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Un momento della contestazione di stamattinaUna giornata di rivolta e di emozioni vere, quella vissuta dalla politica parmigiana ( LEGGI ) : ad uscirne con le ossa rotte la giunta Pizzarotti, cui non è riuscito il giochino. Lavoratori molto consapevoli e sindacalizzati, e mamme che di legislazione sulla disabilità ne sanno molto più che Ferretti e Rossi hanno messo alla frusta gli assessori.
A prendere la parola è la Fondazione Tommasini, coscienza critica dell'inclusione made in Parma, esige da Pizzarotti che questi non faccia ricadere su chi è già penalizzato dalla vita le scelte del Bilancio. Nicola Dall'Olio sottolinea come Pizzarotti dovrebbe prima tagliare le proprie spese per la propria comunicazione, soprattutto quelle in affidamento diretto ( d'altronde l'aspetto dell' Hydra è notoriamente mostruoso ). Roberto Ghiretti fa notare che sia eticamente opinabile tagliare sui disabili e assumere tre nuovi dirigenti nello staff del Comune.


Insomma, la domanda che rimane senza risposta pare essere: " ci sono o non ci sono, questi soldi?"

 

Riceviamo dalla Fondazione Tommasini:

 

La Fondazione Mario Tommasini ONLUS interviene sulla situazione determinata dalla revoca della gara d'appalto per l'affidamento dei servizi d'integrazione scolastica

Parma, 6 dicembre 2014 - La Fondazione Mario Tommasini onlus auspica che, al più presto, il Comune di Parma elabori soluzioni e formuli proposte per far fronte alle problematiche legate alla revoca della gara d'appalto per l'affidamento dei Servizi di integrazione scolastica per alunni e studenti con disabilità.
Pur consapevoli che i tagli ai trasferimenti dello stato verso i Comuni siano pesanti e difficili da sostenere, riteniamo che non si possa e non si debba far ricadere scelte di bilancio su chi già tanto è stato penalizzato nella vita. Se veramente siamo alla ricerca di un nuovo senso di "umanità" per ricostruire una migliore "società" non possiamo farlo se non cominciando dagli ultimi.
Pertanto riteniamo necessario convocare una seduta del Consiglio d'Indirizzo della Fondazione Tommasini, in cui confrontarci su questo tema, in particolare con i membri rappresentanti del Comune.
Chiediamo altresì che venga già da ora fissata e resa pubblica la data dell'incontro aperto tra Comune educatori, insegnanti, famiglie.

 

Riceviamo da Nicola Dall'Olio:

 

Il Comune, senza alcun preavviso e coinvolgimento dei soggetti interessati, ha revocato a due giorni dalla scadenza dei termini la gara per l'affidamento del servizio di inserimento scolastico dei disabili. Le ragioni addotte dal Sindaco e dall'assessore Rossi sono i tagli ai Comuni previsti nella legge di stabilità. Detto che la legge di stabilità è ancora in discussione in Parlamento, Pizzarotti e la Rossi dovrebbero spiegare alle famiglie dei ragazzi disabili e agli operatori del servizio come mai gli altri Comuni della Regione non si sono preoccupati di questi tagli e hanno rinnovato i servizi in scadenza. Il Comune di Bologna, ad esempio, ha riaffidato il servizio nell'ottobre scorso per una durata triennale e un importo di più di 23 milioni di euro.

Invece di lamentarsi dei tagli e di usare strumentalmente i disabili per evidenti fini di polemica politica contro il governo, Pizzarotti e la sua Giunta si sarebbero dovuti preoccupare di garantire in ogni modo le risorse necessarie, riducendo sprechi e spese improprie, come gli affidamenti diretti per la comunicazione del Sindaco, e rivedendo i contratti di altri servizi che presentano tuttora costi non giustificati. È il caso del contratto per l'illuminazione pubblica, probabilmente il più caro di Italia, 5,2 milioni di euro all'anno per un costo a punto luce di 170 euro, quando la media nazionale è di 110 euro ed è ormai possibile ridurre il costo fino a 40 euro, come ha fatto il Comune di Montechiarugolo introducendo l'illuminazione a led. Il contratto del Comune di Parma è scaduto a fine 2013. Troppo impegnati a modificare lo statuto comunale, Pizzarotti e soci si sono dimenticati di approntare la nuova gara che avrebbe potuto abbattere di almeno la metà il costo del servizio facendo risparmiare al Comune milioni di euro all'anno, senza contare i benefici in termini di riduzione dei consumi e di qualità del servizio. Milioni di euro che potevano essere reinvestiti nel sociale senza dover chiamare in causa i tagli del governo.

Quello a cui stiamo assistendo è in realtà una vergognosa operazione di strumentalizzazione politica fatta per scaricare su altri le proprie responsabilità e coprire ancora una volta la propria incapacità amministrativa. La cosa gravissima è che per fare questo vengano usate le persone più deboli, che più hanno bisogno. Una cosa che Parma, per la sua storia e cultura di solidarietà, non si merita. E che non può più essere accettata.

 

Riceviamo da Roberto Ghiretti:

 

Per i disabili non ci sono soldi ma per fare 3 nuovi dirigenti sì

Non ci sono soldi. Questa è la litania scelta dall'amministrazione comunale per giustificare il possibile blocco del servizio di integrazione scolastica per disabili. I soldi saranno sicuramente pochi, ma nelle pieghe di un bilancio come quello del Comune di Parma le risorse si possono trovare eccome. Ad esempio stupisce il fatto che più o meno negli stessi giorni in cui Pizzarotti prendeva la decisione di mettere in crisi questo importante servizio per le famiglie veniva prodotto un nuovo Piano fabbisogni per il personale con relativo organigramma secondo il quale contrattualizzeremo 3 nuovi dirigenti e ben 8 nuove posizioni organizzative. Si tratta un'operazione da circa 600mila euro complessivi di cui forse non c'era un'urgenza incredibile.
Basti pensare che con questa cifra si copre all'incirca il costo degli insegnanti di sostegno al netto delle spese per i centri estivi e il trasporto.
Interessante poi notare che due dei nuovi dirigenti saranno assunti come articolo 110, smentendo clamorosamente quanto dichiarato recentemente dal consigliere Bosi in Consiglio comunale in merito al fatto che i 5 Stelle non fanno contratti ex articolo 110. Inoltre il totale delle Posizioni organizzative raggiunge quota 58, un limite non lontano da quello di 63 raggiunto dall'ex sindaco Vignali e che contraddice in sostanza il drastico taglio a 44 fatto a inizio mandato da Pizzarotti con la motivazione che le precedenti giunte usavano le P.o. per distribuire favori.
Infine la legge Madia (Legge 90 luglio 2014) prevede che per attivare contratti e sostenere le relative spese non devono sussistere due condizioni: che non ci siano all'interno dell'ente tali competenze e che non ci siano graduatorie esistenti. Ovviamente il Comune di Parma possiede attualmente entrambi i requisiti, motivo in più per pensare di destinare queste risorse a questioni ben più urgenti e di pubblico interesse.

Roberto Ghiretti
Parma Unita

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