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ZFoto Arie di cartaVenerdì 5 agosto ore 21.30
ARIE DI CARTA
da un’idea di Maria Carpaneto
interpreti e coreografie: Maria Carpaneto, Ivana Petito

immagini video: Marco Maccaferri, Andrea Canepari
drammaturgia musicale a cura di Maria Carpaneto
luci: Paolo Casati

una produzione Il Filo di Paglia e Fondazione Campania dei Festival
con il sostegno di CIMD e Quelli di Grock

vincitore premio produzione Festival Fringe di Napoli 2015

Continua il cartellone di spettacoli sul filo della fragilità, il tema conduttore di questa edizione.
In scena venerdì 5 agosto alle 21.30 il Granara Festival propone “Arie di carta” uno spettacolo di danza contemporanea interpretato e coreografato da Maria Carpaneto e Ivana Petito, vincitore del premio di produzione del Festival Fringe di Napoli 2015.
Sul palco due curiosi personaggi senza tempo, una sottile vena ironica e un passaggio continuo di stati d’animo. Una relazione che come aria traversa tutte le epoche storiche, tutte le età della vita, tutti i generi e tutte le modalità dell’essere soli (s)eppure insieme. Queste due creature si accompagnano per farsi coraggio ed esaltarsi a vicenda.
Arie di carta, una pièce ancestralmente e archetipicamente attuale e antica, vestita in abiti vintage in un ambientazione retrò.

Uno spettacolo destinato ad essere un solo. Un racconto della vita al contrario, ovvero dalla morte alla nascita, ispirato da immagini e musiche un po’ d’altri tempi, come le arie d’opera… come la carta… Alla vigilia dell’inizio delle prove, una telefonata ha cambiato il destino della creazione di questo mio nuovo lavoro. I temi, la ricerca, le immagini, i suoni, i colori si sono moltiplicati anzi duplicati: il mio lavoro è diventato il ’nostro’, mio e di Ivana.
Ci siamo incontrate, ognuna coi propri vissuti, gusti ed esperienze professionali e ci siamo ‘ascoltate’: il reciproco ascolto ha generato una nuova relazione, un linguaggio per noi nuovo, volti e storie nei quali molti possono rivedersi ed immedesimarsi, due donne/due personaggi venute da chissà dove, un duo vagamente clownesco, tragicomico che si è raccontato la propria vita fondendola in una sola ed UNICA.
Maria Carpaneto

Arie di carta è per me un atto di incontro. E’ la danza di un incontro. Parla di un me e di un te, di un io e un tu che poi altro non sono che l’umanità tutta. Racconta il miracolo e il mistero quotidiano di ogni relazione, un’opera che continua a crescere nella vulnerabilità autentica dell’ incontro.
Ivana Petito

Crediamo profondamente necessario comunicare con il gesto e sempre meno con la parola, in modo da rendere la danza, non solo universale, ma visibile ed interpretabile dal pubblico secondo il proprio vissuto e nel presente. Con Arie di carta la musica è l’elemento drammaturgico che porta le due figure femminili ad esprimersi secondo sfumature, colori ed emozioni, uniche ma al tempo stesso archetipi di altre. Stati emotivi e fisici come un paesaggio sonoro.
Maria Carpaneto e Ivana Petito

www.ilfilodipaglia.eu 
www.ivanapetito.it 

Estratti Stampa

"C'è una poesia che sa d'altri tempi. Una leggerezza che trasporta in un altro mondo. Uno stupore semplice che avvince. E c'è una danza che nasce da corde interiori, e si raccorda con movimenti che da terra s'alzano in piedi a disegnare intrecci e giravolte, vincoli e solitudini, fughe e ritorni, abbracci e mancamenti. Sembrano tenere figure beckettiane quelle cui danno respiro e consistenza Maria Carpaneto e Ivana Petito nel loro prezioso spettacolo “Arie di Carta” (vincitore del premio produzione al Festival Fringe di Napoli 2015), un teatro-danza denso di rimandi per raccontare la relazione tra due singolari creature senza tempo, catapultate sulla scena a vivere l'arco dell'esistenza […]
Una sottile vena ironica scorre nel loro rapporto vulnerabile, continuamente separate e unite anche nello scambio di personalità; una relazione che nasce e si trasfigura al suono di un clavicembalo di Bach, di una canzone francese, o di una musica d'opera, mentre in un angolo del fondo scorrono delle immagini che dall'iniziale viso di un bambino termina con quello di un'anziana, a dirci lo scorrere temporale della vita […] Anime complici, autrici di un sodalizio artistico che ha nell'ascolto e nello scambio reciproco la sua linfa creativa, Maria Carpaneto e Ivana Petito sanno raccontare il prodigio e il mistero quotidiano di ogni rapporto umano. Quello che genera altre relazioni".
Giuseppe Distefano, ilSole24Ore.com, 8 febbraio 2016

