0
0
0
s2smodern

Leo Ortolani con Don AlemannoPieno ovunque, la gente in piedi ad ascoltare, compresi quelli al di fuori dalla Feltrinelli, intenti ad origliare per capire il perché di tante facce felici. “The big event”, Leo Ortolani e Don Alemanno assieme in città, d’altronde è parso da subito un evento imperdibile, per chi ha la passione dei fumetti.
Al netto della prosopopea giornalistica, l’occasione è stata ghiotta per davvero: alla Feltrinelli del Barilla Center si presentava Jenus Redux, ultima fatica del team di Don Alemanno (al secolo Alessandro Mereu) rispetto a cui il papà di Rat-Man, il nostrano Leo Ortolani, ha svolto i ruoli di “playmaker” e autore della copertina.

Don Alemanno? Nove su dieci avete condiviso qualche sua vignetta su Facebook: è il papà, per l’appunto, di Jenus ( GUARDA LA PAGINA UFFICIALE ), un dissacrante e decisamente serafico povero Cristo, che vive realmente la propria mortalità, e che soprattutto è costretto ad avere a che fare con la nostra.
Di Rat-Man e di Ortolani che dire, che non sia già stato detto da persone molto migliori? Senza indulgere in partigianerie da bar, verosimilmente il migliore ( LEGGI FRANCESCO PELOSI ).
Il gioco dei ruoli (Don Alemanno figlioccio irreverente, Leo Ortolani babbo con mutuo da pagare e un presente dal commercialista) ha reso le gag davvero irresistibili. Con qualche squarcio di riflessione niente male.
Alessandro Mereu ha per esempio dato una interessante chiave di lettura relativamente ai concetti di blasfemia e bestemmia, da intendersi come fattori culturali inculcati anche in chi si dichiara fieramente ateo, “ e guardate – ha detto al pubblico – non intendo quella cosa per cui “non bestemmio per non urtare la sensibilità religiosa di qualcuno che magari è credente”, perché se in una stanza ci sono due persone completamente atee, e quindi è chiaro che una bestemmia non offenderebbe la sensibilità di nessuno, lo avverti lo stesso che è un gesto che mette a disagio. E’ segno che qualcosa è andato oltre, che ti hanno “programmato” (Don Alemanno prima della santità era programmatore informatico) ben più di quanto ti piacerebbe ammettere”.
ZFoto Don Alemanno firmacopieDa annotare, per chi volesse intraprendere un’attività “creativa”, la considerazione di Leo Ortolani: “pensavo che annunciando la fine di Rat-Man avrei cominciato a rallentare. Ho fatto il planning: oh, non ci potevo credere! Fino a settembre sono impiccato”.
Già, i mestieri d’ingegno sono percepiti come rilassanti, di quelli che ti metti “sotto” solo quando sei in vena. Ma per sfondare, e soprattutto per rimanere all’altezza di se stessi per vent’anni, occorre farsi un “coso” tanto, altro che storie.
Tra una battuta e l’altra l’incontro è infine giunto al termine: il momento forte, per un fan, è il cosiddetto “firmacopie”, perché nel caso dei fumettisti esso si traduce in vignette originali con il proprio ideolo (chi scrive si è ben guardato dal fare eccezione e si è messo in fila da buon fans, perché sopra i 110 chili fai plurale da solo).
Bella coppia, non c’è che dire. Un Ortolani artwork di giovani talenti ( Alessandro Mereu ha iniziato Jenus nel 2012) è certamente un’idea sorprendente, un po’ dolorosa (per chi anagraficamente ha camminato con il topo) ma tutto sommato intrigante: sarà carino scoprire in cosa si tradurrà e, vista la qualità della persona, si può attendere con ragionata fiducia. Su Don Alemanno che dire? Lo spessore di questo talento, il pane e cipolla mangiato per conciliare lavoro e passione, il pragmatismo con cui vive sé stesso, fa anche in questo caso guardare al domani in modo positivo. Leo Ortolani firmacopieCome minimo facendo il tifo. Jenus solo sà se, in questa epoca di cazzeggio culturale, abbiamo bisogno di spiriti critici e di riflettere con un sorriso.

GUARDA UN VIDEO DELL'INCONTRO

GUARDA UN VIDEO DELL'INCONTRO

GUARDA UN VIDEO DELL'INCONTRO

Sostieni Rossoparma con una donazione