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Ambiente animali coccodrilli scuoiatiGli animali vittime di atrocità a causa del loro utilizzo nella moda delle passerelle sono davvero innumerevoli.

Uno alla volta verrà loro reso omaggio, rendendo note le crudeli torture che non di rado sono costretti a subire per il capriccio di un capo firmato, all’ultima moda e considerato dalle masse come simbolo di prestigio, agiatezza, superiorità sociale. Balle, chiedetelo ai coccodrilli ad esempio che allevati per la loro pelle sono vittime di terribili crudeltà. Stiamo parlando di creature antichissime e pressoché perfette. Rettili che comparvero sulla Terra quasi cento milioni di anni fa e che da allora sono rimasti immutati. Parliamo di animali dalle notevoli capacità cognitive che solo da pochissimi anni gli studiosi del settore stanno iniziando a comprendere. Essi sono ad esempio in grado di utilizzare strumenti per cacciare, sono in grado di amare e apprezzano il gioco. Enormi predatori e genitori molto premurosi, mostrano difatti sorprendenti cure parentali per i loro piccoli. Queste meraviglie della natura sono sopravvissute all’estinzione di massa che ha spazzato via i dinosauri, eppure oggi, vengono torturate dall’essere umano per motivi del tutto ignobili e futili. Vengono cacciati o allevati per la loro pelle che viene utilizzata per la creazione di oggetti considerati di lusso come: borse, cinture, scarpe, portafogli e molti altri accessori. Fino a poco più di trenta anni fa la pelle di queste splendide creature proveniva da esemplari selvatici catturati in Sud America e nel Centro America, decimandone popolazioni numerose. Fu nell’ormai lontano 1975, la Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione (Cites) a contribuire la protezione dei rettili, facendo però nascere nel contempo l’allevamento di coccodrilli. Essi si trovano principalmente in Asia, Africa, Australia e Stati Uniti, Paesi che poi ne esportano le pelli in tutto il mondo. La richiesta di pelle di coccodrillo è in crescita costante ancora oggi e viene impiegata da molti marchi dell’alta moda internazionale. Quello che vi stiamo descrivendo non è ovviamente frutto delle nostre fervide immaginazioni ma il resoconto di ormai note pratiche documentate dalla Peta, organizzazione che lotta per i diritti animali, attraverso dei video, a dir poco terrificanti, nei quali vengono mostrate le vere e proprie torture cui sono sottoposti i coccodrilli prima di essere uccisi. Gli animali vengono incisi quando sono ancora vivi e coscienti, poi viene loro inserita un’asta metallica nelle colonna vertebrale nel tentativo di strapparne il cervello, mentre si dibattono letteralmente folli di dolore. Questo metodo causa una morte estremamente dolorosa e lunga per gli animali che spesso restano coscienti per più di un’ora dopo che il midollo spinale viene reciso. L’allevamento vietnamita in questione, ad esempio (non è ovviamente l’unico come già citato qualche riga più in alto), ospita migliaia di coccodrilli e ne macella circa 1.500 ogni tre mesi. Circa cinquemila animali vivono in minuscole vasche di cemento, incapaci di contenerli e piene di acqua stagnante. I coccodrilli vivono in queste inimmaginabili condizioni per circa quindici mesi prima di essere macellati. Purtroppo, quanto documentato in questo allevamento non è l’eccezione bensì la regola, difatti una precedente indagine sempre da parte di Peta aveva mostrato le atrocità degli allevamenti di coccodrilli in Zimbabwe e negli Stati Uniti. Ultima postilla in merito: per ottenere borse e altri accessori vengono uccisi animali giovani, poiché la pelle degli adulti potrebbe risultare “danneggiata” nelle lotte tra maschi per il territorio o per le fasi di accoppiamento. Vogliamo trovare dei colpevoli? Gli allevatori che operano in questo settore, i marchi di moda che utilizzano pelle di coccodrillo e coloro che acquistano e indossano questi prodotti e che ritengono assurdamente elegante indossare la pelle di un animale scuoiato vivo. Cambiare si può, magari lentamente, eppure parlarne, senza nascondersi dietro a finte scenate di svenimento emotivo è certamente un modo, tra i tanti, per sensibilizzare e per prendere atto che nessuna vita vale una passerella in centro o un aperitivo “chiccoso” tra amici.

GUARDA IL SITO DELLA PETA CUI ABBIAMO FATTO RIFERIMENTO NELL'ARTICOLO

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