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ZFoto Ayo e SpaccaE' stato fantastico vederle correre. Ciascuna delle ragazze ha fatto ciò che tatticamente doveva per raggiungere un risultato che rappresenta una pagina di storia dello sport: 3' 25'' 16 il tempo finale, hanno battuto il record italiano. Una prestazione incredibile, che ha lasciato senza fiato cronisti ed avversarie, e che ha coinciso con un quarto posto che vale la finale.
A rompere il ghiaccio, e a sobbarcarsi il peso della partenza è Maria Benedicta Chigbolu: una frazione fatalmente di “contenimento”, la sua, costretta a fronteggiare avversarie decisamente toste. A raccogliere il testimone dall'atleta capitolina, e ad iniziare la lenta operazione di recupero sulle avversarie, è Maria Enrica Spacca: con una corsa per nulla attendista e molto aggressiva nella parte centrale l'olimpica aquilana riesce a ricucire lo strappo dal gruppo delle prime, attaccandosi ai garretti delle atlete di Bahamas e Germania e cominciando ad alitare sul collo della triade di testa.

 

ZFoto Rio 2016 4x400Il terzo cambio è quello che fa urlare mezzo Ducato (anche solo via social): Ayomide Folorunso scalpita ed incita la compagna a tenere duro per gli ultimi metri. Ricevuto il bastone, parte come una palla di cannone, proseguendo il lavoro di logorio iniziato dalla Spacca. E' la più giovane in pista, Ayo, e sul piano delle energie si è notato parecchio: quando è arrivata alla fine della distanza aveva il passo di una che avrebbe corso volentieri anche i successivi 400 mt.

Non così è stato, ovviamente: Libania Grenot ha raccolto il testimone azzurro e si è involata nell'ultima frazione. La Giamaica ha fatto gara a sé (chiudendo con il tempo di 3'22''38), ma Gran Bretagna (3'24''81) e Canada (3'24''94) se la sono vista brutta neanche poco: all'altezza dell'ultima curva la Grenot le stava letteralmente surclassando, e l'impressione è che con pochi altri metri a disposizione se le sarebbe “bevute”.
Tagliato il traguardo è stata follia collettiva, nelle poltrone di casa come in pista: il display recitava un tempo pazzesco. Ayo ha cominciato a saltare e ad urlare, le compagne si guardano incredule tra loro e assieme verso il tabellone.

Queste quattro donne da oggi sono la storia della specialità: un giorno qualcuno fatalmente le batterà, ma fino ad allora ci si inchinerà deferenti di fronte alla loro impresa.
Se quanto scritto è vero, e chi ha assistito al “live” sa che è così, la finale meriterà certamente un'altra alzataccia (o un drittone, per chi riesce a tenere botta nel dopocena): domani notte, alle 3 ora italiana, le nostre ragazze partiranno dalla corsia uno in una gara che le vedrà affrontare Australia, Gran Bretagna, Ucraina, Giamaica, Stati Uniti, Canada e Polonia. In realtà un podio già piuttosto assegnato, teoricamente. Ma chissà! Di fronte a tanto entusiasmo chissà se quel “teoricamente” si trasformerà in “praticamente”.

 

ZFoto Rio 2016 Ayo staffettaPRESENTAZIONE: E' la notte della staffetta 4x400 femminile, e la parmense Ayomide Folorunso ne fa parte.

Con le compagne Maria Benedicta Chigbolu, Maria Enrica Spacca e Libania Grenot è chiamata a illuminare lo stadio olimpico Joao Havelange in una batteria 2 tutta da capire e che concede delle lecite speranze di soddisfazione.

Nella batteria 1, partenza all'1 e 40 ora italiana, scenderanno in pista Australia, Polonia, Francia, Stati Uniti, Romania, Paesi Bassi, Brasile ed Ucraina.
Nella batteria 2, partenza prevista all'1 e 51, detto delle azzurre, si accomoderanno ai blocchi di partenza le nazionali di India, Gran Bretagna, Giamaica, Germania, Bahamas, Cuba e Canada.

Ayo, delusa ma determinata a rifarsi nel dopo gara dei “quarti” (LEGGI) è stanotte chiamata a ripetere la bellissima prova delle batterie di qualificazione negli individuali (LEGGI). La ragazzina terribile della Fidal, 19 anni appena, ha finora dimostrato una concentrazione e una voglia di far bene che vale certamente un paio di orette di veglia e un tifo scatenato.

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