendo, errando nel saper attendere, nel trovare il giusto ritmo. Attenzione però a non confondere pazienza con pigrizia, apatia, rassegnazione, al contrario la pazienza è la mera capacità nel saper controllare la propria energia senza farsene travolgere, senza farle prendere il sopravvento, bensì indirizzandola a buon fine. Saper aspettare pazientemente è molto spesso una vera e propria arte da raffinare, trovando nuove strade che potrebbero portare al raggiungimento dell’obbiettivo. Di certo la frustrazione e la rabbia ci induce molto spesso a dare in escandescenza. Ecco perché se proviamo a guardare oltre, potremmo definire la pazienza come una questione di ritmo nostro e altrui. Rallentare ci rimette al centro, senza dimenticare la nostra vera natura, i nostri sogni, la gioia di godere appieno di ogni istante con stupore e meraviglia. Una storiella presa in rete, da autore purtroppo anonimo, perlomeno alle mie ricerche, narra quanto segue: “Un gruppo di trasportatori messicani portavano a mano varie apparecchiature per alcuni studiosi che dovevano svolgere ricerche in luoghi poco accessibili. A un certo punto i trasportatori si fermarono assieme, senza dire nulla. Gli scienziati si stupirono, poi si irritarono, quindi si infuriarono. I messicani sembravano in attesa di qualcosa. Poi d’un tratto si rimisero di nuovo in moto. Uno di loro finalmente spiegò agli scienziati che cos’era successo: “Eravamo andati troppo veloci e ci eravamo lasciati indietro l’anima. Ci siamo fermati ad aspettarla”. Detto questo, aggiungerei l’importanza della vita all’aperto, del contatto con la natura, con la terra e gli ormai noti benefici che tutto ciò apporta nel migliorare l’umore e ridurre lo stress. Prendersi cura di una pianta equivale al prendersi cura di sé. Non vi sono limiti, si può cominciare in qualsiasi momento della propria vita. Curare l’orto, un giardino o semplicemente delle fiorire in terrazzo, permette di sviluppare la capacità di gestire le frustrazioni poiché, se non si raggiunge il risultato tanto atteso, non si può far altro che imparare a sopportare gli insuccessi. L’utilità di tale attività di “gardening” sta nel fatto che per raggiungere dei risultati stabili e soddisfacenti, è necessario impegno, tempo e pazienza, come in molte altre attività utili al raggiungimento di un equilibrio mente-corpo. Ovviamente, in molte situazioni personali, non sarà sufficiente il giardinaggio, però, questa potrebbe davvero rivelarsi un’esperienza unica. Possiamo pensare alla nostra vita come a un giardino: i fiori sono i pensieri sani e flessibili, l’accettazione di sé e della propria “fallibilità”, invece, le erbacce sono il giudizio, l’evitamento e il perfezionismo (Willson e Branch, 2006). Va da se che per avere un giardino rigoglioso non è sufficiente interrare le piante preferite, bisogna invece innaffiare, concimare, tagliare le erbacce, preservare dagli inverni rigidi regolarmente. Non va tralasciato il fatto che molto spesso delle erbacce risultano essere molto resistenti, richiedendo così un duro lavoro costante e paziente. Infine, nel proprio giardino si possono provare nuove colture, nuovi accorgimenti per migliorare le infiorescenza, al pari delle proprie vite che necessitano di nuovi stimoli, nuove energie. Per ottenere fiori e frutti ci vuole pazienza e rispetto della ciclicità della vita. Parola di Counselor!

Per scrivermi, per pormi domande e per approfondire i temi che affronto:  This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.   
LA MIA PAGINA E' QUESTA
PER ISCRIVERTI AL GRUPPO FACEBOOK
PER APPROFONDIRE LEGGI E VAI A RITROSO NEI LINK

Sostieni Rossoparma con una donazione