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Ambiente ortofrutta supermarketCari amici di Rosso Parma, come ogni Domenica eccomi qui a raccontarvi un’altra situazione che probabilmente molti di noi si sono ritrovati ad affrontare.

Vi è mai capitato di sentirvi poco bene al lavoro? Magari in una di quelle giornate infernali dove non ci si ferma mai… come hanno reagito i vostri superiori? Perché purtroppo, può ancora capitare, che la risposta dei capi non sia proprio quella più scontata, e appropriata oserei dire. Questa è la storia di una notte fredda e piena di lavoro, e di due colleghe che si danno man forte. La nascita del sodalizio davanti alle avversità è forse l’arma più potente per superare i problemi.
Era una notte parecchio fredda al reparto ortofrutta. Quel supermercato che da poco rimaneva aperto 24 ore al giorno, era motivo di orgoglio per i direttori che si vantavano di quanto il negozio fosse all’avanguardia, il primo nella zona. In realtà dopo le 22 i clienti erano veramente pochissimi, e gli operatori non riuscivano a comprendere i vantaggi del nuovo orario. Orario esteso, e secondo loro non adeguatamente compensato da nuove assunzioni. La conseguenza per chi lavorava era scontata: l’aumento automatico dello straordinario.
Quella notte il supermercato era deserto, gli operatori dovevano quindi occuparsi di sistemare la merce, pulire e riordinare il negozio. Nel reparto ortofrutta erano di turno due colleghe che spesso si erano ritrovate a lavorare insieme. Fra loro era nata una buona intesa e questo le rendeva sinergiche nello svolgimento delle mansioni. Una di loro però, quella sera non era per nulla in forma. Paola era una giovane donna sui 35 anni, aveva 2 bimbi piccoli ed era stata assunta nel supermercato con un contratto di sei mesi. Era una persona solare e una lavoratrice instancabile.
Quella notte tuttavia, faceva molta fatica. Aveva dei momenti in cui stava visibilmente male e la si vedeva rallentare per poi riprendere a sollevare la merce. Dopo qualche ora la sua collega, una ragazza di nome Marta la rimproverò.
“Ma perché non sei rimasta a casa stasera? Sei veramente un rottame!”
“Grazie tesoro!”
“Davvero eh? Più del solito!”
Fra le due colleghe era nato un rapporto di amicizia, per loro era un sollievo lavorare insieme, soprattutto la notte. Erano in grado di fare squadra e il tempo passava più velocemente.
“Non voglio andare in malattia, c’è troppo da fare e fra una settimana mi scade il contratto.”
“Ho capito Paola, ma se non stai bene …non è che hai fatto tutte queste assenze!”
Paola invece era preoccupata che stare a casa avrebbe potuto pregiudicarle il rinnovo. Il mese prima era mancata tre giorni perciò fece un sorrisetto e ricominciò a sistemare la frutta. Il tempo passava e i dolori si fecero sempre più forti, tutti avevano capito che stava poco bene. Tutti, tranne il direttore.
Marta, che la osservava dall’inizio del turno perse la pazienza, prese Paola per un braccio e la accompagnò in sala ristoro. “almeno prenditi un té caldo! Tanto non puoi lavorare così, aggiungerei che dovresti andare a casa…ma tanto non mi ascolti mai”
Il direttore era proprio lì, in sala ristoro. La ragazza era in preda alle fitte perciò Marta prese la parola “Paola non si sente bene, l’ho portata a prendere un té caldo, vediamo se la aiuta un po’”
“Paola, che hai? Siediti…prendi il té”
Ormai la ragazza aveva le lacrime per il dolore.
“Dai Paola tanto ti passa eh?….E tu Marta, invece che fai, hai bisogno di qualcosa? Torna dentro”.
La ragazza tornò in reparto infuriata e riprese a sistemare quelle cassette di frutta gelida. Dopo pochi minuti Paola era nuovamente al suo fianco “tanto mi passa…hai sentito?” disse rassegnata, ”dai rimettiamoci al lavoro e speriamo di finire alla svelta”
Marta rise scuotendo la testa. Sapeva che quella notte sarebbe stata un disastro. Per sdrammatizzare, si caricò trionfalmente due cassette sulle spalle: la propria e quella della collega. “ Tesoro ci penso io! Facciamo che io carico…tu invece apri le buste e porti via quelle vuote, visto che ti piace tanto stare con me!”.
“Ma ce la fai?”
“Tu mi sottovaluti continuamente Paola! Per favore lasciami lavorare”
Andarono avanti così per più di due ore, cercando di non farsi vedere troppo dal direttore. Una trasportava i carichi per entrambe, l’altra cercava di agevolarle il lavoro più che poteva. Col passare del tempo però, i dolori peggiorarono e finalmente Paola si convinse ad andare a casa. Non ce la faceva più.
Il giorno dopo telefonò per comunicare una malattia tre giorni. Aveva molta paura per il suo contratto ma dopo quella notte, i dolori erano diventati così insostenibili da impedirle di camminare. Al pronto soccorso le diagnosticarono un calcolo renale.
Quando dopo alcuni giorni le comunicarono, che il contratto le sarebbe stato rinnovato di altri sei mesi, si sentì piuttosto stupida. Marta invece rideva di gusto pensando ai caffè gratis che si era guadagnata.

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