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Foto Donna corre in campo di granoNella miglior tradizione del marzo pazzerello, anche questo mese di inizio primavera ci sta regalando sorprese atmosferiche. Caldo e freddo si alternano velocemente, e di certo in modo preoccupante. Così i raffreddori si sprecano, l'inverno che non è mai iniziato davvero fatica a finire, e la primavera tarda ad arrivare. In questo articolo della nostra rubrica vorrei segnalare quattro canzoni dedicate alla primavera: la prima è proprio dedicata al mese di marzo.

1 – Catarì (Di Giacomo - Costa)
Una canzone napoletana di grande intensità, che risale al 1892. Mario Pasquale Costa musica una poesia di Salvatore Di Giacomo, in cui il mese di marzo è il correlativo oggettivo di una donna dagli umori variabili. Descrizioni primaverili in lingua napoletana, un grande afflato amoroso nei versi, oltre a una melodia rarefatta ma elaborata, rendono questa canzone un gioiello senza tempo. Ve la propongo nella bellissima interpretazione di Fausto Cigliano: chitarrista di classe e cantante carismatico, la registrazione suona datata ma non toglie fascino all'esecuzione.

https://www.youtube.com/embed/b8SUg2qFUfI 

2 – Le piogge d'aprile (Guccini)
Andando avanti per ordine, dopo marzo arriva aprile. E in un aprile malinconico, malato di passato, troviamo Francesco Guccini, che raramente manca negli elenchi di canzoni che di quando in quando compilo per Cromatismi. Questa canzone, edita nel 1986 (dal disco “Madame Bovary”), mescola una musica patinata e pulsante a una versificazione debordante e audace. L'immagine delle piogge d'aprile simboleggia l'imprevisto che un tempo scuoteva quello che ora rimane un amore languente, abbattuto, irrisolto. Ma che, come spesso accade nella poetica gucciniana, rifiuta di darsi per vinto. E una vicenda privata si allarga fino a potervi riconoscere una situazione sociale, lo spirito di un'epoca, che a distanza di trent'anni pare ancora quanto mai attuale: “Ed ora viviamo in questa stagione di mezzo / spaccata e offesa da giorni agonizzanti e disperati / lungo i quali anche i migliori si danno un prezzo...”

https://www.youtube.com/embed/jUhuLQC_c_4 

3 – Era de maggio (Di Giacomo - Costa)
Doppietta del duo Di Giacomo-Costa, che vince per la canzone marzolina e raddoppia con la maggiolina. Ancora una poesia di Di Giacomo musicata da Costa nel 1885, una delle canzoni napoletane più conosciute. Il tema è quello, di derivazione classica, del difficile addio tra due innamorati, e del loro ricongiungimento. A fare da sfondo alla semplice vicenda è un giardino in fiore, con le ciliegie rosse che cadono, l'odore di rose che si spande nell'aria fresca di primavera. Immagino che i lettori di Cromatismi conoscano già la versione della canzone che diede Franco Battiato nel suo “fleurs” (2001): qui riporteremo la magistrale versione di Roberto Murolo.

https://www.youtube.com/embed/lTHyR3JXzxs 

4 – Un chimico (De André – Bentivoglio – Piovani)
Non è una canzone sulla primavera, ma una canzone su un uomo che rifiuta l'amore in nome della razionalità. Ma “Un chimico”, da “Non al denaro non all'amore né al cielo” (1971) contiene una strofa dedicata alla primavera e alla voglia di innamorarsi che la rinascita della natura porta con sé, un'immagine talmente riuscita e iconica da diventare una delle frasi più citate del già citatissimo De André. “Primavera non bussa lei entra sicura / come il fumo lei penetra in ogni fessura / ha le labbra di carne i capelli di grano / che paura, che voglia che ti prenda per mano. / Che paura, che voglia che ti porti lontano.”

https://www.youtube.com/embed/xd2Ww_n-jDo 

5 – Canto di primavera (Di Giacomo, V. Nocenzi, G. Nocenzi)
Non ho grande affinità con il prog, ma il Banco Del Mutuo Soccorso trascende i generi. Si tratta di una band di musicisti eccezionali, con uno dei migliori cantanti rock che io abbia ascoltato, il compianto Francesco Di Giacomo. Le canzoni composte da questa band eccezionale sono dei grandi esempi di composizione e arrangiamento. L'aria trascinante di “Canto di primavera”, che si sviluppa in crescendo fino a esplodere nel registro acuto di Di Giacomo, è una riuscitissima raffigurazione fonosimbolica dell'irrompere di questa stagione. Un testo enigmatico e iterativo completa la splendida magia di “Canto di primavera” (dal disco omonimo, 1979).

https://www.youtube.com/embed/R8ikD6YfNRY 

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