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Rocco Rosignoli ShirVenerdì 26 gennaio 2018, vigilia del Giorno della Memoria, presso lo Spazio Culturale Orologio di Reggio Emilia, ha debuttato “Shir”, spettacolo dedicato alla musica di matrice ebraica del cantautore parmigiano Rocco Rosignoli. Rosignoli, che negli anni ha approfondito molti aspetti della cultura ebraica, a partire dalla lingua per arrivare fino alle forme musicali tradizionali, ha voluto impostare la serata in modo particolare.
Lo spettacolo è stato diviso in due parti, una prima dedicata alle musiche della tradizione, con uno sguardo particolare alle musiche di matrice ebraica che si sono modificate nel tempo e nello spazio per arrivare fino ai nostri giorni; ma la narrazione ha anche mostrato come lo scambio nei secoli di diaspora sia stato reciproco, al punto che l'odierno inno dello stato di Israele affonda le sue radici in una melodia popolare nota come “Ballo di Mantova”.
Si è parlato (e suonato) di Salomone Rossi, compositore rinascimentale ebreo, ma anche del genere Klezmer, tipico degli ebrei askenaziti, di cui Rosignoli ha intepretato alcune melodie al violino, con l'aiuto di Federico Buffagni al flauto.
La seconda parte dello spettacolo invece ha trattato del campo specifico di Rocco Rosignoli, ossia della canzone d'autore. Il musicista ha voluto mettere in evidenza le influenze portate da artisti di origine ebraica nella canzone del dopoguerra, partendo da Bob Dylan (nato Robert Allen Zimmerman), premio nobel dall'animo profetico, passando in Italia per i Cantacronache, il cui nucleo originario vedeva molti musicisti ebrei passati per la tremenda esperienza delle leggi razziali, e per Herbert Pagani, di certo il più fieramente ebreo tra i cantautori italiani. E per chiudere la trattazione, Rosignoli ha raccontato di Leonard Cohen, per il quale ha dichiarato la sua predilezione, narrandone la poetica fatta di opposti che si fondono, e regalando al pubblico una sentita esecuzione del capolavoro “The stranger song”.
“Lo scopo di questo spettacolo”, ha ribadito Rocco Rosignoli, “è quello di mostrare che il popolo ebraico non è stato storicamente solo una vittima, come a volte viene dipinto, ma un protagonista attivo della storia del mondo e dell'Europa, che sicuramente ha sofferto l'emarginazione, ma ha anche saputo ribellarsi e combattere, come avvenne durante l'occupazione nazista nel ghetto di Vilna, in Lituania.” E dei partigiani ebrei di Vilna, Rosignoli ha intonato l'inno, da lui stesso tradotto in italiano dallo Yiddish, “Zog nit keynmol”. Un testo fiero, combattente e partigiano, pieno di speranza in un futuro di pace.
Una speranza di cui, oggi più che mai, abbiamo tutti quanti bisogno.
Rocco Rosignoli è un cantautore e polistrumentista parmigiano, sulle scene da più di dieci anni. Ha al suo attivo quattro dischi solisti. Nel 2017 ha vinto il premio della critica al Concorso Nazionale per Cantastorie “Giovanna Daffini”. Collabora con Lee Colbert (cantante della Moni Ovadia Stage Orkestra), con Alessio Lega (Targa Tenco 2004), con il cantautore carrarino Davide Giromini e con l'amico e concittadino Francesco Pelosi. Conduce il laboratorio per le scuole “Shir!” presso il Museo Ebraico Fausto Levi di Soragna (PR), il primo in Italia dedicato alla musica ebraica. Da settembre 2016 dirige il Coro dei Malfattori di Parma.

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