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Foto Bonaccini in Sala BorriUna media intellettuale tra le più basse di sempre, quella che attualmente dirige il nostro territorio. Non è un giudizio derivante da ideologie o da antipatie, anche se è vero che la prospettiva è trozista e che alcuni ci stanno simpatici come una visita dal proctologo: Parma non è mai stata meno “Parma” a memoria d'uomo. Una leadership con percentuali di yes man imbarazzanti, fatto che si evidenzia ad ogni visita del “rais” ex bersaniano Stefano Bonaccini, che poveretto deve stare attento a non capitombolare scivolando su una pozzanghera di saliva ( LEGGI DELLA VISITA ). Ad indignarsi è rimasto ormai solo Luigi Lucchi o quasi, che ascolta le enormità costituzionali di alcuni colleghi e sbotta con i consueti toni, coloriti ma efficaci.
“Arrivo adesso da Parma – ci scrive il primo cittadino di Berceto - dove c’è stato un incontro con il Presidente della Giunta Regionale Stefano Bonaccini. Sapete quale è stata la richiesta piu’ ricorrente e pressante dei miei colleghi sindaci? Presidente devi obbligare i Comuni alle Unioni e alle Fusioni. Parma città d’oro della Resistenza dopo 71 anni di democrazia chiede la dittatura. Sono solo ma in ordine con la ma coscienza di democratico, libertario, socialista e riformista. Ho l'impressione che i miei colleghi siano sindaci geneticamente modificati. Spero di sbagliarmi. Speravo di sbagliarmi ma dopo la giornata odierna il dado è tratto. Io desidero la democrazia e tutti loro no”. Il riferimento di taluni sembra essere stato ad alcuni casi di "riottosità" alle fusioni a freddo imposte dai vertici Pd. Un esempio, per capirci, Sorbolo-Mezzani. Ma anche Torrile vive mesi agitati, sul tema.
In realtà, comunque, questi sindaci hanno semplicemente appalesato un modo di intendere il maggioritario che sta divenendo di riforma in riforma sempre meno aderente al dettato costituzionale, e alla volontà del popolo. Lo stesso Bonaccini rappresenta il 20% scarso degli elettori, ed è stato nominato come conseguenza di una delle elezioni meno considerate della storia repubblicana del nostro territorio.
Di fronte a queste sensibilità cosa propone Luigi Lucchi? Si appella al popolo: “tanti sindaci non dovrebbero festeggiare il 25 aprile: non sono degni, impediteglielo!”.
Come non essere d'accordo, almeno in questa situazione, con il sindaco della perla dell'appennino? Bonaccini è passato: chi ha dato ha dato, chi ha leccato ha leccato. Ite missa est.

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