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Uomo attacco di cuore infartoIl 13 novembre è la giornata mondiale della gentilezza. Se tanta importanza viene affibbiata ad una condizione quale l'essere gentile, ve ne saranno degli ottimi motivi e propositi non solo individuali ma anche sociali.

Quando fai qualcosa, qualsiasi cosa, che esso sia un gesto o una parola gentile per qualcun altro, ci si senti bene, solitamente. Gli atti di bontà gratuita, sono spesso accompagnati da mero “calore” emotivo, il quale produce l’ormone ossitocina, che provoca il rilascio di una sostanza chimica chiamata ossido nitrico nei vasi sanguigni, che ha la funzione di dilatare i vasi sanguigni, riducendo così la pressione sanguigna e proteggendo il cuore. Ecco perché esternare altruismo, tolleranza, disponibilità è a tutti gli effetti un vero e proprio passo importante per proteggere la salute del nostro cuore oltre a quello della nostra mente. Ma non finisce qui: una ricerca mostra che l’ossitocina, riduce i livelli di radicali liberi e l’infiammazione del sistema cardiovascolare rallentandone così l'invecchiamento alla fonte. A livello sociale e relazionale possiamo asserire fermamente che a chiunque piacciono le persone che mostrano gentilezza nei nostri confronti. Questo perché la gentilezza riduce la distanza emotiva tra due persone e così ci si sente più “legati”, collaborativi. Vi sarete accorti che spesso e volentieri gli altri ci ispirano a essere gentili, creando una sorta di catena della gentilezza. Proprio come una pietra gettata in uno stagno, la gentilezza crea un susseguirsi di onde sulla superficie dell’acqua, estendendosi verso l’esterno, toccando la vita altrui in maniera propositiva. Chi è gentile sa essere aperto e rispettoso, dimostra tolleranza e ascolto verso gli altri e conosce i valori dell’affidabilità e della reciprocità. Khalil Gibran ha scritto che: “tenerezza e gentilezza non sono sintomo di disperazione e debolezza, ma espressione di forza e di determinazione“. La gentilezza è correlata al benessere, alla resilienza, alla creatività e alla stabilità relazionale. Chi matura un atteggiamento positivo incondizionato e realistico, nei confronti degli altri, è più resistente agli eventi critici del ciclo di vita e ha più probabilità di maturare i propri talenti e realizzare obiettivi personali e professionali. Essere gentili non è, come si crede, più complesso dell’essere insolenti. Espressioni come “Grazie”, “Posso aiutarti?”, “Offro io”; azioni come una telefonata a un amico in difficoltà, fare un complimento a qualcuno, far passare la fila al supermercato a chi, dopo di noi, ha un solo articolo, sono solo esempi di piccolissime azioni, che possono riportarci al valore della gentilezza e favorire il nostro benessere. Potrebbero sembrare inezie, ma sono i semi della gentilezza, e conviene piantarli: sono resistenti e attecchiscono in ogni terreno, a qualsiasi età, a volte è solo una questione di tempo. Parola di Counselor! Colgo l'occasione per fare i miei più sentiti auguri di buon Natale e per un inizio di anno tutto effervescente e all'insegna della crescita personale. Un periodo di riposo è necessario affinché chi scrive e chi legge possa metabolizzare le informazioni dei mesi scorsi e soprattutto possa dedicarsi alla centratura di sé. Ci ri-leggeremo puntuali, ogni sabato, tra un paio di settimane. Grazie per questo anno trascorso assieme! Per scrivermi, per pormi domande e per approfondire i temi che affronto: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. 
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