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Ambiente animali rinoceronte bianco Enthoerntes NashornNei giorni scorsi purtroppo l’umanità ha ricevuto una notizia davvero sconcertante in merito all’estinzione dell’ennesima specie animale, trattasi questa volta di Sudan, l'ultimo esemplare di rinoceronte bianco settentrionale, è morto lo scorso 19 marzo in Kenya, nella riserva di Ol Pejeta Conservancy.

Aveva 45 anni ed era malato da tempo. La gravità della notizia sta nel fatto che ora, della sottospecie restano solo 2 femmine, anch’esse anziane. Pare che abbiano conservato, negli anni, il seme di Sudan e che sperano in una fecondazione assistita delle due femmine, con la speranza che entrambe o una delle due possa dare alla luce un baby di rinoceronte. Non ci resta che aspettare se la natura accetterà o meno questo tentativo da parte della scienza. Nel frattempo, ci sembrava doveroso rendere onore ai rinoceronti ricordandoli in questo articoli del giovedì di Rosso Vivo. Questi maestosi mammiferi comparvero sul pianeta Terra circa 40 milioni di anni fa, diffondendosi in Asia, Africa, Europa e Nord America. Ad oggi, delle 30 specie ne rimangono 5 (quattro e mezzo ormai, vista la scomparsa di Sudan), specie che vivono in Asia e in Africa. I rinoceronti residenti nel continente asiatico sono suddivisi in tre specie differenti: quello indiano, quello di Giava e quello di Sumatra. In totale sono 3.200 rinoceronti che vivono in piccole aree isolate, di questi quelli di Giava sono solo 60 esemplari e rischiano l’estinzione anno dopo anno! I loro cugini africani invece sono di due specie, il rinoceronte nero che è quella che si trova in grave pericolo di estinzione e il rinoceronte bianco, di cui per l’appunto Sudan era l’unico rinoceronte bianco settentrionale rimasto al mondo. Ma perché questa moria, nei secoli, di questi animali che trascorrono la maggior parte del loro tempo brucando erba e godendosi lunghe immersioni in pozze di fango, dove possono restare anche in ammollo fino a 9 ore al giorno. A minacciarli, da sempre, assieme ai loro parenti elefanti, è il commercio di corni.
La guerra dei corni infatti, ha ucciso la metà dei rinoceronti durante gli anni settanta e oggi i bracconieri agiscono in modo sempre più devastante utilizzando elicotteri e armi automatiche. In soli 3 anni abbiamo perso 1349 corni: la richiesta del corno di rinoceronte è alla radice della quasi estinzione di queste specie. (citiamo dati statistici provenienti dalle grandi associazioni animaliste a livello internazionale, non spariamo cifre a caso). Inoltre, pare che la medicina tradizionale cinese utilizzi ancoro il corno di rinoceronte polverizzato per guarire febbre, epilessia, malaria, avvelenamenti e ascessi, trasformandolo di conseguenza in un bene alquanto pregiato dal valore elevatissimo sul mercato nero, rappresentando un forte incentivo al bracconaggio. Ma di certo non sono gli unici ad incentivare questa macabra caccia, nello Yemen, ad esempio, il corno di rinoceronte viene utilizzato come manico della “Jambiya”, il tradizionale pugnale ricurvo. Ma gli occidentali non sono da meno, souvenirs e trofei sono davvero molto ambiti dai facoltosi,
contribuendo all’uccisione del 90% dei rinoceronti in Kenya, Tanzania e Zambia e alla loro estinzione in ben 7 paesi. Vi sono però anche buone notizie, o almeno rassicuranti: molte associazioni animaliste e ambientaliste di stampo internazionale, negli ultimi decenni hanno dato vita a progetti grazie ai quali la popolazione dei rinoceronti africani è aumentata con un tasso di crescita del 7,2%. Insieme al network TRAFFIC (Trade Records Analysis of Flora and Fauna in Commerce) il WWF ad esempio combatte il commercio illegale di specie, e attivano lo spostamento di rinoceronti neri per mantenere stabile la riproduttività delle popolazioni nella zona di KwaZuku-Natad. Non solo, insieme all'IUCN (The World Conservation Union) lavorano attivamente per la conservazione delle popolazioni di rinoceronti rimaste. Ciò include obbligatoriamente l'assistenza ai governi che si sforzano in ogni modo per proteggere le specie contro il bracconaggio e preservare ciò che resta dei loro habitat, la riproduzione in cattività, e la pressione sui paesi perché vietino qualsiasi commercio interno ed esterno dei corni. Abbiamo rintracciato questa sorta di registro chiamato Status Classificazione Red Data Book IUCN, non proprio aggiornato a ieri ma decisamente palesa la gravissima situazione in cui versano i rinoceronti: Rinoceronte bianco CR-Critically Endangered (gravemente minacciata); Rinoceronte di Sumatra CR-Critically Endangered (gravemente minacciata); Rinoceronte nero (diverse ssp.) CR -Critically Endangered (gravemente minacciata); Rinoceronte della Sonda CR-Critically Endangered (gravemente minacciata); Rinoceronte indiano EN-Endangered (minacciata). Come sempre non ci resta che agire urlando in coro un NO altisonante a questa moria e informando ogni singolo abitante della Terra dell’importanza di preservare quello che di più caro abbiamo, l’ecosistema, in ogni sua più piccola parte.

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