0
0
0
s2smodern

Donna Spesa in bici2Lasciare l’automobile parcheggiata nel garage e spostarsi in bicicletta è un vero e proprio toccasana per la salute.

Ma non solo: se tutti gli europei decidessero di utilizzare la bicicletta al posto dei mezzi a motore per gli spostamenti cosiddetti brevi (parliamo di appena 5 chilometri al giorno), si raggiungerebbero in un batter di ciglia la metà degli obiettivi finalizzati a ridurre le emissioni dei trasporti in Europa. Muoversi in bike fa bene alla salute, rispetta l’ambiente, ci fa risparmiare parecchi soldi tra carburanti, parcheggi, cambio gomme, e inoltre crea nuovi posti di lavoro. Non per niente negli ultimi anni si è iniziato a parlare della Bikeconomy, un macrosistema che valuta in termini economici tutti i vantaggi sanitari, sociali e ambientali connessi all’utilizzo della bicicletta. Un esempio da prendere come portabandiera è quello della città di Copenaghen, città danese nella quale il 26% degli spostamenti avviene pedalando. Se tutte le città europee seguissero l’esempio della capitale della Danimarca, si creerebbero automaticamente 76.600 nuovi posti di lavoro. A raggruppare tutti i vantaggi della bicicletta è stato il primo rapporto dedicato alla Bikeconomy, a cura delle Fondazione Manlio Masi (ne prendiamo qui di seguito i dati forniti dalla stessa Fondazione). Presentato durante il Forum Nazionale sulla Bikeconomy, al Museo Maxxi di Roma, lo studio ha analizzato le ricadute positive della bicicletta sull’ambiente, sulla salute e sul turismo. Stando alle cifre riportate nel rapporto, aumentando l’utilizzo della bicicletta fino all’11% del totale dei trasporto entro il 2030 e fino al 14% entro il 2050, la società potrebbe risparmiare circa 24 trilioni di dollari in carburante, emissioni di anidride carbonica e costi diretti dei mezzi di trasporto. Rispettando l’ambiente senza spendere alcun soldo in carburante, come anticipato, potrebbe inoltre favorire il rinvigorimento della nostra salute, facendoci risparmiare ulteriromente. A tale riguardo, uno studio statunitense ha infatti dimostrato che i costi dell’assistenza sanitaria riguardanti l’inattività fisica si collocano tra i 24,3 e i 37,2 miliardi di dollari, ovvero tra il 2,4% e il 3,7% dell’ammontare complessivo dell’assistenza sanitaria. Alla luce di questi dati, non può stupire il fatto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia valutato in 110 miliardi di euro, nel solo contesto europeo, il risparmio che si potrebbe ottenere con un maggiore utilizzo della bicicletta, in quanto mezzo che ci “obbliga” ad una attività fisica. Se volessimo invece dare un’occhiata al semplice aspetto della salute, senza tener conto del lato prettamente economico, possiamo pensare che un anno di bicicletta, con una media di circa 2.590 chilometri pedalati (circa 7 chilometri al giorno) può aumentare la prospettiva di vita di una persona. Non vi abbiamo ancora convinto? Bene, aggiungiamo questa ulteriore notizia prettamente economica e di opportune possibilità lavorative eventuali: vi presentiamo il ciclo-turismo. Un crescente fenomeno annuale che nel nostro continente muove ormai 44 miliardi di euro. Si è calcolato che ogni singolo chilometro di ciclabile turistica ha un indotto stimato tra i 110.000 e i 350.000 euro. Niente male direi! Non deve quindi sorprendere che in Italia (purtroppo ancora non il massimo per quanto riguarda le infrastrutture e le piste ciclabili spesso bizzarre, impraticabili, malandate) ci siano molti progetti in attesa di sviluppo: gli obiettivi più audaci sono la pista ciclabile VENTO, che pare sorgerà lungo gli argini del Po, con ben 679 chilometri totali, e il Grab di Roma, una vera e propria ciclovia per turisti, la quale con i suoi 40 chilometri dovrebbe coprire un’invidiabile percorso archeologico nella città eterna (già messa in discussione e rivalutata più e più volte con assurde richieste di condivisione di marciapiedi, parcheggi e sensi unici alla ciclovia…un compromesso al quale molti cittadini non sono disposti ad accettare mentre altri non hanno nessuna intenzione di rinunciare a spine di pesce di parcheggio per chilometri e chilometri di riqualificazione urbana ad impatto zero). In attesa del rafforzamento delle alquanto inesistenti infrastrutture italiane, per ora le mete più amate del ciclo-turismo europeo sono Francia e Austria. Il fiore all’occhiello della Bikeconomy europea è però il progetto EuroVelo, una rete ciclabile di oltre 66.000 chilometri su 12 percorsi: a lavori terminati (per ora i chilometri effettivamente percorribili sono 45.000) il continente sarà percorribile in lungo e in largo, con ben 4 itinerari sul territorio italiano. E detto ciò, gli italiani purtroppo non pedalano molto, anzi, pochissimo, nonostante l’Italia sia un Paese Leader in Europa per la realizzazione di biciclette e componenti ciclistici, con più di 8.000 lavoratori nel settore. Non ci mancano dunque i mezzi per pedalare (escludendo il sopracitato problema delle infrastrutture, nota dolente) è la voglia e la mentalità che manca. Eppure qualcosa lentamente sta cambiando. Allora aMici del giovedì di Rosso Vivo, prima giornata utile di primavera, pedali ai piedi e via liberi a sfrecciare per parchi e borghetti. Ricordate però che i sensi unici, i semafori e gli stop vanno rispettati per la vostra incolumità e per quella altrui.

PER APPROFONDIRE LEGGI E VAI A RITROSO NEI LINK

Sostieni Rossoparma con una donazione

06 RossoParma banner

07 RossoParma banner

01 RossoParma banner

02 RossoParma banner

03 RossoParma banner

04 RossoParma banner

05 RossoParma banner

06 RossoParma banner

07 RossoParma banner

01 RossoParma banner

06 RossoParma banner

07 RossoParma banner

01 RossoParma banner

02 RossoParma banner

03 RossoParma banner

04 RossoParma banner

05 RossoParma banner

06 RossoParma banner

07 RossoParma banner

01 RossoParma banner