0
0
0
s2smodern

ZFoto BIBLIOTECA CIVICA DATI PRESTITIA proposito dei lavori di manutenzione straordinaria nella Biblioteca Civica di Parma

Sono passati tredici lunghi anni dalla dissennata delibera (148/2003) con cui il sindaco Elvio Ubaldi e la banda di cementicoli prezzolati dai costruttori edili di Parma segnò il destino dell’ospedale Vecchio e delle istituzioni culturali ivi ospitate come la Biblioteca Civica, l’Archivio di Stato, l’Archivio Comunale, il Centro Cinema, i circoli e le associazioni.
Una parola su tutte: "Project Financing", ovvero cementificazione e privatizzazione di quasi metà dei 20.000 metri quadrati di superficie del grande Ospedale rinascimentale, il tutto mascherato dietro un progetto farlocco e inconsistente chiamato “Cittadella della Carta”.
Una conseguenza drammatica e diretta della decisione di questi signori fu l’immediata sospensione di tutti i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’immobile, lasciandolo deliberatamente decadere nel corso degli anni a livelli orribili e devastanti, al fine di “dimostrare” che “non c’erano soldi” e che quindi l’intervento del privato, ovvero del cementificatore, la Pizzarotti s.p.a. era assolutamente necessario e salvifico.
La delibera del 2003 e gli atti conseguenti (soprattutto la delibera 758 del 2010) non sono mai stati cassati e pendono ancora sulla vicenda perché, pare nel corso del 2013, l’opposizione dell’Impresa aggiudicataria dei lavori ha bloccato il procedimento di annullamento in autotutela della succitata delibera, comportando uno slittamento dei tempi di risoluzione del Project Financing “Cittadella della carta e del Cinema” - ex Ospedale Vecchio.
Che amore per l’arte e la cultura sta mostrando, Pizzarotti Paolo...
E che trasparenza il suo quasi omonimo Pizzarotti Federico, che lungi dall’informare la città sulla reiterata volontà cementificatrice della Pizzarotti s.p.a., ha preferito la consueta coltre di silenzio su un fatto politicamente grave come questo!
E con questo veniamo all’oggi.
A metà luglio 2016 sono iniziati lavori di consolidamento e messa in sicurezza del tetto e dei solai dell’angolo Nord-ovest dell’Ospedale Vecchio (dove risiede la Civica), affidati alla Coop Edile artigiana per un ammontare di circa 700.000 euro; pare che siano in fase di appalto altri lavori di ammodernamento degli impianti e rifacimento interno per circa 400.000 euro.
Per quanto in cuor nostro sollevati e felici di vedere finalmente - a distanza di 13 anni! – partire i primi parziali lavori di consolidamento e restauro del grande Ospedale, non possiamo che ribadire le nostre critiche all’operato di questa Giunta: dopo il successo dei 5 Stelle nelle elezioni amministrative di maggio 2012, noi e molti altri cittadini avevamo sperato che questa vittoria significasse infatti un profondo cambiamento di rotta riguardo alla questione dell’Ospedale Vecchio e della Biblioteca Civica ivi ospitata.
Ci siamo dovuti ricredere.
Innanzitutto: non ci accontentiamo delle affermazioni di principio riguardanti il complesso della struttura (“L’Ospedale Vecchio resterà integralmente pubblico”) e dei progetti fantastici i cui rendering abbiamo visionato con piacere nel corso della conferenza stampa organizzata dal sindaco, dall’assessore Alinovi e dall’assessora Ferraris il 18 dicembre 2015. Quale valore hanno questi atti?
In che modo vincolerebbero una futura amministrazione intenzionata a privatizzare nuovamente il monumento? Troppo facile questo giochino di presentare progetti meravigliosi che sappiamo tutti benissimo questa Giunta non potrà mai realizzare nei pochi mesi residui di mandato.
In secondo luogo e soprattutto: grave, assurdo e inspiegabile è il ritardo di 4 anni e due mesi trascorsi da maggio 2012 ad oggi senza che nulla venisse fatto per impedire il continuo deterioramento dell’Ospedale e della Biblioteca Civica.
E ancora: la consistenza dell’intervento è tale che parecchie situazioni a rischio di crollo non verranno affrontate (pensiamo in particolare al cortile Sud-ovest, al Chiostro, ad alcune stanze rimaste in uso all’Archivio di Stato). Serviranno altri 4 anni oppure altri 13 per salvare queste zone del complesso monumentale?
Parliamo infine della Biblioteca Civica.
Il personale delle Biblioteche è numericamente adeguato, ma ormai da due decenni non vengono svolti concorsi per l'assunzione di bibliotecari: la motivazione e la formazione, l'autonomia dei lavoratori presenti è stata di certo trascurata. Il ricorso all'esternalizzazione non può costituire la soluzione per l'emergenza.
Il numero già basso dei prestiti totali si è drasticamente ridotto, nel 2015, di oltre il 10% rispetto al 2013. Si tratta di cifre che vanno ben oltre il fisiologico calo che sta verificandosi in tutto il mondo in concomitanza coll'espansione dell'informazione digitale.
L'approccio interculturale, al contrario di quanto ci si aspetterebbe in una città multietnica come Parma, pare incredibilmente trascurato.
Il progetto per la "Nuova Civica" [vedi nostra analisi sul blog] presentato dall’assessora Ferraris nel 2014 ci lascia perplessi: un bar da 200 metri quadrati al pianterreno del cortile? Una biblioteca “friendly” smagrita di decine di migliaia di volumi? Una Emeroteca più che dimezzata?
Su tutti questi aspetti un vero confronto coll’utenza (e nemmeno col personale bibliotecario probabilmente) è mancato ma in 8 mesi si possono fare miracoli, assessora Ferraris !
Comitato Utenti Biblioteche Leggere tra le ruspe – Parma

