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Cassano al momento della presentazioneMancava l'ufficializzazione mediatica al periodo no di Antonio Cassano. Ed è arrivata quando Valerio Staffelli di Striscia la notizia, ieri, gli ha consegnato l'ormai celebre Tapiro d'oro. Sembrava essere la stagione del rilancio per Fantantonio, quella che doveva offrirgli l'opportunità di staccare un difficile biglietto per il Brasile a coronamento di una carriera ad alta quota, ma che sarebbe potuta essere molto più prestigiosa tenendo a bada un carattere sempre al limite della rottura. Parma era la città ideale per ritrovare serenità, per giocare al meglio, senza pressioni, e mettere in mostra un talento cristallino. Era, perché poi il mercato di gennaio si è avvicinato, le indiscrezioni hanno cominciato a serpeggiare ai suoi piedi e la nostalgia blucerchiata ha rovinato tutto. Adesso Cassano, dopo la pessima figura legata al ritorno svanito a Genova, è un giocatore che ha perso il calore dei tifosi – probabilmente in altre realtà la reazione sarebbe stata furiosa - e ha conosciuto la punizione della panchina nell'ultima partita. Un calciatore di talento costretto, per l'ennesima volta nella sua vita sportiva, a doversi reinventare.

Potrebbe farlo nella città ducale, tentando di riconquistare l'affetto nei suoi confronti, tirando fuori il massimo per zittire tutti. O potrebbe decidere che l'errore commesso è troppo grande per essere cancellato e, dunque, fare le valigie e cambiare aria. La Fiorentina, che ha perso lo sfortunatissimo Giuseppe Rossi, sta alla finestra e attende: Cassano sarebbe un sostituto ideale, in grado di sopperire ad un'assenza che potrebbe far svanire i sogni di gloria tinteggiati di viola. L'affare non è facile e, in passato, l'attaccante ed il club arrivano ad un passo dal matrimonio, poi saltato. Ma è indubbio che, a differenza di quanto avvenuto nel caso della Samp, quello della Fiorentina sia un interesse supportato da moneta sonante.

 

Sarà Cassano a dover decidere: rimanere a Parma per dimostrare qualcosa nel presente, o andar via inseguendo un nuovo futuro, lasciando irrisolto un altro pezzo di sé.

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