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Lavoratrici pomodoro alla catena di produzioneLa nostra sembra una città su cui sia stato spruzzato un aerosol di GHB, la nota droga ipnotica. Così accade che l’amministrazione comunale passi il tempo a blaterare di smart cities e spazi aperti, il gotha dell’imprenditoria locale passi il tempo a fare l’imbecille davanti ai fotografi del Regio, mentre nelle redazioni arrivano agenzie come quella che riportiamo sotto: che cosa racconta? Si riferisce ai dati di export nei distretti industriali emiliano-romagnoli.

Un riassunto? Tutti vanno piuttosto bene, ma Parma, che ha un’economia essenzialmente dedita all’export del food, esibisce un -20,3% nel settore del food machinery, un settore in buona crescita per l’export dei salumi ( +12,6% ) cui però fa da contraltare un crollo del settore alimentare nel suo complesso ( -7,5% ).
Se la nostra leadership non la smette di gigioneggiare autogratificandosi, e passando più tempo a costruire intelaiature elettorali per sindaci uscenti che a rendere produttive le proprie aziende...dove vogliamo andare? Giusto alla Madonna di Fontanellato, a chiedere la grazia.

REPORT: PESA CALO DOMANDA MERCATI EMERGENTI, SPECIE CINA-TURCHIA (DIRE) Bologna, 30 gen. - Si chiude con una lieve crescita del +0,3% l'export dei distretti dell'Emilia-Romagna nel terzo trimestre del 2016, secondo un ritmo comunque migliore rispetto ai distretti italiani (-1,2%), anche se piu' lento del manifatturiero regionale (+1,2%). Se si considerano i primi nove mesi del 2016 si riscontra un dato decisamente positivo (+2,4%), considerando il momento di rallentamento degli scambi mondiali. Sono i principali dati che emergono dal monitor dei distretti industriali dell'Emilia-Romagna curato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. "A condizionare la decelerazione dell'export regionale e' stata la debolezza della domanda da parte dei mercati emergenti (-4,1%), hanno pesato soprattutto i problemi incontrati in Cina e Turchia - commenta Tito Nocentini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo- appaiono totalmente assorbite le difficolta' incontrate sul mercato russo e si rileva un buon andamento in Cile e in India. Prosegue, al contrario, il trend positivo sui mercati maturi +2,7%, trainati dalle buone performance osservate sui mercati francese (+5,7%), e tedesco (+4,3%)". Dall'analisi per singolo distretto emerge un quadro a luci e ombre: chiudono il trimestre positivamente 10 ambiti su 19. E' proseguito il trend positivo sia delle piastrelle di Sassuolo (+6,9%), che ha beneficiato del vivace andamento sui mercati statunitense e tedesco, sia della maglieria e abbigliamento di Carpi (+11,1%), trainata dalle vendite nei grandi paesi europei.
Nel settore della meccanica, ai risultati molto positivi delle macchine utensili di Piacenza (+20,4%) e sostanzialmente stabili delle macchine per il legno di Rimini (+0,3%), si contrappongono il rallentamento dell'export dei ciclomotori di Bologna (-3,1%), delle macchine per l'imballaggio di Bologna (-4,4%) e i dati negativi dei distretti delle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia (-10,3%), della food machinery di Parma (-20,3%) e delle macchine per l''industria ceramica di Modena e Reggio Emilia (-13,3% secondo i dati Acimac). Quasi totalmente positivo, invece, il settore alimentare: performance brillanti soprattutto per i salumi di Parma (+12,6%) e del modenese (+10,6%), molto bene i due distretti del lattiero caseario di Reggio Emilia (+9,2%) e parmense (+3,8%) e anche l'ortofrutta romagnola (+2,3%). In calo invece l'alimentare di Parma (-7,5%) e i salumi di Reggio Emilia (-45,7%). Nel sistema moda, dove emergono i segnali positivi gia' evidenziati della maglieria e abbigliamento di Carpi, chiudono il terzo trimestre del 2016 negativamente l''abbigliamento di Rimini (-5,5%) e le calzature di San Mauro Pascoli (-7,9%). Dopo timidi segnali di ripresa osservati nel 2015, emerge un trend negativo per l'export dei mobili imbottiti di Forli' (-10%). Chiudono in lieve calo le esportazioni dei poli tecnologici regionali ma con risultati migliori rispetto alla dinamica nazionale (-0,2% versus -3,1%); considerando i primi nove mesi del 2016 il dato resta pero' decisamente positivo (+3,8%). Ancora trainante il polo Ict di Bologna e Modena (+5,3%), evidenziando un trend di sviluppo sostenuto su alcuni mercati come: Stati Uniti, Germania e Cina.
Sostanzialmente stabile il polo Biomedicale di Bologna (+0,7%) con ottime performance in particolare sui mercati tedesco, arabo e svizzero, riuscendo a compensare il ridimensionamento dell''export in Iraq e Giappone. Chiude invece in negativo il polo Biomedicale di Mirandola (-9,2%), penalizzato da alcuni mercati come Francia, Svizzera e Repubblica Ceca. Lo scenario sul mercato del lavoro, analizzato attraverso i dati di cassa integrazione guadagni, resta complesso. Nei primi 11 mesi del 2016 il ricorso alle ore di cig delle imprese dei distretti regionali ha evidenziato un aumento del 27,7%, portando il monte ore a 12,9 milioni, su livelli che rimangono storicamente elevati. Questa tendenza e' il risultato di un aumento generalizzato della richiesta di ore di ''cassa'' e in particolare di quella ordinaria e straordinaria, "quest'ultima sottende fenomeni di crisi strutturali", spiegano gli autori della ricerca. (Red/ Dire)

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