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Ambiente animali oche spennatePeriodi di saldi, cari aMici del giovedì di Rosso Vivo. Niente di più allentante, poter comprare capi ed accessori d’abbigliamento a prezzi scontati. Eppure anche in questa occasione le nostre coscienze dovrebbero fare da padrone e ricordare sempre di che materiale son fatti i vestiti che acquistiamo in balia della ressa dei saldi e soprattutto se provengono da animali o meno.

Nello specifico sto parlandovi dei capi in calda e soffice piuma d’oca. Siete davvero a conoscenza del fatto che la pratica per ottenere le soffici piume che vengono utilizzate per l’imbottitura di piumini, cuscini, giacche a vento, coperte (per citare gli usi più comuni) è particolarmente cruenta? Le piume non vengono raccolte in un giardino felice e tantomeno in attesa che esse cadano durante il volo delle oche migratorie.

Esse provengono prevalentemente dallo “spiumamento” di oche vive allevate in modo intensivo, allevamenti che si trovano per lo più in Francia e nei paesi dell’est europeo quali: Polonia e Ungheria. In Italia questa pratica non è molto diffusa e si tratta generalmente di situazioni artigianali o semi intensive, eppure noi italiani siamo degli assidui consumatori di piume. Vi spiego la sofferenza di queste povere ochette sono costrette a subire per il semplice gusto di indossare o scaldarci con tessuti imbottiti del loro piumaggio, piumaggio che può molto eticamente essere sostituito da imbottiture sintetiche e tecniche di gran qualità e senza causare sofferenze a nessun essere alato. Negli allevamenti intensivi le oche vengono ovviamente rinchiuse in spazi ristrettissimi, possono arrivare a conviverne fino a 5 per metro quadrato, una sorta di sovraffollamento carcerario.
Durante i primi mesi di vita subiscono due spiumature, eseguite manualmente da un addetto che le tiene tecnicamente tra le ginocchia strappandogli il piumino dal petto e dal collo, come noterete dall’immagine allegata all’articolo odierno) con entrambe le mani. Per noncuranza e fretta, troppo spesso capita che si strappino lembi di pelle alle oche, che vengono ricuciti alla meglio dagli stessi operai, senza alcuna anestesia. Questa pratica dolorosa e traumatica definita spiumaggio, viene effettuata per la prima volta all’età di otto settimane circa, per poi essere ripetuta ogni due mesi, sì avete letto bene, ripetuta ogni due mesi. Va da sé che col tempo la qualità delle piume inizi a diminuire per l’estremo sfruttamento e che le oche, ormai non più utili al loro fine, vengano mandate al macello, oppure in alcuni allevamenti vengano destinate alla produzione del temibile fegato grasso d’oca, dove le oche verranno sottoposte ad un’alimentazione forzata per diverse settimane. Tale pratica, chiamata gavage, avviene tramite un tubo metallico infilato nell’esofago delle oche, con lo scopo di farne ingrossare e ammalare il fegato, per produrne, una volta uccise, il paté di foie gras. Tornando al nostro “amato” piumino d’oca appena acquistato, va esplicitato che in effetti non tutte le piume provengono da animali spennati vivi, difatti, altre vengono strappate dopo la macellazione, spesso da macchine elettriche e non in maniera manuale. Spero che questo non allevi troppo le coscienze di nessuno. Molte ricerche confermano che in libertà questi deliziosi animali vivrebbero 10/15 anni, mentre a causa di questa produzione indegna e spregevole vengono uccisi a soli 4 mesi di vita. Le alternative ci sono eccome: innanzitutto impariamo a leggere le etichette attentamente e poi optiamo per imbottiture in fibre sintetiche o del tutto naturali quali il bambù, ottimo regolatore di temperatura e umidità, con effetto antibatterico. Fibre di mais, anallergico, morbido, elastico e soffice al tatto, dalle elevate proprietà isolanti e assorbenti. In ultimo restano la fibra del lino e del cotone, naturali, economiche e soprattutto ecologiche e decisamente non sporche di sanguinarie torture. Fate un giro in rete e scoprite voi stessi filmati e documentari di quanto scritto oggi. Scegliamo con la testa e con la giusta morale per il benestare di ogni creatura vivente. Buono shopping e al prossimo giovedì di Rosso Vivo.

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