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ZFoto sparagna vincenzoIntervista a un intellettuale atipico, creatore di Frigidaire e della Repubblica di Frigolandia

Domani sera, venerdì 24 Marzo, al Teatro Comunale “Adolfo Tanzi” di Felegara, alle 21, si terrà una serata molto speciale e unica nel suo genere.
Sul palco infatti salirà Vincenzo Sparagna, scrittore, disegnatore, giornalista e agitatore culturale che negli anni ’80, insieme ad Andrea Pazienza, Tanino Liberatore, Filippo Scòzzari e Massimo Mattioli creò la rivista Frigidaire, mitico magazine satirico che proseguiva e ampliava la strada già tracciata da riviste come Il Male.
La serata di venerdì, organizzata dall’Associazione Culturale Ottotipi (che da tre anni, per conto delle amministrazioni di Fornovo e Medesano, cura la programmazione artistica di Teatri del Taro, e che ha realizzato, fra le altre, serate con Erri De Luca, Mauro Corona, Nicolò Ammaniti e Cochi Ponzoni) sarà dunque un’occasione rara per incontrare dal vivo questa particolarissima figura di intellettuale e ascoltare dalla sua voce la lunga avventura corale della sua professione e della sua vita, sempre strettamente intrecciata con la storia sociale e culturale della nostra penisola.
Abbiamo contattato Vincenzo Sparagna che in vista dell’incontro di domani sera ci ha gentilmente concesso una breve intervista.

Signor Sparagna, dopo aver creato per anni luoghi cartacei di diffusione delle sue idee, da qualche tempo ne ha creato uno di terra: la Repubblica di Frigolandia. Può raccontare in due parole a chi non conosce questa realtà di che cosa si tratta?
Insieme ad alcuni amici e collaboratori ho inaugurato la Repubblica di Frigolandia nell’aprile 2006. Dopo un primo anno impegnato soprattutto in lavori edili, il progetto si è pienamente sviluppato dal 2007 grazie alla partecipazione fondamentale di Maila Navarra, giovane disegnatrice e grafica romana. Frigolandia consiste in un gruppo di edifici e un parco recintato di due ettari. Il luogo era abbandonato da anni e il Comune di Giano dell’Umbria aveva tentato invano di affittarlo senza trovare gruppi o società interessate. Noi abbiamo invece accettato tutte le condizioni del Comune e lo abbiamo preso in concessione a pagamento fino al 2045. Naturalmente abbiamo trasferito da Roma e sistemato nei nuovi spazi tutto il nostro enorme archivio di riviste, libri, fotografie e disegni. Qui c’è la redazione di Frigidaire e delle altre riviste che inventiamo, l’ultima in ordine di tempo è Il Nuovo Male, uscito nell’ottobre 2011, e abbiamo allestito pure un interessante Museo dell’Arte Maivista, raccogliendo le immagini più significative degli autori di Frigidaire dal 1980 ad oggi. Ci sono anche delle belle stanze per accogliere i “cittadini” della Repubblica, che possono soggiornare a Frigolandia quando vogliono per qualche giorno, acquistando il nostro originale Passaporto che ha validità annuale e costa 100 euro. Il motore della nostra attività resta comunque la comunicazione su carta, attraverso il web o in altre forme, come la preparazione di mostre, dibattiti e seminari in tutta Italia.

Quale può essere, o quale spera possa essere oggi, 2017, in Italia, il ruolo di un luogo come la Repubblica di Frigolandia?
Frigolandia è un laboratorio d’arte e di pensiero posto per ragioni pratiche ed estetiche sulle dolci colline umbre, ma immerso nel mondo contemporaneo esattamente come se fosse a Milano, Parigi o New York. Crearlo è stato un modo per allontanarsi dalla cinetica quotidiana e vedere le cose con più calma e lucidità. È un’utile base per raccogliere e diffondere idee, progetti, opere, esperienze nuove. In questi primi dieci anni sono venuti a trovarci migliaia di giovani, molti dei quali hanno anche collaborato con le nostre riviste e sono cresciuti sul piano teorico e pratico. Ci frequentano disegnatori, scrittori, fotografi, cineasti, musicisti, ma anche amici non impegnati in pratiche direttamente creative, contadini, operai, lettrici e lettori appassionati. Da notare che Frigolandia è assolutamente indipendente e non riceve alcun aiuto pubblico, anzi ha dovuto già difendersi vittoriosamente da alcuni tentativi giudiziari di soffocarla. Una prova che restiamo scomodi per il potere sia al vertice che in periferia. La stessa giunta comunale di Giano, passati i primi mesi, ha assunto un atteggiamento di aperta ostilità, probabilmente per il fatto che la nostra presenza ha impedito un uso speculativo dell’area da noi occupata. In questo conta poco che l’amministrazione sia formalmente democratica, visto che ci è ostile esattamente come la destra locale. Né segnali diversi arrivano dalla Regione o dal Governo.

Fra le tante sue creazioni e idee spicca l'Arte Maivista, teorizzata in un celebre manifesto del 1985 insieme ad Andrea Pazienza e di cui a Frigolandia esiste un museo. Da dove è nato il maivismo, ma soprattutto, perchè un'arte Maivista?
Il Maivismo è una definizione beffarda, inizialmente suggerita dalla mia vastissima produzione di disegni che facevo già molti anni prima di Frigidaire, ma che pochissimi conoscevano e che Pazienza apprezzava. Opere che c’erano, ma non erano state “mai viste” (anche perché fino al 1985 non le avevo mai pubblicate su Frigidaire). Poi però con Andrea, dal quale era venuto il primo spunto, abbiamo approfondito il concetto, non solo allargandolo idealmente a tutta la nostra produzione artistica che si poneva polemicamente oltre la sterile distinzione tra arte alta e bassa, ma all’arte in generale, che è sempre stupore, sorpresa, invenzione. Il Maivismo è azione estetica che fugge verso il futuro con lo sguardo affettuoso e curioso rivolto anche a tutti i passati, senza cioè le illusioni progressiste e monodirezionali delle avanguardie storiche, e senza dipendere dai mercanti, ma solo dal gusto degli artisti maivisti.

Cosa si deve aspettare il pubblico che la verrà a vedere venerdì sera al Teatro di Felegara?
Nessun effetto speciale, spero solo che il ricordo di alcune straordinarie avventure vissute e dei grandi artisti con cui ho fatto Frigidaire, il racconto di questa nuova impresa frigolandese, insieme alle immagini maiviste prodotte e diffuse nella più totale e allegra libertà possano suscitare la riflessione e il sorriso e magari spingere qualcuno a partecipare a progetti futuri.

Un'ultima domanda: legge fumetti oggi? E se sì, quali e perché la appassionano?
Leggo molto, ma pochissimi fumetti e nessuno tra quelli delle più note produzioni pop. Apprezzo gli autori che non usano il fumetto per evadere dalla realtà, ma per raccontare il mondo e gli esseri umani in profondità. Fortunatamente ne incontriamo ancora e non cessano di apparirne sempre altri.

L’appuntamento è dunque per domani sera alle 21 al Teatro di Felegara con Vincenzo Sparagna e “L’Arte Maivista di Frigidaire”.
La rassegna Teatri nel Taro si concluderà poi con un ultimo incontro con lo scrittore Andrea De Carlo, in data ancora da definire.

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