"In “Arie di carta” Maria Carpaneto e Ivana Petito, interpreti e coreografe, sono due curiosi personaggi senza tempo, nati dalla terra per narrare il luogo in cui si palesano. Anche questo è un sofisticato esperimento di teatro-danza. Figure femminili si accompagnano e sostengono tra nuvole di borotalco al suono di clavicembalo, archi e fisarmonica. Sono cigni agonizzanti dall’incedere parkinsoniano. Si fondono in un abbraccio avvolgente, complice, capace di scongiurare il limite e di sublimare nel lirismo".
Vincenzo Sardelli, KLP, 4 luglio 2015

Maria Carpaneto ha studiato danza negli USA, Francia e Milano, si è diplomata alla Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi. Ha danzato per Ellen Stuart, Adriana Borriello, Paco Decina, Cecilia Gallizia, Hervé Diasnas, Denise Lampard. Nel 2014 viene selezionata al Napoli Fringe Festival con Ivana Petito per Arie di Carta. Partecipa al lungometraggio D.A.D. per la regia di Marco Maccaferri, dichiarato opera di interesse culturale e di ricerca sperimentale dal MiBACT, che vanta anche il supporto della Film Commission Lombardia. Realizza il primo studio di Bucolive, un progetto di ricerca coprodotto da Il filo di Paglia, Swiss E-motion e l’Isola, presentato a Locarno. Nel 2013 diventa guida GAE (guida ambientale escursionistica) titolo valido a livello europeo. Perfeziona un proprio metodo didattico in natura con principi di PMD (Presenza, Mobilità, Danza), tecnica che insegna dopo anni di ricerca e formazione con il coreografo danzatore Hervé Diasnas. Nel 2012 realizza Variazioni Goldberg, progetto commissionato dal Festival Como città della musica; nel 2011 realizza il solo di danza Dunque io son, con scenografia e costumi di Micol Di Palma e suono di Attila Faravelli. Collabora con il Teatro G. D’Annunzio di Latina per Letture dal canale da ‘Canale Mussolini’ di A. Pennacchi, regia Clemente Pernarella. Nel 2010 è selezionata per Solo in azione, vetrina dei coreografi Lombardi con Aerial. Firma la sua prima regia Ogni casa combatte (omaggio a Marek Edelmann); nel 2009 fa parte della Compagnia In-stabile Teatrodentro come formatrice ed interprete all’interno della II Casa di Reclusione Milano-Bollate e di Opera, con cui crea nel 2008 Psicopathia Sinpatica. E’ coreografa della trasmissione Singing Office, prodotta da Polivideo per Skyvivo e in diverse produzioni di ASLICO dirette da Francesco Micheli. Coreografa la sigla della sit-com Don Luca, video-clip del cantante iracheno Kazem El Sahiir. E’ coreografa ne Il Trovatore per il Teatro Regio di Parma nell’OperaVerdi Festival, crea Raverie con Enrico Rava. Negli anni ‘90 presenta l'assolo Marion in diverse capitali europee ed importanti rassegne italiane. Ha collaborato a Losanna a Silenxieu, creazione collettiva con Sylvie Courvoisier, Mark Feldmann, Walter Quintus.

Ivana Petito è nata a Napoli nel 1975. Diplomata all'Accademia Lyceum Mara Fusco di Napoli, laureata in lettere moderne presso l'Università degli studi Roma Tre con una tesi in storia della danza. Dal 1997 danza con Adriana Borriello, Dejà Donné, Sosta Palmizi, Enzo Cosimi. Dal 2003 collabora con il Teatro Kismet. Nel 2005/06 realizza Dialogo per una zebra, sostenuto dalla Junge Hunde (Culture program of European Union) e dall’Associazione Sosta Palmizi, nel 2011 L’animatrice-colei che prende la parola, sostenuto dal network Anticorpi XL.
Nel 2012 coreografa Stabat Mater sostenuta da Nuda (network umbro danza contemporanea). Dal 2013/2014 prende parte al progetto italo svizzero Bucolive prodotto dalla compagnia Il filo di paglia e, in qualità di attrice, al progetto cinematografico D.A.D. Nel 2002 insegna alla Scuola Teatrale Quelli di Grock (Milano), Centro Danzarte di Luisa Cuttini (Brescia), Centro Studio Oltreunpo’ Teatro.

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