Censimento delle opere oggetto di contenzioso (dal Rendiconto gestione 2014)
Obiettivo strategico: Ottenere una situazione definitiva sul contenzioso in essere relativo alle Opere Pubbliche.
Grado di attuazione al 31/12/2014:
Il problema delle c.d. “Opere incompiute” non tocca solo il Comune di parma, ma ha una notevole rilevanza a livello nazionale, tanto che con Decreto Ministeriale 42/2013 è stato istituito un apposito osservatorio a livello statale per il loro monitoraggio.
Infatti la connessione tra difficoltà economiche e necessità di rispettare il Patto di Stabilità da parte di tutti gli Enti locali ha comportato sempre più difficoltà nel garantire la tempistica dei pagamenti.
Proseguendo nel lavoro iniziato nel 2013, si è innanzitutto proceduto ad un censimento di quelle che possono essere definite come “opere pubbliche critiche”, per poi continuare nello studio delle possibilità connesse alla loro soluzione.
Sulla base di questo approfondimento, sono state proposte all’Amministrazione soluzioni per diverse opere individuate nel sopra citato censimento, proposte che in alcuni casi hanno permesso la ripresa dei lavori, come quelli relativi al completamento del Comparto “B” del DUC ed all’ex Ostello in Cittadella, in altri casi hanno portato alla decisione di non procedere alla realizzazione dell’opera, portando così alla liberazione di risorse, come nel caso degli arredi ed impianti speciali della Sala Ipogea ed al Parcheggio di Ca’ Peschiere.
Sono state altresì avanzate proposte che al momento non hanno ancora portato alla risoluzione definitiva dell’opera, in alcuni casi per la complessità della vicenda (vedasi ad esempio il project denominato “Cittadella della carta e del Cinema” - ex Ospedale Vecchio, per il quale l’opposizione dell’Impresa aggiudicataria dei lavori nei confronti del procedimento di annullamento in autotutela della delibera di aggiudicazione ha comportato uno slittamento dei tempi
di risoluzione), in altri casi gli atti di risoluzione sono stati momentaneamente fermati, come quello del Palaeventi in località Moletolo, per ottemperare a quanto richiesto dal Collegio dei Revisori, il quale ha chiesto di verificare la fondatezza delle varie voci di spesa relative alle somme da riconoscere all’Impresa.
Maggiori dettagli su queste e le altre opere affrontate sono contenuti nelle relazioni presentate

Sostieni Rossoparma con una donazione