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ZFoto volantino Froneri incontroUn incontro andato sostanzialmente a vuoto, quello di Roma: nella sede di Aidepi (Confindustria) la proprietà dello stabilimento di via Bernini ha confermato intatta la volontà di licenziare 120 lavoratori.

Ricalcando peraltro quanto affermato nel primo incontro, quello che si è tenuto nelle stanze del Comune di Parma. Un terzo incontro è previsto per giovedì 26 al Ministero dello Sviluppo Economico, e a questo punto viene da chiedersi quanto potrà mai cambiare una linea tanto radicalmente e violentemente sostenuta dalla Nestlè.
Le reazioni politiche sono state molte, ma l’impressione è che manchi qualcosa, sul piano dell’organizzazione della lotta. Che sia il legame a doppio filo Cgil-Pizzarotti, che sia una disaffezione alla discesa in strada ormai endemica nelle nostre zone, che sia un senso di solidarietà di classe ormai rarefatto al punto da dover essere ricostruito quasi da zero, è difficile a dirsi. Eppure è in ballo il destino di 120 famiglie.
Piuttosto attiva è Sinistra Italiana, che attraverso il proprio parlamentare Giovanni Paglia, già attivo nel nostro territorio su tutta una serie di temi (tagli al servizio di integrazione scolastica tentati da Federico Pizzarotti su tutti), annuncia un incontro al Circolo Inzani previsto per venerdì. Facile prevedere che si trasformerà anche nell’occasione per fare il punto rispetto al terzo incontro tra le parti, quello del giorno precedente al Ministero. A concludere postiamo la breve nota del senatore Pagliari.

Paglia (SI): Vertenza Froneri, Inaccettabile atteggiamento della proprietà, Giovedì ci faremo sentire

Sulla vertenza Froneri si registrano addirittura dei passi indietro, pensiamo sia inaccettabile l’atteggiamento della proprietà e il rifiuto di aprire sulla CIGS.
Come Sinistra Italiana ci aspettiamo che giovedì 26 ottobre il Governo sia fermo nella difesa dei posti di lavoro e che metta l’azienda fino in fondo di fronte alle proprie responsabilità, quindi saremo al MISE per portare direttamente la nostra solidarietà a lavoratrici e lavoratori.
L’Italia non può diventare terreno per le scorrerie delle multinazionali, conclude l'On. Giovanna Paglia, già autore di un'interrogazione finora rimasta inevasa.

Sul tema Froneri e Nestlè in generale - che coinvolge oltre al parmense anche l'Umbria - Sinistra Italiana ha organizzato un dibattito a più voci per venerdì 27 ottobre a Parma (ore 17.30 presso il Circolo Inzani, Strada comunale Moletolo 61), cui parteciperanno oltre all'On. Paglia, il segretario della Flai Cgil Parma Luca Ferrari, due delegati sindacali di Nestlè Perugina e Froneri Nestlè (Luca Turcheria e Alessandro Grossi), i segretari regionali di SI dell'Umbria e dell'Emilia Romagna, Elisabetta Piccolotti e Gianguido Naldi, e il consigliere regionale di SI in Regione ER Yuri Torri.
IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE:
PAGLIA. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
Froneri Italy srl, branca italiana della multinazionale Froneri, ha annunciato il 26 settembre 2017 la chiusura del suo stabilimento di Parma, con conseguente licenziamento di 120 lavoratori;
tale evento conferma l'allarme lanciato dagli operai nel luglio del 2017, a seguito di mosse aziendali che avevano destato preoccupazione;
allora la società aveva firmato un protocollo con le rappresentanze sindacali unitarie, in cui si fissava un calendario di appuntamenti fino a marzo 2018 e si smentiva qualsiasi ipotesi di dismissione, arrivando a prospettare sanzioni per chi fra i dipendenti continuasse a ipotizzarla pubblicamente;
purtroppo, si sono invece rivelati concreti i peggiori sospetti, e ora appare necessario un intervento delle istituzioni competenti per scongiurare un esito inaccettabile;
Froneri è un gruppo nato nel 2016 da una joint venture paritaria tra le multinazionali Nestlé, titolare dello stabilimento di Parma, e R&R, finalizzata ad acquisire l'intera attività dei soci nel settore del freddo e dei surgelati, per le aree Europa, Asia, Oceania, Africa e Sud America;
l'azienda sviluppa un fatturato di 2,5 miliardi di euro, con 15.000 addetti complessivi in 20 Paesi;
è quindi evidente, secondo l'interrogante, che non si è di fronte ad un gruppo incapace di sostenere lo sforzo produttivo in Italia, ma solo dell'ennesimo tentativo da parte di una corporation di mantenere in Italia soltanto la parte commerciale;
tale intenzione va contrastata, se si intende valorizzare la vocazione manifatturiera del nostro Paese, come spesso il Governo lascia intendere;
non bastano tuttavia le buone intenzioni, ma è necessaria una vera politica industriale, che passa anche per la capacità di indurre le multinazionali ad un atteggiamento diverso dalla fuga verso Paesi a più basso costo del lavoro –:
se il Governo sia a conoscenza della situazione venutasi a verificare in Froneri e quali iniziative intenda mettere in campo per evitare la perdita di 120 posti di lavoro diretti.
(4-17987)
CLICCA QUI PER VISIONARE IL DOCUMENTO NELLA SUA INTEREZZA

IL SENATORE PAGLIARI:
Esprimo solidarietà ai lavoratori della Froneri.
Mi auguro che la proprietà riveda la propria posizione perchè il bilanciamento tra l'interesse dell'impresa e la tutela dei lavoratori è imprescindibile sul piano socio-politico e, vorrei dire, costituzionale.

PER APPROFONDIRE LEGGI DELLA CRISI AZIENDALE LEGGI DELLA TESTIMONIANZA DI UNA LAVORATRICE STORICA LEGGI DELL'INCONTRO IN COMUNE A PARMA

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