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 È uscito Rat Man 113, il primo numero degli ultimi 10 della serie. Sì, ormai lo sanno anche i sassi: Leo Ortolani ha annunciato che il topo terminerà le sue avventure con il numero 122 nel Novembre 2017 e tutto quello che aspetta i suoi lettori e fan fino ad allora è racchiuso in una mega storia di 10 episodi (n.b. Rat Man esce ogni due mesi).
Tempo fa abbiamo lasciato Rat Man sconfitto dall’Ombra, il suo nemico di sempre. L’Ombra è un’entità che tutto può e tutto governa nel cuore oscuro degli uomini. Rat Man vi è legato a doppio filo poiché suo padre, Janus Valker, è stato posseduto dall’Ombra per molti anni e ora che si è liberato dal suo giogo, l’oscura signora ha deciso di dedicare le sue attenzioni al figlio (in realtà Rat Man, al secolo Deboroh La Roccia, è il figlio adottivo di Valker ma, come ha detto Ortolani stesso nell’intervista che ha ci ha concesso qualche mese fa, “si è padri non quando si mette al mondo un figlio, ma quando ci si prende l'impegno di farcelo crescere e diventare grande”).
E così il retaggio di Janus è passato a Deboroh, non per linea di sangue ma per elezione. E Rat Man è stato posseduto dall’Ombra. Nel già epico numero 105 della serie, “Lotta nell’abisso”, abbiamo infatti assistito alla capitolazione dell’eroe sotto i colpi spietati dell’inganno. L’Ombra, che nella visione di Ortolani è un’immensa faccia deturpata e urlante, quasi spaventata dalla stessa paura che insinua, ha infatti fatto credere a Rat Man di averla sconfitta per poi colpire il piccolo topo col muso da scimmia nel suo punto più debole e intimo: il cuore. E il cuore di Rat Man custodisce da anni il ricordo di Thea.
Personaggio visto nei primissimi episodi della serie, morta subito (solo per poi scoprire che in realtà non era altro che una sorta di clone di una donna con quel volto ma non con quel nome e quella personalità), Thea è da sempre l’ultimo lembo di terra consacrata a cui l’eroe si aggrappa nei momenti più bui e da cui trae le forze. L’Ombra ha violato anche quest’ultimo altare e Rat Man è caduto. E lo ha fatto con molto rumore.
Sulla copertina del numero 113, in edicola in questi giorni, troneggia un Rat Man enorme che precipita, una specie di Sylvester Stallone (vera icona e pseudo nume tutelare di Ortolani) col costume da topo. È il personaggio che i lettori hanno imparato a conoscere come IL Rat Man (con l’articolo davanti). Questo essere imponente, fortissimo e decisivo, è la parte nascosta di Rat Man (senza articolo) che si manifesta in alcuni momenti di grande necessità e risolve la situazione. Come una specie di Hulk che però non si attiva con la rabbia (anche perché se no, come dice Rat Man stesso, “non esisterebbe più l’ufficio postale di via Carloni”). In realtà per ora non ci è dato sapere né come si manifesti né che tipo di entità sia e quali siano i suoi scopi (la storia in edicola sembra però proporsi di svelarcelo). Tutto questo per dire che l’Ombra è ora IL Rat Man e Rat Man è da qualche parte sperduto al suo interno. Il “male” ha trionfato.
Da tempo Leo Ortolani infarcisce le sue storie di riferimenti biblici e cristiani, trattandoli sempre con grande umorismo e raffinatezza, ma ormai questo intreccio si è fatto talmente spesso che non è più trascurabile. Il senso totale della serie ormai è basato sullo scontro fra luce-ombra/paura-desiderio e le riflessioni dell’autore su questi argomenti hanno decisamente preso il sopravvento sulla verve comica. La narrazione ne ha acquistato in profondità ma certamente qualche lettore ne è rimasto deluso. Poco importa, almeno per chi è alla ricerca di letture di qualità. Rat Man è diventato, ora più che mai, un fumetto “serio”, una lettura che sprona a riflettere e a porsi domande sulla propria crescita e su quella della società. E ogni tanto continua a far ridere. E molto anche. Ma tutto sembra sempre e solo un pretesto per parlare di questa grande lotta (di stampo forse un po’ manicheo) fra bene e male.
Certo, l’influenza cristiano-cattolica non lascia scampo e tende sempre a proporre una visione della vita un po’ schematica. Ma chi sa leggere nel profondo, o semplicemente chi è avvezzo a farsi domande, non può non trarne benefici o quantomeno spunti interessanti e “diagonali”. Leo Ortolani è certamente una di queste persone. Anche perché, seguendo questa scia, attingendo da questo mare di spiritualità e contraddizioni, ci sta regalando alcune fra le produzioni più interessanti e originali del panorama italiano.
Lui, che tempo fa si definiva ironicamente “il più grande autore Marvel vivente” (quando esisteva ancora la Marvel Italia), può a buon diritto tenersi perlomeno il titolo di “grande autore italiano e vivo” al fianco dei maggiori.
I tempi sono cambiati e il linguaggio del mezzo anche. Oggi i lettori di fumetti sono in gran parte dei tuttologi nerd dell’industria dello spettacolo e i fumetti che vanno di più (da Rat Man fino a Zerocalcare) fanno del citazionismo la loro bandiera. Rat Man ha cominciato un po’ prima di tutti e continua a proporre nuove vie al sistema, rendendo vivo, profondo e credibile, qualcosa che spesso rischia di essere soltanto uno spreco di tempo o una distrazione. Ortolani fa fumetto imponente, scuro, angosciato. Così come IL Rat Man posseduto dall’Ombra. E la sua opera, ora che se ne scorge la fine, acquista di spessore e epicità.
La scioccante partenza di questa “decalogia” apre uno scenario inquietante: l’Ombra vaga per la Città Senza Nome per opprimere i più deboli e proponendosi come nuova incarnazione del divino (“Non avrai altro Dio” è il titolo del prossimo episodio che uscirà a Maggio). Assistiamo all’ascesa dell’Ombra, della debolezza davanti alle avversità, del cedere agli istinti più egoisti e facili, come nuovo Dio dell’occidente. Leo Ortolani ha ingranato la quinta prima ancora di partire e ci propone la sua visione di questo mondo. Dio è in realtà l’Ombra travestita. Adoriamo il vitello d’oro ai piedi del monte. E Mosè ha due grandi orecchie da topo e si è perduto dentro sé stesso.
Aspettiamo che i mesi scorrano e che il signor Ortolani, autore completo e geniale, ci porti per mano
nella sua catastrofe personale o nella sua luce in fondo al tunnel. “-Io sono l’inizio e la fine-, dice il Signore. Spoilerando”. Con queste parole si apre l’inizio della fine dell’inizio per Rat Man. Buio in sala e attendiamo fiduciosi (strategie commerciali a parte). Ovunque verremo portati, certamente sarà un viaggio interessante.

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