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ZFoto timidezza come non arrossire diventare rossiMi capita che alcuni clienti si lamentino del loro essere timidi, introversi: “dottoressa, arrossisco anche dal panettiere sotto casa, ma si può? Mi sento uno stupido. Si figuri con le ragazze o con il mio capo, neanche riesco a dire una parola, arrossisco e chino il capo.”, mi scrive Eugenio.

Il fatto è che normalmente tendiamo a pensare alla timidezza come un lato di noi del tutto negativo, da estirpare come si fa con la gramigna in un campo di grano. La difficoltà a mantenere gli occhi negli occhi, mani sudaticce, respiro affannoso, palpitazioni a mille, le guance, le orecchie, il collo che si infiammano e la saliva in bocca pare venga meno e non riusciamo più a spiccicare una mezza parola. Se non si tratta di un vero e proprio disturbo d’ansia sociale, sarebbe molto importante accettare il fatto che la timidezza non è altro che un lato della propria personalità che, esattamente come l’estroversione, ha i suoi vantaggi. Riuscire a rivalutare ogni caratteristica delle persone timide in un’arma per il successo, anche se sembra difficile è fattibile. In prima istanza le persone timide risultano essere dei grandi osservatori poiché colgono, spesso e volentieri, aspetti di una conversazione che altri normalmente non colgono. Inoltre l’essere timido non è sinonimo di solitari o asociali. Questo aspetto è stato confermato anche da uno studio nel quale è stato rilevato che i bambini che a 18 mesi mostravano un temperamento timido, all’età di 3 anni avevano migliori abilità di cogliere la mente degli altri. Spesso, le persone timide sono più riflessive, creative e stimolano maggiormente il loro pensiero critico. Essere riflessivi permette, in molti casi e in molti campi, di prendere decisioni in maniera adeguata, a pensare prima di agire o parlare, evitando quindi fraintendimenti e situazioni spiacevoli a livello sociale. Come negare che i timidi sono degli ottimi ascoltatori e per questa loro dote risultano molto empatici, ottime qualità per tutte quelle professioni di contatto con gli altri. Di fronte a una persona che sa ascoltare, in genere, ci si sente accettati e felici di avere comunicato con lui. Inoltre, i timidi spesso appaiono meno “minacciosi” di altri e ciò li rende socialmente più accessibili. In aggiunta, gli studi hanno dimostrato che i comportamenti dovuti al nervosismo (agitazione, sudore, rossore…) potrebbero essere legati all’alto funzionamento mentale della persona. Le ragioni neurologiche di ciò non sono ancora del tutto chiare e vi sono diverse spiegazioni in merito, nessuna definitiva. Vi è ad esempio la teoria del sovraccarico cognitivo, la quale ritiene che quando abbiamo a che fare con pensieri o problemi complessi tendiamo a scaricare il sovraccarico cognitivo tramite il movimento, liberando quindi risorse mentali per il ragionamento e l’attività mentale. Ad ogni modo, ciò che potrebbe essere a prima vista interpretato come impaccio, non sempre è quello che sembra. Per ultimo ma non per questo meno importante, i timidi, gli introversi, tendono a stabilire relazioni amicali profonde e durature. A questo punto credo che dover superare la timidezza ad ogni costo non sia poi cosa del tutto necessaria. La timidezza diventa un mero problema solo quando interferisce con la nostra vita, portandoci ad evitare le relazioni o ad avere difficoltà sul lavoro, parliamo in questo caso estremo di fobia sociale. In tutti gli altri casi, trattasi di un aspetto del funzionamento umano che ha numerosi vantaggi (leggi sopra) che assolutamente andrebbero coltivati e accolti serenamente. Parola di Counselor!
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