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ZFoto barilla mulino bianco 828213Non è un grandissimo periodo, sul piano della comunicazione, per la Barilla: dall'uscita di Guido a La Zanzara ad oggi l'azienda di Pedrignano si è inusitatamente resa protagonista di uscite mediatiche opinabili, e in alcuni casi controproducenti.
Il mondo della comunicazione, in particolare, è scosso in questi giorni da una polemica piuttosto gustosa rispetto ai contenuti di quei paginoni che la società parmigiana ha fatto pubblicare sui maggiori quotidiani italiani. In essi, sostanzialmente, si sottolinea come nella produzione si siano riformulati la composizione chimica e il metodo di lavorazione di ben 70 prodotti, togliendo da essi, “tonnellate di grassi”, “tonnellate di sale”, “tonnellate di grassi saturi”, e soprattutto l'olio di Palma.
Ora, una comunicazione di questo genere apre per converso alla domanda: “ma in tutti questi anni? Che razza di schifezze ci avete propinato?”. E a farsela, questa domanda, sono le associazioni di difesa del consumatore, messe sull'allerta proprio dai visi sbigottiti e dubbiosi di molti pubblicitari di fama.
A rompere il velo del silenzio, per giorni affidato alle chatroom e ai gruppi whatsapp, è il pr Fulvio Marcello Zendrini, anima della comunicazione di decine di marchi “top”, e conosciuto nel mondo del sociale come presidente di Le Cose Cambiano, associazione che si occupa di omofobia e bullismo omofobico.

ZFoto mulino bianco barilla campagna nuovi ingredienti 828218Un post, il suo, da “il re è nudo”, nel quale il comunicatore si chiede, senza tanti giri di parole, chi diamine consigli i fratelli rispetto alla messaggistica da proporre al pubblico: “ma non capite che avete messo in risalto il fatto che per anni ci avete somministrato schifezze?”, sbotta Zendrini.
Ve lo ricordate quel gioco da bambini in cui si alternavano i vari tipi di applausi, e ce n'era uno che andava fatto pianissimo? Ecco, nel mondo della pubblicità è accaduta la stessa cosa: vuoi per il blasone del nome, vuoi perché comunque non ci si dovrebbe esporre in modo plateale, in tanti hanno applaudito convintamente ma con discrezione. Solo che erano così numerosi che l'effetto è risultato ugualmente fragoroso.
Da aggiungere c'é forse anche una considerazione relativa al senso di leadership: era metà ottobre 2015, e Paolo Barilla, vice presidente della multinazionale e presidente di Aidepi (Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane ) partecipava ad un convegno organizzato da Strade assieme a Formiche. Il titolo era piuttosto esaustivo: “La verità, vi prego, sull’olio di palma” . Il manager non si è certo sottratto al confronto ed è andato dritto al punto del proprio pensiero sul tema: “Siamo in presenza di un’autentica isteria nazionale. Siamo caduti come dei polli in un tranello mediatico che rischia di danneggiare pesantemente l’industria italiana” . Frasi piuttosto nette, più o meno condivisibili, ma certo non equivocabili.
Alcune settimane dopo la Barilla annuncerà l'eliminazione dai prodotti dello stesso olio, e questo è positivo, perché solo gli imbecilli non cambiano direzione o idea, nella vita. A rimarcare troppo lo switch, però, si rischia di togliere autorevolezza al proprio stesso leader (“come fa un leader a cambiare verso con tanta rapidità?”), e anche questo lascia perplessi.
Come scrivevamo, ad interrogarsi sono soprattutto le associazioni di consumatori, e questo ha una sua valenza. Forse è il caso di ripensare al quadro nel suo insieme.

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