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Lavoratrici pomodoro alla catena di produzione+6,6% NEL SECONDO TRIMESTRE: TIRANO MERCATI EMERGENTI E PACKAGING (DIRE) Bologna, 5 ott. - Almeno per il secondo trimestre dell''anno l'Emilia-Romagna e' la prima regione italiana per export. Lo dicono i dati raccolti dalla direzione Studi e ricerche di Intesa Sanpaolo nell'ambito del periodico monitor sui distretti regionali. L'analisi evidenzia, dopo la partenza poco decisa dei primi mesi dell''anno, una crescita elevata del 6,6%, un ritmo che ha portato i livelli su valori superiori ai 3 miliardi di euro, nuovo massimo storico. Molto positivo anche il dato complessivo del primo semestre che vede l'export dei distretti della regione in crescita del 3,5%. "A trainare la performance regionale dopo cinque trimestri consecutivi negativi sono finalmente i mercati emergenti (+11,4%) e, in particolare, l'aumento dell'export in Russia, Repubblica Ceca e Romania - spiega Luca Severini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo - si conferma, anche nel secondo trimestre 2016, la dinamica positiva per le esportazioni verso i mercati maturi (+4,4%), trainata dalle buone performance in Germania, Francia e Stati Uniti". Tirando le somme, chiudono positivamente 15 distretti su 19, rivelando una situazione quasi totalmente favorevole. Nella meccanica, ottime performance delle macchine per l''imballaggio di Bologna (+12,8%) trainate dalle vendite in Russia e in Repubblica Ceca, delle macchine utensili di Piacenza (+9,4%), delle macchine per il legno di Rimini (+8,5%), della food machinery di Parma (+6,7%) e dei ciclomotori di Bologna (+2,9%). Segnali negativi vengono dal distretto delle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia (-2,3%) che soffre in particolare negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, e delle macchine per l''industria ceramica di Modena e Reggio Emilia (-16,5% secondo i dati Acimac).
Migliora anche il quadro per il settore alimentare. In forte crescita il lattiero-caseario di Reggio Emilia (+14,1%), l'ortofrutta romagnola (+13,8%) e il lattiero-caseario parmense (+16%). Lievemente positivi l'alimentare di Parma (+1,1%), i salumi del modenese (+1,1%) e i salumi di Parma (+1,9%). Continua, invece, la dinamica negativa per i salumi di Reggio Emilia. Tutti i distretti del sistema moda della Regione mostrano segnali di ripresa: spicca, in particolare, l'abbigliamento di Rimini (+17%) grazie alle vendite in Russia, Polonia e Stati Uniti. In lieve crescita la maglieria e abbigliamento di Carpi (+1,7%) e le calzature di San Mauro Pascoli (+5,2%). Segnali contrastanti vengono dal sistema casa, con il principale distretto della regione, quello delle piastrelle di Sassuolo, in crescita dell'8% grazie all'export in Giappone, Cina e Germania, mentre sono in calo, da tre trimestri consecutivi, i mobili imbottiti di Forli' (-6,1%) a causa della riduzione delle vendite in Francia e Cina. Performance molto positive hanno caratterizzato i poli tecnologici della regione che hanno chiuso il secondo trimestre con una crescita delle esportazioni contrariamente alla dinamica nazionale (+4,1% rispetto al -5,7%), trainati dal polo Ict di Bologna e Modena (+7,1%). Bene anche il biomedicale di Bologna (+10,4%), mentre ha mostrato segnali di rallentamento il polo di Mirandola (-3,3%). Lo scenario sul mercato del lavoro resta complesso. Nei primi 8 mesi del 2016 il ricorso alle ore di cassa integrazione delle imprese dei distretti regionali ha evidenziato un aumento del 29,1%, portando il monte ore a 9,6 milioni, su livelli che rimangono storicamente elevati. Un trend risultato di un aumento generalizzato della richiesta di ore di cig e in particolare di quella straordinaria, che sottende, conclude Intesa Sanpaolo, fenomeni di crisi strutturali. (Vor/ Dire)

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